Cade l’ipotesi europea di autorizzare la produzione di rosati “miscelati”: un grande risultato per la vitivinicoltura gardesana.

Esulta il Garda: il Chiaretto è salvo!

Di Luca Delpozzo

C’è sod­dis­fazione nel panora­ma vitivini­co­lo garde­sano dopo l’annuncio del com­mis­sario europeo all’agricoltura, Mar­i­ann Fis­ch­er Boel, sul­la rin­un­cia all’ipotesi comu­ni­taria di con­sen­tire la pro­duzione di vini di col­ore rosa attra­ver­so il taglio di vini da tavola bianchi e rossi. “Brux­elles — ha annun­ci­a­to il min­istro alle politiche agri­cole Luca Zaia — rin­un­cia ad autor­iz­zare le mis­cele di vini da tavola bianchi e rossi per pro­durre il rosato. È ques­ta l’Europa che vogliamo, fon­da­ta sul rispet­to delle iden­tità, del­la qual­ità, del­la sicurez­za ali­menta­re e del­la tradizione”.Il Con­sorzio Gar­da Clas­si­co ed i cug­i­ni verone­si del Bar­dolino era­no state le prime realtà asso­cia­tive del mon­do vitivini­co­lo nazionale a soll­e­vare for­mal­mente il prob­le­ma, lan­cian­do con­giun­ta­mente allo scor­so una petizione in dife­sa del prodot­to sul lago di Gar­da e dei vini rosati tradizion­ali, che come noto ven­gono ottenu­ti esclu­si­va­mente attra­ver­so la vinifi­cazione in rosa di uve rosse (per il Chiaret­to Gar­da Clas­si­co si uti­liz­za preva­len­te­mente Grop­pel­lo men­tre per il Bar­dolino Chiaret­to si uti­liz­zano preva­len­te­mente Corv­ina Veronese e Rondinel­la). In quell’occasione, sono state rac­colte ben 1500 firme di pro­dut­tori, gior­nal­isti, ris­tora­tori, sem­pli­ci appas­sion­ati, anche stranieri. La mobil­i­tazione dei pro­dut­tori garde­sani ave­va imme­di­ata­mente incon­tra­to l’interesse del min­istro per le politiche agri­cole Luca Zaia e del sot­toseg­re­tario alla pres­i­den­za del Con­siglio Aldo Branch­er, entram­bi fir­matari del­la petizione.“Siamo par­ti­co­lar­mente lieti dell’esito favorev­ole del­la vicen­da – affer­ma il pres­i­dente del Con­sorzio Gar­da Clas­si­co , uni­ta­mente al pres­i­dente del Con­sorzio di tutela del Bar­dolino, -. Siamo grati al min­istro Zaia per la grande sen­si­bil­ità dimostra­ta ver­so il mon­do pro­dut­ti­vo e in par­ti­co­lare ver­so chi, come noi, ha pro­fu­so impeg­no, pas­sione e inves­ti­men­ti cres­cen­ti per val­oriz­zare la stra­or­di­nar­ia unic­ità del Chiaret­to e dei vini rosati del­la grande tradizione ital­iana. La pro­pos­ta comu­ni­taria rischi­a­va di met­tere in ginoc­chio la nos­tra sto­ria, la nos­tra tradizione, ma anche il nos­tro com­par­to pro­dut­ti­vo, soprat­tut­to in un momen­to come l’attuale, che, nonos­tante la pesante crisi finanziaria glob­ale, vede il Chiaret­to crescere nelle ven­dite con tas­si supe­ri­ori al 10%, ma anche in ter­mi­ni di rep­utazione e di favore del­la critica”.Strategica in ques­ta vicen­da l’alleanza fra bres­ciani e veronesi.“Il fronte comune tra pro­dut­tori di Chiaret­to delle due sponde del lago di Gar­da è sta­ta un’idea vin­cente – con­clude Bonomo- Abbi­amo super­a­to per la pri­ma vol­ta storiche ritrosie e rival­ità, e ci siamo mobil­i­tati per la sal­va­guardia di una tipic­ità garde­sana di asso­lu­to rilie­vo nel com­par­to eno­logi­co nazionale. Con risul­tati che, ora, non pos­sono che riem­pire di sod­dis­fazione”.