Sopralzo irregolare al complesso residenziale-commerciale di via Religione. Sospesi i lavori al cantiere «per grave incidenza sull’ambiente»

Ex cartierina, stop del Tar

17/11/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Dopo l’ex hotel Bena­co, sul lun­go­la­go di Mader­no, diven­ta­to un res­i­dence con un’ottantina di pic­coli appar­ta­men­ti, il Tri­bunale ammin­is­tra­ti­vo regionale ha bloc­ca­to anche l’intervento in atto (e ormai qua­si ulti­ma­to) nell’ex cartie­ri­na Garde­sana di Toscolano.In pas­sato la fab­bri­ca, sit­u­a­ta in via Reli­gione, a poche centi­na­ia di metri dal­la foce del tor­rente Toscolano, sfor­na­va 400 quin­tali al giorno di car­ta e dava lavoro a 16 dipen­den­ti. L’azienda che pro­duce­va car­ta appartene­va al grup­po «Ada» dei fratel­li Gian­fran­co e Adri­ano Taschet­ti di Lec­co, pro­pri­etari (nel­la loro cit­tà) di altre unità pro­dut­tive, tra cui uno scat­o­lifi­cio. Nel novem­bre 2001 la cartie­ri­na ha chiu­so i bat­ten­ti, un po’ a causa del­la scarsa eco­nomic­ità del­la pic­co­la unità pro­dut­ti­va, un po’ in segui­to alle polemiche sorte con gli abi­tan­ti del­la zona.Essendo a ciclo chiu­so, l’azien­da chi­ude­va il saba­to e riapri­va il lunedì, col risul­ta­to che, dal­l’ac­qua ristag­nante, esala­va un odore puz­zo­lente, che infas­tidi­va il vivere quo­tid­i­ano dei res­i­den­ti nel­la zona.Approvata, a mag­gio­ran­za, una vari­ante al Piano rego­la­tore, nell’ottobre 2004 il con­siglio comu­nale di Toscolano Mader­no ha autor­iz­za­to la con­ver­sione dei 17.950 metri cubi dell’azienda da pro­dut­tivi a com­mer­ciali (un super­me­r­ca­to, infe­ri­ore a 1.500 metri qua­drati) e res­i­den­ziali (almeno 11 mila metri cubi). I lavori, una vol­ta incas­sato il via lib­era dal Munici­pio, sono iniziati rap­i­da­mente, e ques­ta estate la «Migros», una cate­na di orig­i­ni svizzere, ha chiu­so i locali nel com­p­lesso Mon­tag­nette, davan­ti alle scuole medie, per trasferir­si qui, nel­la nuo­va sede, inau­gu­ra­ta alla pre­sen­za delle autorità. Com­ple­ta­ta la pri­ma tranche, il cantiere è rimas­to aper­to per la costruzione degli appartamenti.Tempo fa Luca Rinal­di, Soprint­en­dente per i beni architet­toni­ci e il pae­sag­gio di Bres­cia, Man­to­va e Cre­mona, ha effet­tua­to un sopral­lu­o­go per decidere in mer­i­to al sopral­zo dell’edificio, richiesto dai costrut­tori del­la «The­ma srl», che fa capo a Ezio Stag­no­li, con una doman­da di vari­ante in cor­so d’opera, subito accetta­ta dal Comune. Rinal­di si è reso con­to tut­tavia «che il sopral­zo dell’intero com­p­lesso immo­bil­iare era già sta­to real­iz­za­to. Ma non solo. Com­par­i­va addirit­tura un ulte­ri­ore sopral­zo, cos­ti­tu­ito da tasche in fal­da e abbai­ni, non indi­ca­to nel­la doc­u­men­tazione invi­at­aci appe­na una set­ti­mana fa». Da qui l’annullamento dell’autorizzazione pae­sis­ti­ca e l’ordine di sospendere imme­di­ata­mente i lavori, per «la grave inci­den­za sull’ambiente».Affidatasi allo stu­dio legale di Gian­fran­co Fontana, la The­ma ha pre­sen­ta­to ricor­so con­tro il provved­i­men­to. Ma ora il Tar (pres­i­dente Rober­to Scog­namiglio, ref­er­en­ti Fed­er­i­ca Tondin e Francesco Gam­bato Spisani) le ha dato tor­to, riconoscen­do le ragioni del­la Soprint­en­den­za, dife­sa dall’Avvocatura di Sta­to, e dei pro­pri­etari di un altro cen­tro com­mer­ciale, la famiglia Camozzi del «Mon­te­bal­do», rap­p­re­sen­tati da Ange­lo Carat­toni, Gio­van­ni Ger­bi e Car­lo Bilan­ci. Dopo avere esam­i­na­to «le immag­i­ni fotogra­fiche dell’edificio preesistente, che si sarebbe dovu­to riqual­i­fi­care, e del com­p­lesso ora in via di com­ple­ta­men­to», i giu­di­ci sosten­gono che «appare evi­dente come il fab­bri­ca­to in cor­so di costruzione sia di impo­nen­za e dimen­sioni molto mag­giori di quel­lo vec­chio. Sot­to tale pro­fi­lo la deci­sione del­la Soprint­en­den­za appare con­di­vis­i­bile, per lo meno nel­la parte in cui cen­sura il difet­to di istrut­to­ria del­la autor­iz­zazione pae­sis­ti­ca, che non val­u­ta in alcun modo l’impatto del­la nuo­va strut­tura sull’esistente, ovvero il modo (armon­i­co o no) in cui essa si inserisce nel con­testo attuale». Ora le porzioni abu­sive dovreb­bero essere demolite.Ricordiamo che, in Con­siglio comu­nale, la mino­ran­za (area di cen­trosin­is­tra), ha sem­pre crit­i­ca­to l’op­er­azione. Il capogrup­po, Anto­nio Foglio, ha sostenu­to che «i van­tag­gi non van­no alla comu­nità, ma solo agli spec­u­la­tori edilizi. Le numerose vari­anti al Prg han­no già fat­to lievitare la vol­ume­tria res­i­den­ziale. C’è bisog­no sem­mai di inter­ven­ti eco­nom­i­co-popo­lari, e non di tipo spec­u­la­ti­vo. Sarebbe sta­to più oppor­tuno des­tinare l’ex cartie­ri­na ad attiv­ità tur­is­tiche, in sin­to­nia con le aree vicine (campeg­gi «Toscolano» e «Foce»), o arti­gianali leg­gere, tali da non creare dis­tur­bo alle abitazioni esistenti».Il sin­da­co Pao­lo Ele­na ha sem­pre repli­ca­to che si trat­ta­va di «uno sta­bil­i­menti­no obso­le­to. In una situ­azione del genere bisogna andare incon­tro alle richi­este dei pri­vati, inten­zionati a riqual­i­fi­care l’area. Per quan­to riguar­da l’in­di­vid­u­azione di una zona per gli arti­giani, abbi­amo deciso di far fronte alle loro richi­este di vol­ta in vol­ta, sec­on­do le necessità».