I promotori puntano a raccogliere entro il 15 novembre le 5mila firme necessarie per presentare al Pirellone una proposta di legge regionale d’iniziativa popolare.

Entra nel vivo la petizione per creare il parco del Garda Lombardo e delle colline moreniche.

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Di Luca Delpozzo

L’idea di tute­lare l’area Garde­sana e il retroter­ra moreni­co data già dagli anni ’70 quan­do le Province di Man­to­va e Bres­cia si fecero pro­motri­ci di una pri­ma pro­pos­ta, allo­ra non accol­ta dal­la Regione. Men­tre il Min­cio e il han­no rice­vu­to nel frat­tem­po tutela nel tem­po per le loro carat­ter­is­tiche nat­u­ral­is­tiche d’eccellenza, la fas­cia lacus­tre del bas­so Gar­da e le colline moreniche non han­no avu­to altret­tan­ta for­tu­na. Per questo nel 2003, cen­to asso­ci­azioni han­no dato vita ad un Comi­ta­to pro­mo­tore, che dopo anni di pres­sioni e inizia­tive, ha deciso di puntare alla pro­pos­ta d’iniziativa popo­lare. «Le nos­tre cam­pagne di sen­si­bi­liz­zazione han­no cre­ato il ter­reno favorev­ole all’iniziativa — spie­ga Emilio Crosato, pres­i­dente del comi­ta­to e pri­mo fir­matario -. Ora cer­chi­amo di rac­cogliere i frut­ti con ques­ta petizione che viene effet­tua­ta in tute le occa­sioni pub­bliche, negli incon­tri, ai mer­cati set­ti­manali. Vogliamo dare un seg­nale forte che il pae­sag­gio e l’ambiente preser­vati sono garanzia di uno svilup­po eco­nom­i­co com­pat­i­bile. Par­co non sig­nifi­ca divi­eti ster­ili, ma pro­mozione». Per il Comi­ta­to, si trat­ta di difend­ere uno degli ulti­mi lem­bi garde­sani e moreni­ci dall’invasione del cemen­to, che detur­pan­do pae­sag­gio e ambi­ente, fan­no perdere val­ore alle aree. Se l’obiettivo sarà rag­giun­to, i con­fi­ni del futuro par­co saran­no ritagliati col­le­gan­do le zone tute­late già esisten­ti come il par­co dell’Alto Gar­da Bres­ciano, del Min­cio e del Bal­do per for­mare un’area unica.

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