Rassegna dell’Editoria gardesana “Pagine del Garda”

08/11/2014 in Libri
Di Luigi Del Pozzo
Sto car­i­can­do la mappa .… 

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Luo­go
Riva del Gar­da Museo Riva del Garda
Mas­tio museo 

Cat­e­gorie Nes­suna Categoria


Rasseg­na del­l’Ed­i­to­ria garde­sana “

Nel­l’am­bito del­la XXII Mostra del libro — Rasseg­na del­l’Ed­i­to­ria Garde­sana Pagine del Gar­da (8–23 novem­bre 2014 Cas­inò munic­i­pale di Arco TN), sarà pre­sen­ta­to, dopo la sua pri­ma usci­ta avvenu­ta domeni­ca 26 otto­bre nel paese di Campi, il vol­ume Campi nel garde­sano. Etnoarche­olo­gia di una comu­nità di mon­tagna, a cura di Gian Pietro Bro­gi­o­lo (ed. MAG SAP Soci­età Arche­o­log­i­ca Srl, Man­to­va 2014).

L’ap­pun­ta­men­to è per domeni­ca 9 novem­bre alle ore 18 al Museo di Riva del Gar­da.
Saran­no pre­sen­ti e interverranno:
Gian Pietro Bro­gi­o­lo — degli Stu­di di Padova
Mon­i­ca Ron­chi­ni e  Alessan­dro Paris — MAG Museo Alto Garda
Alessan­dro de Bertoli­ni — Fon­dazione Museo stori­co del Trentino
Elisa Pos­sen­ti — Uni­ver­sità degli Stu­di di Trento

 

Una ricer­ca parte­ci­pa­ta, un futuro da scrivere

Il vol­ume Campi nel Som­mo­la­go garde­sano. Etnoarche­olo­gia di una comu­nità di mon­tagna nasce dal­la col­lab­o­razione fra MAG Museo Alto Gar­da e Dipar­ti­men­to di Beni cul­tur­ali del­l’U­ni­ver­sità di Pado­va e  resti­tu­isce il lavoro di ricer­ca real­iz­za­to dal grup­po di 14 stu­den­ti del­la scuo­la di spe­cial­is­ti­ca in arche­olo­gia durante la sum­mer school del­lo scor­so mag­gio 2014 sot­to l’at­ten­ta gui­da del prof. Gian­pietro Brogiolo.
Gra­zie alla preziosa col­lab­o­razione con la popo­lazione di ques­ta pic­co­la frazione del Comune di Riva del Gar­da, il ter­ri­to­rio di nat­u­rale per­ti­nen­za di Campi è sta­to stu­di­a­to in tut­ti i suoi aspet­ti, dal­l’ed­i­fi­ca­to, alle cam­pagne, per la mag­gior parte abban­do­nate, alle aree del­l’in­colto mon­tano, i boschi, i pas­coli, le mal­ghe. Il risul­ta­to, impor­tante per le nuove chi­avi di let­tura del­la sto­ria plurisec­o­lare del vil­lag­gio, è frut­to di un incro­cio con­tin­uo fra dati che via via emergevano da ques­ta let­tura accu­ra­ta del ter­ri­to­rio, dalle rap­p­re­sen­tazioni car­togra­fiche, antiche come le più recen­ti foto aeree e Lidar, da ele­men­ti rin­trac­cia­bili dal­la ric­ca doc­u­men­tazione degli archivi stori­ci, dagli esti­mi, dai lib­ri del­la popo­lazione, ai cat­a­sti, dal­la topono­mas­ti­ca uffi­ciale e uffi­ciosa, nonché dal­lo stu­dio atten­to delle numero­sis­sime fotografie storiche, for­nite dalle per­sone del paese, che han­no segui­to il lavoro da vicino.
Ne esce il quadro, nuo­vo e sti­molante, di una sto­ria plurisec­o­lare di vital­ità di questi abi­tan­ti del­la mon­tagna e che dicono di una stret­ta com­ple­men­ta­ri­età eco­nom­i­ca tra agri­coltura di media mon­tagna e risorse del bosco e del­l’in­colto e ambito cit­tadi­no, di con­ti­nu­ità del­l’ed­i­fi­ca­to che dal XVI sec­o­lo ha man­tenu­to la carat­ter­is­ti­ca orga­niz­zazione a casoni, dis­te­si nel­la val­let­ta e dis­tan­ti dal cen­tro del vil­lag­gio. Ma di con­ti­nu­ità si può anche par­lare nelle strut­ture sociali e nei pro­ces­si migra­tori, come anche delle pratiche agri­cole, tut­t’al­tro che sem­pli­ci o povere, ma, come ovunque nelle Alpi, ric­che di un sapere atten­to ai luoghi e alle risorse.
Se non bas­tassero i dati rac­colti nel­la pub­bli­cazione, ric­ca­mente corre­dati di un appa­ra­to fotografi­co e car­tografi­co impor­tante, il testo ha il pre­gio di aver super­a­to anche altre sfide: quelle di un mod­el­lo di azione in cui l’u­ni­ver­sità esce sul ter­ri­to­rio e si sper­i­men­ta con i saperi popo­lari, di un museo che con­fer­ma il pro­prio impeg­no per il ter­ri­to­rio e di un entu­si­as­mo vivo e con­tin­uo di un intero pic­co­lo villaggio.