Energia elettrica dal moto ondoso del Garda.

Energia: le onde del Garda illumineranno i lungolaghi 

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Di Luca Delpozzo
Ennio Moruzzi

È questo il prog­et­to sper­i­men­tale più inno­v­a­ti­vo sul tap­peto nel cam­po delle energie alter­na­tive da fonti rin­nov­abili. Non l’unico per­ché entro fine anno decoller­an­no anche le ricerche per la local­iz­zazione di sor­gen­ti geot­er­miche sia nel lago che nelle zone dell’entroterra. Così la provin­cia di Bres­cia, fra le più attive in Italia ad esem­pio sul fronte del «foto­voltaico», si pone all’avanguardia anche in set­tori mai esplo­rati in ambito lacus­tre, com’è il caso del moto ondoso. Lo farà uti­liz­zan­do un «ondametro» capace di con­ver­tire l’energia dinam­i­ca in elettrica.L’energia alter­na­ti­va è d’acquaSono decisa­mente ril­e­van­ti le novità sul ver­sante delle ricerche per l’utilizzo di fonte ener­getiche alter­na­tive. Sono emerse nel cor­so del con­veg­no svoltosi nei giorni scor­si a palaz­zo Tode­s­chi­ni, su inizia­ti­va dell’Istituto di Geofisi­ca e Bio­cli­ma­tolo­gia sper­i­men­tale del Gar­da. È sta­to il diret­tore prof. Gian­fran­co Bertazzi ad annun­cia­re i prog­et­ti sul tap­peto, frut­to di ricerche ma anche di una con­ven­zione recen­te­mente siglata con Gar­da uno Spa, la soci­età di servizio dei comu­ni gardesani.L’incontro ha vis­to la parte­ci­pazione del prof. Alfio Quar­teroni, docente al Politec­ni­co di Losan­na ed a quel­lo di , uno dei mas­si­mi esper­ti di mod­el­lis­ti­ca numer­i­ca, diven­ta­to famo­sis­si­mo dopo aver dato un con­trib­u­to deter­mi­nante, con il suo stu­dio del mod­el­lo del­la care­na, al prog­et­to di Alinghi, l’imbarcazione elveti­ca che ha vin­to la Cop­pa Amer­i­ca. Le relazioni sono state tenute dal prof. Alfre­do Maz­zoc­chi docente alla Cat­toli­ca di Bres­cia che ha par­la­to di fenomeni fisi­ci e sim­u­lazioni matem­atiche, men­tre il prof. Quar­teroni ha sim­u­la­to deter­mi­nate inter­azioni mec­ca­niche fra il flus­so del sangue e le pareti dei vasi, dan­do orig­ine a com­p­lessi prob­le­mi di carat­tere flu­i­do — strut­turale, spazian­do poi dal cam­po aerospaziale medi­ante la sim­u­lazione numer­i­ca del­la vor­tic­ità, alla mod­i­fi­ca degli «stent» coronarici.Partendo da queste pre­messe, il prof. Edie Miglio, del Politec­ni­co di Milano, ha affronta­to gli aspet­ti di sim­u­lazione nel cam­po idro­ge­o­logi­co, met­ten­do in evi­den­za, tra l’altro, la «reazione» del lago ad un sis­ma il cui epi­cen­tro si tro­vi in prossim­ità del­la faglia che da S. Vig­ilio si pro­tende ver­so Desenzano.Un accor­do con la NasaMa le notizie più ghiotte sono arrivate dal prof. Gian­fran­co Bertazzi, diret­tore dell’Istituto di Geofisi­ca e di Bio­cli­ma­tolo­gia sper­i­men­tale del Gar­da e docente di Lim­nolo­gia Fisi­ca all’ Cat­toli­ca del S. Cuore di Bres­cia. Egli ha evi­den­zi­a­to l’importanza dei dati sper­i­men­tali in qual­si­asi mod­el­lo. Tan­to più sono pre­cisi i dati in entra­ta, tan­to più real­is­ti­co sarà il mod­el­lo finale. Sono state indi­cate alcune ricerche nel­la ril­e­vazione delle tem­per­a­ture e dei para­metri fisi­co-chimi­ci delle acque del Gar­da, uti­liz­zan­do anche il teler­il­e­va­men­to satel­litare (l’Istituto di Geofisi­ca è con­ven­zion­a­to con la Nasa).Sfruttare il moto dinam­i­coÈ sta­to illus­tra­to un prog­et­to di «ondametro» per lo sfrut­ta­men­to del­la ener­gia delle acque del lago. Si trat­ta di un’iniziativa orig­i­nale svilup­pa­ta in col­lab­o­razione con l’ing. Bruno Zar­di­ni, e che è argo­men­to di una tesi di lau­rea in Lim­nolo­gia Fisica.Il pro­totipo, in fase di costruzione, è frut­to appun­to di un’idea dell’ing. Zar­di­ni di Desen­zano, la parte teor­i­ca è sta­ta cura­ta dal prof . Bertazzi, ed è ogget­to di stu­dio di tesi di lau­rea di Lau­ra Lom­bar­di. In sin­te­si il pro­totipo dell’apparecchiatura, che è in fase di real­iz­zazione, trasfor­ma l’energia dinam­i­ca delle onde in ener­gia elet­tri­ca. Si trat­ta del pri­mo inter­ven­to che riguar­da il moto ondoso di un lago.Alla con­clu­sione dei lavori, Bertazzi ha annun­ci­a­to un accor­do di col­lab­o­razione sci­en­tifi­ca fra l’Istituto di Geofisi­ca e l’Azienda Gar­da Uno per la prospezione geot­er­mi­ca nel­la parte merid­ionale del Gar­da. La ricer­ca dovrebbe iniziare entro il prossi­mo mese di dicem­bre e sarà affi­an­ca­ta dal mon­i­tor­ag­gio del­la super­fi­cie del lago con l’uso di immag­i­ni ad alta risoluzione prese da satel­lite uti­liz­zan­do un accor­do con l’Ente spaziale amer­i­cano.

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