IACOVELLI: “DA UNA SIGNORA 80enne DI SIRMIONE. ESPORTATI IL FEGATO, I RENI ED UNA CORNEA”

ESEGUITO UN NUOVO PRELIEVO D’ORGANI ALLOSPEDALE DI DESENZANO

Di Luca Delpozzo

Dopo poco più di un mese, all’Ospedale di Desen­zano è sta­to ese­gui­to un altro pre­lie­vo d’organi ad una sig­no­ra di 80 anni di Sirmione dece­du­ta a segui­to di un’emorragia cel­e­brale. A spie­gar­ci come sono avvenu­ti i fat­ti, il Dr. Wal­ter Iacov­el­li, Pri­mario dell’Unità Oper­a­ti­va di Rian­i­mazione che a coor­di­na­to tut­ti i pas­sag­gi orga­niz­za­tivi per per­me­t­tere il prelievo.“La sig­no­ra, è giun­ta in Ospedale il 2 set­tem­bre scor­so in coma ed è sta­ta imme­di­ata­mente ricov­er­a­ta in Rian­i­mazione. Dopo una set­ti­mana, il figlio del­la sig­no­ra ha autor­iz­za­to la don­azione degli organi e, alle prime ore del mat­ti­no di ven­erdì 9 set­tem­bre, sono sta­ti prel­e­vati il fega­to, i due reni ed una cornea (l’altra era sta­ta inter­es­sa­ta da una catarat­ta e quin­di non reimpiantabile) che era­no in ottime condizioni”.Dottore, com’è pos­si­bile prel­e­vare degli organi in otti­mo sta­to da una sig­no­ra d’ottant’anni?“Fino a pochi anni fa, era­no fre­quen­ti il pre­lie­vo d’organo a ragazzi molto gio­vani che, a segui­to di for­ti trau­mi crani­ci (spes­so a causa d’incidenti moto­ci­clis­ti­ci in cui il con­du­cente non indos­sa­va il cas­co) perde­vano la vita. Oggi, questi inci­den­ti sono forte­mente dimi­nu­iti a tal pun­to che i pre­lievi d’organi sono effet­tuati su dona­tori in età avan­za­ta che sono dece­du­ti, come per la sig­no­ra di Sirmione, per emor­ragie cere­brali. Inoltre, lo sta­to di salute degli organi non è lega­to all’età del dona­tore stesso”.Gli organi dove sono andati?“Anche ques­ta vol­ta abbi­amo seg­nala­to al NITp (Nord Italia Trans­plant) la pos­si­bil­ità di prel­e­vare degli organi. Com’è accadu­to poco più di un mese fa, abbi­amo appronta­to una sala del bloc­co oper­a­to­rio per eseguire il pre­lie­vo e, durante la notte abbi­amo prel­e­va­to il fega­to che è anda­to a Bologna, i due reni che sono par­ti­ti alla vol­ta di Paler­mo e la cornea che è sta­ta trasporta­ta alla Ban­ca delle Cornee di Pavia. Anche ques­ta vol­ta desidero ringraziare pub­bli­ca­mente tut­to il per­son­ale coin­volto per questo prelievo”.Due don­azioni in pochi giorni. Quale con­sid­er­azione ha fatto?“Questo nuo­vo pre­lie­vo d’organi ha evi­den­zi­a­to più cose. In pri­mo luo­go, gra­zie alla pro­fes­sion­al­ità dimo-stra­ta da tutte le per­sone coin­volte, la strut­tura ospedaliera ha gesti­to, nonos­tante l’intervento sia avvenu­to in piena notte, nei migliori modi la situ­azione. Inoltre, a ripro­va del fat­to che la don­azione degli organi sia un obi­et­ti­vo dell’Azienda Ospedaliera, nei giorni scor­si sono sta­ti acquis­ta­ti due elet­troence­falo­grafi per gli Ospedali di Desen­zano e Gavardo”.A cosa ser­vono gli elettroencefalografi?“Quest’apparecchiatura in sostan­za serve per dec­retare, nel rispet­to delle leg­gi vigen­ti, il deces­so cere­brale del paziente. Quel­lo che è sta­to acquis­ta­to per l’Ospedale di Desen­zano è più sofisti­ca­to rispet­to a quel­lo des­ti­na­to a Gavar­do. Infat­ti, l’elettroencefalografo arriva­to al noso­comio desen­zanese, oltre a cer­ti­fi­care il deces­so del paziente, può effet­tuare anche l’esame dei poten­ziali evo­cali oltre che la sua rou­tine ambu-lato­ri­ale. Invece, all’ospedale di Gavar­do, quest’apparecchio sarà sola­mente uti­liz­za­to nell’ambulatorio”. Quan­to sono costa­ti questi encefalografi?“L’investimento per queste due apparec­chia­ture è sta­to di cir­ca 25.000 euro. Quel­lo di Desen­zano è costa­to cir­ca 15.000 euro, men­tre quel­lo di Gavar­do 10.000 euro”.“Il fat­to tragi­co – spie­ga il Diret­tore Gen­erale Mau­ro Borel­li -, che nel giro di un mese siano sta­ti effet­tuati ben due pre­lievi d’organi, è la ripro­va che quest’atto d’incredibile gen­erosità sta pren­den­do sem­pre più piede. Una deci­sione che, per chi riceve l’organo, ha il sig­ni­fi­ca­to del­la sper­an­za di pot­er con­tin­uare a vivere, men­tre, per la famiglia che decide di autor­iz­zare la don­azione tro­va, attra­ver­so un grandioso gesto d’amore, la forza per scon­fig­gere il gran­dis­si­mo dolore per la perdi­ta di un pro­prio congiunto”.