Dopo il municipio, spuntano altre ipotesi

Ex cartiera, c’è anche spazio per la Comunità del Garda

Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

A Toscolano Mader­no arriver­an­no la Guardia fore­stale (adesso a Gargnano), l’Is­ti­tu­to mete­o­ro­logi­co di Desen­zano e, forse, la , da tem­po allog­gia­ta a Gar­done. Entr­eran­no nel­l’ex cartiera Vet­turi, assieme al nuo­vo munici­pio, che «sarà pron­to per il 30 aprile». Lo ha annun­ci­a­to il sin­da­co Pao­lo Ele­na, in Con­siglio comu­nale. In mez­zo a tan­ti argo­men­ti edilizi, di cui riferire­mo in un prossi­mo arti­co­lo, l’al­tro giorno è rispun­ta­to il dis­cor­so sul­la Vet­turi. Acquisi­ta dal­la Val­le­la­go (una soci­età a respon­s­abil­ità lim­i­ta­ta con sede a Rez­za­to, cap­i­tale 20 mil­ioni, ammin­is­tra­ta dal geome­tra Mari­no Savol­di), l’ex cartiera è sta­to svuo­ta­ta ed ora è in fase di ricostruzione. Accoglierà una trenti­na di appar­ta­men­ti pri­vati e il nuo­vo munici­pio, che viene a costare 9 mil­iar­di. In det­taglio: 1.778 mq. per uffi­ci, a 3,9 mil­ioni al mq., e 604 mq. di parcheg­gi, a 1 mil­ione e 950 mila lire. Cui bisogna aggiun­gere l’I­va del 10%. Dopo le polemiche sui muri, da noi già riferite, mino­ran­za (cen­trosin­is­tra) e mag­gio­ran­za (Polo) si sono scon­trate a Palaz­zo (Bena­mati, dove si svol­go­no le riu­nioni). Sil­vano Boni ha con­tes­ta­to le modal­ità del­l’­op­er­azione. «Il Comune ha ver­sato alla Val­le­la­go il pri­mo accon­to, di 770 mil­ioni — ha det­to l’ex sin­da­co -. E si tro­va dinanzi una scalet­ta di paga­men­ti quan­tomai impeg­na­ti­va: 500 mil­ioni ogni 15 giorni. Al 30 aprile avrà sbor­sato 5 mil­iar­di e 700 mil­ioni. Ci si espone per una cifra ele­vatis­si­ma, quan­do sul fab­bri­ca­to esiste un’ipote­ca di 8 mil­iar­di, a fronte di un val­ore di 16» Il sin­da­co Pao­lo Ele­na ha rispos­to all’in­ter­pel­lan­za affer­man­do che «gli accon­ti ven­gono cor­risposti in base allo sta­to di avan­za­men­to dei lavori. E, grad­ual­mente, si lib­era una frazione di ipote­ca, che sarà tol­ta defin­i­ti­va­mente al momen­to del rog­i­to notar­ile. Il 30% del cos­to com­p­lessi­vo lo otter­re­mo come con­trib­u­to in base alla legge sul­l’O­bi­et­ti­vo 2. Per il resto dob­bi­amo far fronte con mezzi nos­tri (mutuo o ven­di­ta di aree). Niente pau­ra. La pro­ce­du­ra è sta­ta approva­ta dai revi­sori dei con­ti. E il 30 aprile 2002 entr­ere­mo nel­la nos­tra nuo­va sede». Repli­ca di Boni: «Spe­ri­amo in bene. Riten­go, però, che non esis­tano garanzie suf­fi­ci­en­ti. Di buone inten­zioni sono las­tri­cate le strade del­l’in­fer­no». Si è par­la­to anche dei cri­teri anti­sis­mi­ci adot­tati. «Fos­se sta­ta una res­i­den­za pri­va­ta, era tut­to in rego­la — ha det­to l’ex sin­da­co -. Ma qui par­liamo di un munici­pio, e la casa del pub­bli­co, nel­l’ipote­si di un ter­re­mo­to, deve asso­lu­ta­mente rimanere in pie­di. Nec­es­sario, quin­di, che i muri rispon­dano a sol­lecitazioni supe­ri­ori di almeno il 40 per cen­to. Tan­to più che, lì sopra, c’è la diga di Valvesti­no». Dopo avere affer­ma­to che esistono relazioni tec­niche ras­si­cu­ran­ti, Ele­na ha infor­ma­to delle ultime novità. «L’ex cartiera Vet­turi, per la quale gli ammin­is­tra­tori del cen­trosin­is­tra ave­vano pre­vis­to addirit­tura 62 appar­ta­men­ti (noi, invece, siamo rius­ci­ti a ridurli a metà, uti­liz­zan­do il resto per trasferirvi il Palaz­zo comu­nale), accoglierà anche le Guardie fore­stali, attual­mente a Bogli­a­co, e la sezione stac­ca­ta del­l’Is­ti­tu­to di Geofisi­ca di Desen­zano, che col­lab­o­ra con l’Osser­va­to­rio di Tri­este e l’ Cat­toli­ca di Bres­cia. «Il cen­tro, cui aderiscono anche Sirmione e Poz­zolen­go, vuole stu­di­are tra l’al­tro gli effet­ti del­la bio­cli­ma­tolo­gia sul­l’uo­mo. Inoltre sti­amo trat­tan­do con la Comu­nità del Gar­da il trasfer­i­men­to da Gar­done Riv­iera, dove paga una dozzi­na di mil­ioni di affit­to all’an­no, a Toscolano Mader­no. Sarem­mo ben lieti se l’assem­blea di dicem­bre-gen­naio accettasse la nos­tra pro­pos­ta». E il vec­chio munici­pio, ritenu­to non più adat­to alle neces­sità? «È uno sta­bile fuo­ri­legge, che non rispet­ta gli stan­dard richi­esti — ha sem­pre det­to il sin­da­co -. I dis­abili e gli anziani, ad esem­pio, non pos­sono rag­giun­gere gli uffi­ci. L’Asl potrebbe man­dar­ci fuori da un giorno all’al­tro. Del resto venne acquis­ta­to da mio non­no, il Podestà, quan­do i dipen­den­ti era­no otto. Adesso sono 51. Inten­di­amo trasfor­mar­lo in un cen­tro di cul­tura, con ed espo­sizioni permanenti».