La roulette torna a girare ma il casinò «paga» in dolciumi e cioccolato

Erano due le case da gioco sul lago

30/11/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

Il lago vuole il suo cas­inò. O meglio, lo rivuole indi­etro, vis­to che in pas­sato la casa da gio­co c’era. Anzi, ce n’erano addirit­tura due: una ad Arco, l’altra a Gar­done Riv­iera. Nel­la local­ità trenti­na si è perfi­no cos­ti­tu­ito un comi­ta­to che vuole riv­i­tal­iz­zare la can­di­datu­ra arcense. Gar­done ha invece ader­i­to all’associazione nazionale per l’incremento tur­is­ti­co, che riu­nisce una venti­na di comu­ni che han­no inoltra­to al min­is­tero dell’Interno doman­da uffi­ciale di con­ces­sione. Una venti­na d’anni orsono un’ipotesi di can­di­datu­ra era sta­ta avan­za­ta anche da Gar­da, ma poi non se n’è fat­to più nul­la. Ma adesso, almeno per un fine set­ti­mana, Gar­da il suo cas­inò ce l’avrà. Sarà una sala da gio­co pic­co­la pic­co­la e oltre­tut­to solo dimostra­ti­va, pres­so il palazzet­to delle espo­sizioni, dietro il munici­pio. E i pre­mi saran­no pagati in dol­ci e cioc­co­la­to. Ma sarà una sim­u­lazione coi fioc­chi, allesti­ta da uno dei più cele­bri cas­inò d’Europa, quel­lo di Inns­bruck. E per l’occasione tornerà in riva al lago il diret­tore del­la casa da gio­co tirolese, Hannes Math­e­ow­itsch, che già era sta­to in visi­ta alla riv­iera la scor­sa estate. La sim­u­lazione del cas­inò, con tan­to di tavo­lo del­la roulette, è pre­vista da oggi a domeni­ca nell’ambito delle inizia­tive del tra gli olivi. Il pri­mo week end è ded­i­ca­to a Inns­bruck, che farà leva sul gio­co, ma anche sul­la cuci­na tipi­ca e sui cele­bri cristal­li Swarovs­ki, anch’essi di sce­na nelle sale del palazzet­to delle espo­sizioni. La Swarovs­ki ha sede a Wat­tens, una pic­co­la local­ità a una quindic­i­na di chilometri dal capolu­o­go tirolese: è lì che nel 1895 Daniel Swarovs­ki fondò la sua impre­sa des­ti­na­ta a diventare leader mon­di­ale del­la molatu­ra del cristal­lo. Il cen­te­nario, nel 1995, è sta­to cel­e­bra­to dan­do vita agli Swarovs­ki Kristal­len­wel­ten, i Mon­di di cristal­lo, una serie di gigan­tesche e avveniris­tiche instal­lazioni ded­i­cate al cristal­lo: a idear­le è sta­to André Heller, uno dei geni dell’arte mul­ti­me­di­ale con­tem­po­ranea, che si è avval­so del­la col­lab­o­razione di altri stra­or­di­nari artisti o se ne è diret­ta­mente ispi­ra­to (le musiche, ad esem­pio, sono di Bri­an Eno, una stele è fir­ma­ta da Kei­th Har­ing, altre opere si richia­mano a Sal­vador Dalì e Andy Warhol). Vis­i­ta­ta ormai da oltre quat­tro mil­ioni di per­sone, la mostra è cer­ta­mente il fiore all’occhiello dell’azienda tirolese, ma famo­sis­si­mi restano i suoi gioiel­li e le sue fig­ure di cristal­lo, tan­to ambite che s’è addirit­tura cos­ti­tu­ito un club di collezion­isti, il Samm­ler club Swarovs­ki, che con­ta 470 mila adep­ti in 25 pae­si del mon­do. E saran­no pro­prio i nin­no­li da collezione a essere in mostra a Gar­da. Quan­to alla cuci­na, quel­la sarà tut­ta all’insegna del­la tradizione tirolese. Lo stand enogas­tro­nom­i­co pro­por­rà spe­cial­ità come gnoc­chet­ti di for­mag­gio, maiale coi caned­er­li, bratwürs­tel con crauti, senape e kren, speck, strudel di mele con la pan­na, innaf­fiati di e bir­ra in bic­chieri spe­ciali. E per un fine set­ti­mana il Gar­da tornerà il mare del Tiro­lo, come s’usa dire ad Innsbruck.

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