Novità nell’operazione dell’«Amadei» Diciotto appartamenti su 50 saranno di edilizia convenzionata Prezzi vantaggiosi e superfici adeguate: «No alle seconde case»

Ex stadio, case anche per le giovani coppie

01/12/2002 in Attualità
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Salò

C’è una novità, a Salò, nel­l’­op­er­azione riguardante il vec­chio sta­dio «Amadei». L’al­tra sera, in occa­sione del­l’e­same delle osser­vazioni, la mag­gio­ran­za di cen­trode­stra ha accolto le osser­vazioni del pres­i­dente del­la Casa di riposo, l’ingeg­n­er Gianan­to­nio Cit­roni: 4 mila dei 12 mila metri cubi con­ces­si sul ret­tan­go­lo di gio­co in ter­ra bat­tuta (che sarà ven­du­to all’as­ta, una vol­ta ottenu­ta la defin­i­ti­va autor­iz­zazione del­la Regione), vale a dire 17–18 appar­ta­men­ti su un totale di cir­ca 50, dovran­no essere di edilizia con­ven­zion­a­ta, da des­tinare a gio­vani cop­pie res­i­den­ti nel comune. «Si pro­pone altresì che tut­to l’in­ter­ven­to dia risposte ai bisog­ni di pri­ma casa, e quin­di gli allog­gi abbiano una dimen­sione adegua­ta di almeno 75 mq. cer­can­do con tale nor­ma di dis­suadere la costruzione di sec­onde case», ha sot­to­lin­eato Cit­roni. «Deman­der­e­mo alla Giun­ta di sta­bilire i cri­teri del ban­do — han­no det­to il sin­da­co e il capogrup­po di Forza Italia, Bruno Faus­ti­ni -. I prezzi dovran­no essere van­tag­giosi». Non sono però man­cate le lamentele. Vin­cen­zo Zam­bel­li (Ds) ha crit­i­ca­to la pro­ce­du­ra (l’osser­vazione è del 5 novem­bre, i ter­mi­ni scade­vano il 15 luglio), affer­man­do che non esiste alcu­na garanzia, e sarebbe sta­to meglio intro­durre un’area di edilizia eco­nom­i­co popo­lare. Alessan­dro Forni (Ppi) ha par­la­to di «soluzione di rip­iego, anche se rap­p­re­sen­ta un seg­nale pos­i­ti­vo». Al ter­mine del­la dis­cus­sione, l’osser­vazione è pas­sa­ta con dieci voti a favore con­tro tre (alcu­ni con­siglieri era­no assen­ti). Boc­ciate, invece, le altre, di Cristi­na Milani di Legam­bi­ente, da Cinzia Gof­fi e Ser­gio Sci­oli, da Giampao­lo e Alber­to Comi­ni, appog­giati solo delle mino­ranze. La Milani ave­va det­to che «si rende edi­fi­ca­bile un’area pub­bli­ca con soli fini spec­u­la­tivi», che la riduzione degli stan­dard non è pos­si­bile al di fuori di una revi­sione gen­erale del Prg o attra­ver­so un piano dei servizi, e il vec­chio cam­po sporti­vo non possiede le carat­ter­is­tiche per diventare zona B. La mag­gio­ran­za, per boc­ca del­l’asses­sore all’Ur­ban­is­ti­ca Bar­bara Bot­ti, ha rispos­to che la vari­ante è cor­ret­ta, che la dotazione di parcheg­gi, gia­r­di­ni, ecc., è supe­ri­ore agli stan­dard e il lot­to edi­fi­ca­bile risul­ta urban­iz­za­to. Gof­fi e Sci­oli han­no sostenu­to che la scelta di con­cedere una cubatu­ra res­i­den­ziale di 12 mila metri cubi nel­lo sta­dio Amadei è «tipi­ca del­l’im­pren­di­to­ria pri­va­ta, non del­la tutela del­l’in­ter­esse pub­bli­co», e l’op­er­azione riduce le aree per i servizi. Repli­ca del cen­trode­stra: i cal­ci­a­tori si sono già trasfer­i­ti nel­la nuo­va strut­tura ai Due Pini, dove è pos­si­bile gio­care (o assis­tere alle par­tite) in modo più como­do. La nuo­va vol­ume­tria sarà inoltre dota­ta di aree di per­ti­nen­za attrez­zate. I Comi­ni han­no spie­ga­to che non sono state prese in con­sid­er­azione le impli­cazioni pae­sis­tiche e ambi­en­tali, che occor­rerebbe un piano pae­sis­ti­co per con­trol­lare la qual­ità del prog­et­to, ecc. «Abbi­amo già pos­to dei vin­coli, riguardan­ti la vol­ume­tria (dovrà essere con­cen­tra­ta il più pos­si­bile), la dis­lo­cazione dei parcheg­gi e così via», ha rib­at­tuto la Bot­ti. E Faus­ti­ni: «Bisogna accor­pare il più pos­si­bile la cubatu­ra vici­no all’ex Nan­do, in modo che riman­ga un bel par­co verde». L’op­er­azione-Amadei, imposta­ta nel 2000 dai nuovi ammin­is­tra­tori comu­nali, venne con­trasta­ta dagli altri schiera­men­ti: cen­trosin­is­tra, Fiamma, Rifon­dazione. Furono rac­colte anche le firme per un ref­er­en­dum (non effet­tua­to). Poi il Tar e il Con­siglio di Sta­to boc­cia­rono la pro­ce­du­ra adot­ta­ta (uti­liz­zo del­la legge 23 del ’97, che con­sente di accel­er­are le pratiche ed evitare i con­trol­li del­la Regione). Lo scor­so feb­braio la mag­gio­ran­za ha deciso di ripar­tire da capo, adot­tan­do una vari­ante nor­male al Prg. Con l’e­same delle osser­vazioni si è fat­to un ulte­ri­ore pas­so avan­ti. Adesso la paro­la pas­sa alla Regione. Sem­pre che non spunti­no altri ricorsi.

Parole chiave: