Da oltre tre mesi il proprietario di un natante non può usare il suo mezzo: un uccello continua a costruire il nido sulla scaletta della barca

Estate rovinata per colpa di una folaga

05/07/2005 in Attualità
A Lazise
Di Luca Delpozzo
Sergio Bazerla

Si è pro­prio innamora­ta del­la scalet­ta di risali­ta del­la bar­ca, vis­to che l’ha usa­ta anche per la sec­on­da nidi­a­ta. Una fola­ga ha riu­ti­liz­za­to il nido che ave­va costru­ito la pri­ma vol­ta, «ammod­er­nan­do­lo» e «ristrut­turan­do­lo». La pri­ma vol­ta si era­no schiuse ben otto uova, ma i pic­coli rimasti in vita, sopravvis­su­ti al lago e alle intem­perie, sono sta­ti sola­mente tre. Ques­ta vol­ta, invece, si sono schiuse solo tre uova. La stranez­za res­ta, però, la scelta fat­ta da ques­ta fola­ga che ha opta­to per un luo­go quan­to meno insoli­to per far nascere i suoi pic­coli, appun­to la scalet­ta di risali­ta del­la bar­ca di Dani­lo Maz­za­cani, com­mer­ciante di pias­trelle di Verona, che da diver­si anni ha all’ormeggio nel por­to nuo­vo, attiguo al lun­go­la­go Cavaz­zoc­ca Maz­zan­ti, un natante da dipor­to. E per ques­ta «nobile» causa non può usare da alcu­ni mesi la bar­ca. «Non so per quale stra­no moti­vo questo pen­nu­to abbia deciso di uti­liz­zare la mia bar­ca per le sue cov­ate», spie­ga Maz­za­cani. «Quel­lo che so è che da oltre tre mesi non pos­so usare il natante. Non voglio cer­to essere defini­to antian­i­mal­ista o altro, ma cer­to è che ques­ta fola­ga mi sta facen­do impazz­ire. Se non uso la bar­ca adesso, che è estate, quan­do potrò uti­liz­zarla? Mi fa anche piacere pot­er avere una bar­ca “da mater­nità”», spie­ga tra il serio e il diver­ti­to il com­mer­ciante, «ma fran­ca­mente adesso vor­rei, se pos­si­bile, ritornare in pos­ses­so del natatante. L’ho presta­to alla folo­ga e non voglio nul­la in cam­bio. Sola­mente l’opportunità di fare almeno un giro sulle acque del lago con la mia famiglia. Non cre­do di chiedere trop­po». Ma per Maz­za­cani non è anco­ra giun­to il tem­po. Deve infat­ti man­tenere «a dis­po­sizione» la sua bar­ca finchè i pic­coli non saran­no in gra­do di badare a se stes­si. Prob­a­bil­mente fra pochi giorni. È un impeg­no che si è assun­to con il Wwf e con la Lipu (Lega ital­iana per­otezione uccel­li). «Spero che le folaghe pos­sano presto rag­giun­gere l’autonomia, in modo da pot­er final­mente spostare la bar­ca dal por­to di Lazise per fare un bel giro sul Garda».

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