Rassegne gastronomiche, degustazioni, celebrazioni e manifestazioni culturali. E un originale progetto per la riscoperta della cucina secondo il gusto di Gabriele D'Annunzio.

Enogastromia in scena

13/05/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Rasseg­ne gas­tro­nomiche, degus­tazioni, cel­e­brazioni e man­i­fes­tazioni cul­tur­ali. E un orig­i­nale prog­et­to per la riscop­er­ta del­la cuci­na sec­on­do il gus­to di Gabriele D’Annunzio.In questi giorni, il Con­sorzio di tutela dei vini del Gar­da Clas­si­co, il Comune di Gar­done Riv­iera (rap­p­re­sen­ta­to dal sin­da­co Alessan­dro Baz­zani e dal­l’asses­sore Gio­van­na Cic­carel­li), e le asso­ci­azioni dei com­mer­cianti e dei ris­tora­tori han­no stret­to un’al­lean­za che pun­ta sul­la sin­er­gia tra la qual­ità dei vini del­la spon­da bres­ciana e il bagaglio stori­co-tur­is­ti­co-cul­tur­ale del­la local­ità riv­ieras­ca. L’o­bi­et­ti­vo? Alle­stire una serie di appun­ta­men­ti di notev­ole richiamo.Il pri­mo è già sta­to fis­sato. Tra il 9 e il 10 giug­no, in occa­sione del trenten­nale del­la Con­fra­ter­ni­ta del e del gala che si svol­gerà nei locali del Grand Hotel, alcu­ni ris­toran­ti locali pro­por­ran­no un menù a base di carni e sapori garde­sani, abbinati al par­ti­co­laris­si­mo rosso del­la Valtenesi.Tra il 30 giug­no e il 2 luglio diven­terà invece pro­tag­o­nista il , il “ di una notte”. Dopo l’asseg­nazione del riconosci­men­to all’Am­bas­ci­a­tore del Gar­da clas­si­co, attribuito a per­son­al­ità che si sono dis­tinte nel­la dif­fu­sione all’es­tero del­la cul­tura dei vini, nei ris­toran­ti si ter­rà una tre giorni gas­tro­nom­i­ca, con menù a base di pesce e Chiaret­to. Non mancher­an­no le degus­tazioni gra­tu­ite sul lun­go­la­go e nel­la parte alta del paese (la piazzetta davan­ti al Vittoriale).Il prog­et­to più impeg­na­ti­vo: un’in­tera set­ti­mana sul tema “A tavola con D’An­nun­zio”, con la ripropo­sizione di alcune delle più orig­i­nali ricette las­ci­ate dal Vate nel­l’am­bito delle sue fitte cor­rispon­den­ze culi­nar­ie. “Una bec­ca­c­ci­na di col­ore mag­nifi­co — anno­ta­va sul tac­cuino, dopo un pran­zo a Vien­na -. Il sugo dora­to e ful­vo nel vaso d’ar­gen­to. I cros­ti­ni sapi­en­ti. I col­ori del­i­cati e complicati”.Nel “Libro seg­re­to” par­la di un pran­zo con la lep­re, fra­grante di timo e ros­mari­no, di un paté dora­to nel­la sua cros­ta rivesti­ta di fet­tine di lar­do, di un fagiano innaf­fi­a­to col suc­co di midol­la di bue. La cuci­na del Vit­to­ri­ale era affi­da­ta a domes­tiche che D’An­nun­zio chia­ma­va le “Clarisse”, in onore di San­ta Chiara d’As­sisi. Cias­cu­na ave­va un nome: suor Gazzel­la, suor Intin­go­la, suor Ghi­ac­cesca, suor Salutevole.Tra i piat­ti prefer­i­ti la galan­ti­na, un insac­ca­to di carni, pis­tac­chi e sapori, servi­to a bor­do dei Mas durante la Bef­fa di Buc­cari; i filet­ti di tro­ta al forno, con bur­ro, salvia, pomodoro e vino bian­co; le uova in gus­cio; le mace­donie di frut­ta con qualche goc­cia di Aurum o di Cognac napoleon­i­co; le cos­to­lette bat­tute col pestel­lo di pietra, più sot­tili di una buc­cia di banana o di una cresti­na di pane sfornato.A far da cor­nice all’even­to si ter­ran­no mostre d’an­ti­quar­i­a­to di “cose dan­nun­ziane”, e una serie di man­i­fes­tazioni in tema (con­cer­ti, proiezioni cin­e­matogra­fiche, estem­po­ra­nee di pit­tura). Il tut­to a metà set­tem­bre. Con l’in­ten­zione di offrire ai tur­isti l’oc­ca­sione di pro­l­un­gare la loro permanenza.