Il gioco a quattro tra gli scali rivoluzionerebbe la scacchiera internazionale«Montichiari, i milanesie Verona: un solo hub»

Fabio Bortolazzi, presidente della Catullo Spa, ha calato il poker

03/04/2009 in Attualità
A Affi
Di Luca Delpozzo

L’ipotesi di fare del bres­ciano la terza pista di Malpen­sa con quel­lo veronese «sup­por­to tipi­co» di Linate­Fabio Bor­to­lazzi, l’in­tran­si­gente pres­i­dente del­la Cat­ul­lo Spa, cala un pok­er che non t’immaginavi. Men­tre è lì che trac­cia i pun­ti car­di­nali dell’ «aero­por­to vir­tuale» unen­do Malpen­sa, Linate, Verona e Mon­tichiari, sul­la pista di quest’ul­ti­mo atter­ra un car­go 747 con mer­ce dal­la Cina.Il futuro corre sul­la lun­ga pista bres­ciana. Il prog­et­to è di quel­li che tagliano con il pas­sato (quel­lo che vede­va un pos­si­bile accor­do fra Verona e Orio al Serio), apren­dosi a prospet­tive europee. L’aero­por­to «D’Annunzio» come terza pista di Malpen­sa, quel­lo di Verona come sup­por­to tipi­co di Linate. Un gio­co a quat­tro che riv­o­luzionerebbe la scac­chiera inter­nazionale. Sul­la fat­tibil­ità di una sfi­da che porterebbe alla creazione del più grande Hub d’Italia, davan­ti a Fiu­mi­ci­no, e, anzi, del più grande sis­tema aero­por­tuale del sud Europa, uno stu­dio com­mis­sion­a­to a una soci­età straniera sta per essere pre­sen­ta­to. Prob­a­bil­mente già nel con­siglio del D’An­nun­zio, fra 15 giorni.Per Fabio Bor­to­lazzi è la con­clu­sione di un proces­so: «Se Malpen­sa entro il 2015 non crea la terza pista non sarà com­pet­i­ti­vo a liv­el­lo europeo», sostiene il pres­i­dente del­la Spa. «I costi per la real­iz­zazione però sono altissi­mi e l’im­pat­to ambi­en­tale dis­as­troso. Anche Sea, la soci­età che gestisce gli scali di Linate e Malpen­sa, sa fare i conti».QUESTA LA pre­mes­sa. La pro­pos­ta è di trasfor­mare il D’An­nun­zio nel­la pista che a Malpen­sa non c’è, in un ter­mi­nal per il grande trasporto car­go inter­con­ti­nen­tale, e, in futuro, per le gran­di trat­te inter­con­ti­nen­tali di passeg­geri. Quan­to al Cat­ul­lo, si dividerebbe con Linate i voli con­ti­nen­tali: «Verona ha acquisi­to tutte le zone mil­i­tari, e ha quin­di la pos­si­bil­ità di ampli­ar­si. Linate invece — ricor­da il pres­i­dente del­la Cat­ul­lo — per rien­trare nei para­metri di sicurez­za deve calare il traf­fi­co aereo del 30 %».Quan­to di questo aero­por­to vir­tuale è già sul­la car­ta? «Non pos­so dire che siamo già arrivati alle nozze — nic­chia il pres­i­dente del­la soci­età di ges­tione veronese -, ma ho già pron­to l’anel­lo di fidan­za­men­to». Quan­to alla posizione degli attuali soci del­la soci­età veronese, il pres­i­dente fa inten­dere che alcu­ni di loro, fra i più influ­en­ti, vedono di buon occhio il prog­et­to, per­ché «sarebbe un’op­por­tu­nità per la loro dis­mis­sione». Fran­co­forte, da cui pas­sa la mag­gior parte delle mer­ci trasportate da Lufthansa Car­go, e attual­mente il più grande air car­go hub d’Europa, non ne sarebbe invece con­tento, e nep­pure Fiu­mi­ci­no, l’hub più grande d’I­talia. «Con­fi­do però nel ruo­lo del­la polit­i­ca, soprat­tut­to quel­la bres­ciana», sostiene Bor­to­lazzi. Fiducioso, per­ché è con­vin­to che la polit­i­ca sap­pia cogliere le poten­zial­ità di una nuo­va soci­età che ver­rebbe a cos­ti­tuir­si nel nord Italia, zona forte­mente pro­dut­ti­va. Una soci­età che entr­erebbe in bor­sa entro cinque anni, e che preved­erebbe anche un cap­i­tale pub­bli­co. Nes­sun socio dom­i­nante, si devono evitare i can­ni­bal­is­mi, avverte Bortolazzi.«L’investimento inizial­mente sarebbe molto bas­so», sot­to­lin­ea il pres­i­dente del­lo sca­lo. «La pista per i car­go c’è e Malpen­sa ce la invidia. Il D’An­nun­zio dovrebbe solo ampli­are i mag­a­zz­i­ni di stoccag­gio, un domani si potreb­bero crescere anche infra­strut­ture per i passeg­geri». Se il sis­tema diven­terà com­pet­i­ti­vo, andan­do a rac­cogliere lavoro in Europa, le strut­ture saran­no poten­zi­ate. Sem­bra­no lon­tane anni luce le polemiche che ave­vano con­trap­pos­to i bres­ciani e i verone­si sul­la ges­tione del­lo sca­lo di Montichiari.BASTA CON I cam­panil­is­mi, ammonisce Bor­to­lazzi. La prospet­ti­va si è roves­ci­a­ta: il pic­co­lo aero­por­to non può più pen­sare di soprav­vi­vere da solo, bisogna invece guardare a che cosa offre il mer­ca­to. Aprir­si all’Eu­ro­pea, creare un’al­ter­na­ti­va alla Ger­ma­nia. La cam­pana bres­ciana risponde con cautela: «Un prog­et­to sug­ges­ti­vo — affer­ma Vig­ilio Bet­tin­soli -. In questi giorni un vet­tore di Roma ha dimostra­to inter­esse ver­so il nos­tro aero­por­to. Su un altro fronte si lavo­ra per creare un col­lega­men­to Bres­cia-Madrid-Buenos Aires. Quel­lo di creare un hub del nord Italia sarebbe un tra­guar­do a cui guardare con entu­si­as­mo, ma la stra­da è molto lunga».La notizia in effet­ti è piovu­ta dal cielo come la piog­gia di questi giorni. Bet­tin­soli attende le reazioni dei soci, le risposte dal­la soci­età che gestisce Malpen­sa, Sea, i seg­nali di Linate. In pochissi­mi ne sape­vano qual­cosa. Ma quel­lo di Bor­to­lazzi sem­bra un dis­eg­no dai con­torni molto ben defin­i­ti.