Gli ambientalisti ne hanno discusso con la direttrice sanitaria Mara Azzi

Ex ospedale alla Tavina:la proposta del comitato

03/08/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Trasferire il decrepi­to ospedale nel­lo sta­bil­i­men­to del­la di Salò, sit­u­a­ta ai pie­di del­la sali­ta delle Zette, e, in cam­bio, con­cedere ai pro­pri­etari dell’azienda di imbot­tiglia­men­to dell’acqua min­erale di real­iz­zare appar­ta­men­ti all’interno dell’ospedale. E’ la pro­pos­ta fat­ta dal Comi­ta­to per la tutela ambi­en­tale delle frazioni di Vil­la e Cunettone.UN PAIO DI ANNI FA la Tavina, che fa capo alla famiglia di (un nome, un des­ti­no), e in questo peri­o­do viag­gia con una pro­duzione quo­tid­i­ana oscil­lante tra il mil­ione e il mil­ione e mez­zo di bot­tiglie, ha chiesto di trasferir­si nell’area verde di Pratomag­giore, a fian­co del­la stra­da Tormi­ni-Desen­zano, e di trasfor­mare l’attuale fab­bri­ca in centi­na­ia di case, con una con­ven­zione che con­sente al comune di effet­tuare alcu­ni inter­ven­ti pub­bli­ci, come la sis­temazione del teatro e delle case popo­lari. Nei giorni scor­si i por­tav­oce del Comi­ta­to, che sta con­tra­stan­do tale oper­azione in maniera con­vin­ta e vivace, han­no incon­tra­to la diret­trice gen­erale del­la Azien­da ospedaliera di Desen­zano, Mara Azzi, espo­nen­do le loro con­sid­er­azioni. Par­tendo dal ter­re­mo­to del 24 novem­bre 2004, che ha qua­si azzer­a­to l’attività del noso­comio di Salò, si è evi­den­zi­a­ta la caren­za di servizi poliambu­la­to­ri­ali, posti let­to di lun­gode­gen­za e cure riabil­i­ta­tive per l’intero Alto Gar­da, l’area com­pre­sa tra la Valte­n­e­si e Limone. I por­tav­oce han­no sot­to­lin­eato come le strut­ture pri­vate con­ven­zion­ate, anche dopo i poten­zi­a­men­ti, non pos­sano sos­ti­tuir­si al servizio pubblico.Da qui la richi­es­ta riv­ol­ta alla Azzi, che si è ris­er­va­ta di anal­iz­zare la questione.NELLAMPIA AREA occu­pa­ta dal­la Tavina, potreb­bero essere costru­iti il cen­tro ter­male-alberghiero (un’idea avan­za­ta in pas­sato dal­la stes­sa pro­pri­età), allog­gi pub­bli­ci e il nuo­vo pre­sidio san­i­tario. Il Comi­ta­to ha pro­pos­to di far sedere al tavo­lo delle trat­ta­tive Tavina spa, comune di Salò e Azien­da ospedaliera. L’obiettivo: sot­to­scri­vere un accor­do che preve­da di uti­liz­zare parte del­la super­fi­cie del­lo sta­bil­i­men­to per real­iz­zare un nuo­vo e mod­er­no ospedale, offren­do all’imprenditore la pos­si­bil­ità di costru­ire appar­ta­men­ti all’interno del vec­chio, decrepi­to ospedale: un immo­bile di pres­ti­gio (è sit­u­a­to pro­prio in riva al lago), ma non più adat­to per gli scopi orig­i­nari. L’area del­la fab­bri­ca è in otti­ma posizione. Dispone degli spazi suf­fi­ci­en­ti per essere dota­ta di parcheg­gi e spazi verdi.«C’è tut­to il tem­po per avviare una seria dis­cus­sione sull’ipotesi –sosten­gono i por­tav­oce del Comi­ta­to, Tul­lio Zam­bel­li e Fabio Fras­soni, fratel­lo dell’europarlamentare Mon­i­ca-. Dare avvio agli incon­tri spet­ta al sin­da­co. Un con­fron­to aper­to fra il munici­pio, i cit­ta­di­ni e l’amministrazione san­i­taria smen­tirebbe la sen­sazione che si voglia deman­dare tut­ta l’attività alle strut­ture pri­vate con­ven­zion­ate. Inoltre dovreb­bero dire la loro i comu­ni del­la zona, le forze politiche e le associazioni».

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