Dal 5 ottobre un ciclo di 4 incontri che si svolgeranno in diversi luoghi della Valtènesi per attirare l’attenzione della pubblica opinione sui temi della legalità, della giustizia, della responsabilità individuale.

Fai la cosa giusta”: ciclo di incontri in Valtènesi

10/10/2011 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

L’associazione sen­za fini di lucro VivaValte­n­e­si ha orga­niz­za­to per questo autun­no un ciclo di incon­tri dal tito­lo “ la cosa gius­ta”, nell’intento di sti­mo­lare un dibat­ti­to intorno alle parole su cui è costru­ito il pat­to sociale fonda­ti­vo del­la nos­tra comu­nità nazionale: da legal­ità a cos­ti­tuzione, da lib­ertà a respon­s­abil­ità. I 4 incon­tri si ter­ran­no in altret­tan­ti comu­ni del­la cos­ta garde­sana tra Desen­zano e Salò. Il ciclo ver­rà inau­gu­ra­to dall’incontro “Sulle regole”, ospite l’ex mag­is­tra­to milanese Gher­ar­do Colom­bo, ospi­ta­to dal Comune di Moni­ga del Gar­da pres­so l’Hotel Rama­da (via Canestrel­li): alle 20:30 di mer­coledì 5 otto­bre. Si pros­eguirà con l’avvocato e giurista bres­ciano Giuseppe Fri­go, com­po­nente del­la Corte Cos­ti­tuzionale, che inter­ver­rà alle 21:00 di ven­erdì 7 otto­bre nel­la sala del Museo del­la del Gar­da (via Roc­ca 20) sul tema “Lib­er­azione e cos­ti­tuzione: ele­men­ti fonda­tivi del­la Repub­bli­ca”. Il 13 otto­bre alle 21:00, in uno dei luoghi del­la spir­i­tu­al­ità in Valtè­ne­si, l’Auditorium del Con­ven­to del Carmine di San Felice del Bena­co (via del Carmine 33), don Andrea Gal­lo inter­ver­rà sul tema “Di sana e robus­ta cos­ti­tuzione”, tito­lo del suo ulti­mo libro. L’ultimo incon­tro di questo ciclo è pro­gram­ma­to per novem­bre con il gior­nal­ista eco­nom­i­co del Cor­riere del­la Sera, bres­ciano di nasci­ta, Mas­si­mo Muc­chet­ti. Per ulte­ri­ori infor­mazioni: Rober­to Bas­so: 335 5775311 _ roberto@robertobasso.it VivaValte­n­e­si è un’associazione sen­za fini di lucro che intende pro­muo­vere una tutela atti­va delle risorse e delle comu­nità del Lago di Gar­da a par­tire dai sette comu­ni ada­giati sul­la cos­ta bres­ciana tra Desen­zano e Salò. Ha sede a San Felice del Bena­co e ha orga­niz­za­to nel 2010 numerosi incon­tri e attiv­ità volti alla sen­si­bi­liz­zazione delle comu­nità locali sul val­ore delle risorse del ter­ri­to­rio e l’esigenza di tute­lar­le in modo atti­vo. Asso­ci­azione VivaValte­n­e­si • Via del­la Moia, 15 — 25010 San Felice del Bena­co BS • vivavaltenesi@gmail.com — www.vivavaltenesi.org  COMUNICATO STAMPA Schede Ospi­ti (lib­era­mente trat­te da Wikipedia, lib­era enci­clo­pe­dia on-line) Gher­ar­do Colom­bo Dopo aver con­se­gui­to la matu­rità clas­si­ca, si iscrive all’ Cat­toli­ca di , pres­so la quale si lau­rea in giurispru­den­za nel 1969. Nel 1974 — dopo aver lavo­ra­to per la RAS come super­vi­sore — entra in mag­i­s­tratu­ra e, dal 1975 al 1978, opera in qual­ità di giu­dice nelle udien­ze del­la VII sezione penale del­la Corte di Milano. Dal 1978 al 1989 è giu­dice istrut­tore e, dal 1987 al 1989, fa parte del­la com­mis­sione che esam­i­na i mate­ri­ali riguardan­ti impor­tan­ti pro­ces­si con­tro il crim­ine orga­niz­za­to; l’anal­isi di tali pro­ced­i­men­ti si situa all’in­ter­no del­la rifor­ma del Codice di Pro­ce­du­ra Penale da parte del Min­is­tero di Grazia e Gius­tizia. Dal 1987 al 1990 parte­ci­pa in qual­ità di osser­va­tore — per con­to del­la Soci­età Inter­nazionale di Dife­sa Sociale — alla com­mis­sione di esper­ti per la coop­er­azione inter­nazionale nel­la ricer­ca e nel­la con­fis­ca dei prof­itti illeciti. Gher­ar­do Colom­bo Dal 1989 al 1992 è con­sulente per la Com­mis­sione par­la­mentare d’inchi­es­ta sul ter­ror­is­mo in Italia, e nel 1993 è con­sulente per la Com­mis­sione par­la­mentare d’inchi­es­ta sul­la mafia. Dal 1989 è pub­bli­co min­is­tero pres­so la Procu­ra del­la Repub­bli­ca di Milano. Fon­da­men­tale il suo con­trib­u­to alle indagi­ni e ai pro­ces­si nel­l’am­bito del­l’­op­er­azione Mani pulite. Nel mar­zo del 2005 è sta­to nom­i­na­to Con­sigliere pres­so la Corte di Cas­sazione A metà feb­braio del 2007, in casuale coin­ci­den­za del­lo scadere del 15o anno dal­l’inizio del­l’inchi­es­ta Mani pulite, comu­ni­ca le sue dimis­sioni da mag­is­tra­to con let­tera al Con­siglio Supe­ri­ore del­la Mag­i­s­tratu­ra ed al Min­is­tero del­la Gius­tizia. Da allo­ra si impeg­na nel­l’e­d­u­cazione alla legal­ità nelle scuole, attra­ver­so incon­tri con stu­den­ti di tut­ta Italia, e pro­prio per tale attiv­ità ha rice­vu­to il Pre­mio Nazionale Cul­tura del­la Pace 2008. Nel set­tem­bre 2009 viene nom­i­na­to pres­i­dente del­la casa editrice Garzan­ti Libri[4]. **** Giuseppe Fri­go Giuseppe Fri­go (Bres­cia, 30 mar­zo 1935) è un avvo­ca­to e giurista ital­iano, docente di dirit­to proces­suale penale com­para­to ed europeo alla Facoltà di Giurispru­den­za del­l’U­ni­ver­sità degli Stu­di di Bres­cia e giu­dice del­la Corte cos­ti­tuzionale. Giuseppe Fri­go si è lau­re­ato con lode in giurispru­den­za nel 1957 all’U­ni­ver­sità di Pavia, quale alun­no del­l’Al­mo Col­le­gio Bor­romeo. Asso­ci­azione VivaValte­n­e­si • Via del­la Moia, 15 — 25010 San Felice del Bena­co BS • vivavaltenesi@gmail.com — www.vivavaltenesi.org  COMUNICATO STAMPA Per due man­dati con­sec­u­tivi, dal 1998 al 2002, è sta­to pres­i­dente del­l’U­nione delle Camere Penali, orga­niz­zazione che rap­p­re­sen­ta 9 000 legali. Sposato, con due figlie, è ritenu­to sosten­i­tore del­la cosid­det­ta “sep­a­razione delle car­riere” dei mag­is­trati. Ha col­lab­o­ra­to atti­va­mente alla rifor­ma del Codice di Pro­ce­du­ra Penale del 1988. Nel­la sua car­ri­era di avvo­ca­to penal­ista ha rap­p­re­sen­ta­to tra gli altri Sil­vio Berlus­coni, suo fratel­lo Pao­lo e Cesare Previ­ti in più pro­ces­si, la famiglia Sof­fi­anti­ni (nel cor­so del seque­stro del­l’im­pren­di­tore Giuseppe), Adri­ano Sofri (chieden­do la revi­sione del proces­so sul­l’omi­cidio Cal­abre­si), Gigi D’A­lessio (su ques­tioni di pre­sun­to con­cor­so ester­no in asso­ci­azione mafiosa) ed Emilio Gnut­ti (coin­volto nelle vicende di “Ban­copoli” e, pre­cisa­mente, sul­la “sca­la­ta all’An­ton­vene­ta”). Il 21 otto­bre 2008 è sta­to elet­to dal Par­la­men­to in sedu­ta comune, con 690 voti a favore (a fronte di una mag­gio­ran­za richi­es­ta di 572), giu­dice del­la Corte Cos­ti­tuzionale, su pro­pos­ta del Popo­lo del­la Lib­ertà. Ha presta­to giu­ra­men­to dinanzi al Pres­i­dente del­la Repub­bli­ca Gior­gio Napoli­tano il 23 otto­bre 2008. Sos­ti­tu­isce il dimis­sion­ario Romano Vac­carel­la. **** don Andrea Gal­lo Andrea venne attrat­to fin da pic­co­lo dal­la spir­i­tu­al­ità dei sale­siani di San Gio­van­ni Bosco, ed entrò nel 1948 al loro novizia­to a Varazze, pros­eguen­do poi a Roma il liceo e gli stu­di filosofi­ci. Nel 1953 chiese di par­tire per le mis­sioni, e venne manda­to in Brasile, a San Pao­lo, dove com­pì gli stu­di teo­logi­ci. La dit­tatu­ra che vige­va in Brasile lo costrinse però, in un cli­ma per lui insop­porta­bile, a ritornare in Italia l’an­no dopo. Con­tin­uò quin­di gli stu­di ad Ivrea e venne ordi­na­to pres­bitero il 1o luglio 1959. Un anno dopo venne invi­a­to come cap­pel­lano alla nave scuo­la del­la Gar­aven­ta, noto rifor­ma­to­rio per minori. Lì cer­cò di intro­durre una impostazione educa­ti­va diver­sa, cer­can­do di sos­ti­tuire i meto­di uni­ca­mente repres­sivi con una ped­a­gogia del­la fidu­cia e del­la lib­ertà; da parte dei ragazzi c’era inter­esse per quel prete che per­me­t­te­va loro di uscire, di andare al cin­e­ma e di vivere momen­ti comu­ni di pic­co­la auto­ges­tione, lon­tani dal­l’u­ni­co con­cet­to fino allo­ra costru­ito, cioè quel­lo del­l’e­spi­azione del­la pena. Dopo tre anni venne sposta­to ad altro incar­i­co, e nel 1964 decise di las­cia­re la con­gregazione sale­siana e chiese di incar­di­nar­si nel­la dio­ce­si gen­ovese. La spie­gazione addot­ta da don Andrea: “La con­gregazione sale­siana si era isti­tuzion­al­iz­za­ta e mi impe­di­va di vivere pien­amente la vocazione sac­er­do­tale”. Ottenu­ta l’in­car­di­nazione a Gen­o­va, il car­di­nale Siri, arcivesco­vo di Gen­o­va in quel momen­to, lo inviò a Capra­ia, allo­ra sot­to l’ar­cid­io­ce­si del capolu­o­go lig­ure, per svol­gere l’in­car­i­co di cap­pel­lano del carcere. Due mesi dopo venne des­ti­na­to in qual­ità di vice par­ro­co alla par­roc­chia del Carmine dove rimase fino al 1970, anno in cui il car­di­nale Siri lo trasferì nuo­va­mente a Capra­ia. Asso­ci­azione VivaValte­n­e­si • Via del­la Moia, 15 — 25010 San Felice del Bena­co BS • vivavaltenesi@gmail.com — www.vivavaltenesi.org  COMUNICATO STAMPA Nel­la par­roc­chia del Carmine don Andrea fece scelte di cam­po con gli emar­ginati. La par­roc­chia diven­tò un pun­to di aggregazione di gio­vani e adul­ti, di ogni parte del­la cit­tà, in cer­ca di ami­cizia e sol­i­da­ri­età con i più poveri e con gli emar­ginati, che al Carmine trova­vano un pun­to di ascolto. L’episo­dio che provocò il trasfer­i­men­to, sec­on­do la Comu­nità di don Andrea, fu un inci­dente ver­i­fi­catosi nel­l’es­tate del 1970 per quan­to disse durante una sua omelia domeni­cale. Nel quartiere era sta­ta scop­er­ta una fume­ria di hashish e l’episo­dio ave­va sus­ci­ta­to indig­nazione nel­l’al­ta borgh­e­sia del quartiere: don Andrea, pren­den­do spun­to dal fat­to, ricordò nel­l’omelia che rimanevano dif­fuse altre droghe, per esem­pio quelle del lin­guag­gio, gra­zie alle quali un ragaz­zo può diventare “ina­dat­to agli stu­di” se figlio di povera gente, oppure un bom­bar­da­men­to di popo­lazioni iner­mi può diventare “azione a dife­sa del­la lib­ertà”. Don Andrea fu accusato di essere comu­nista, le accuse si molti­pli­carono in breve tem­po e questo sarebbe sta­to il moti­vo per cui la curia decise il suo allon­tana­men­to. Il provved­i­men­to del­l’ar­civesco­vo provocò nel­la par­roc­chia e nel­la cit­tà un movi­men­to di protes­ta, ma la curia non tornò indi­etro e ingiunse a don Andrea di obbe­dire. Tut­tavia don Andrea rin­un­ciò all’in­car­i­co offer­togli all’iso­la di Capra­ia, rite­nen­do che lo avrebbe total­mente e defin­i­ti­va­mente iso­la­to. La Canon­i­ca del­la Par­roc­chia del­la SS. Trinità e di San Benedet­to, sede del­la comu­nità di San Benedet­to al Por­to Qualche tem­po dopo venne accolto dal par­ro­co di San Benedet­to al Por­to, don Fed­eri­co Reb­o­ra, ed insieme ad un pic­co­lo grup­po diede vita alla sua comu­nità di base, la Comu­nità di San Benedet­to al Por­to. Da allo­ra si è impeg­na­to sem­pre di più per la pace e nel recu­pero degli emar­ginati, chieden­do anche la legal­iz­zazione delle droghe leg­gere: nel 2006 si è fat­to multare, com­pi­en­do una dis­obbe­dien­za civile, fuman­do uno spinel­lo nel palaz­zo comu­nale di Gen­o­va per protestare con­tro la legge sulle droghe. Sin dal 2006 appog­gia atti­va­mente il movi­men­to No Dal Molin di Vicen­za che si oppone alla costruzione di una nuo­va base mil­itare Usa a Vicen­za. Parte­ci­pa a varie man­i­fes­tazioni che vedono la pre­sen­za di decine di migli­a­ia di per­sone. In par­ti­co­lare da ricor­dare la man­i­fes­tazione No Dal Molin a Vicen­za del 17 feb­braio 2007 che vide la pre­sen­za di oltre 130.000 per­sone. Più volte don Andrea si reca a Vicen­za, in occa­sione del­l’an­nuale Fes­ti­val No Dal Molin. Il 10 mag­gio 2009 acquista assieme ad oltre 540 per­sone fisiche il ter­reno dove ormai da anni sorge il Pre­sidio Per­ma­nente No Dal Molin per met­tere radi­ci sem­pre più pro­fode a dife­sa ad oltran­za del ter­ri­to­rio e dei beni comu­ni. Nel mar­zo del 2007 è usci­to il libro “Io Cam­mi­no con gli Ulti­mi”, scrit­to insieme allo scrit­tore gen­ovese Fed­eri­co Tra­ver­sa.     Don Gal­lo ha anche tenu­to l’o­razione fune­bre al funerale di Fer­nan­da Pivano a Gen­o­va il 21 agos­to 2009. Ven­erdì 4 dicem­bre 2009 gli è asseg­na­to il Pre­mio Fab­rizio De André con­sis­tente nel Quar­taro d’oro, anti­ca mon­e­ta del­la Repub­bli­ca gen­ovese. Il pre­mio è sta­to con­seg­na­to pres­so il salone di Rap­p­re­sen­tan­za di Palaz­zo Tur­si di Gen­o­va. Il 17 novem­bre 2010 è usci­to in tutte le librerie il libro “Sono venu­to per servire”, scrit­to a quat­tro mani da don Andrea e da Loris Mazzetti, già col­lab­o­ra­tore stret­to di Enzo Bia­gi. Sul­la quar­ta di cop­er­ti­na è cita­ta una frase di Mazzetti che si riferisce al cen­trosin­is­tra: “Pec­ca­to che Don sia un prete. Se fos­se un politi­co avrem­mo trova­to il nos­tro leader”. ** Mas­si­mo Muc­chet­ti Mas­si­mo Muc­chet­ti (Bres­cia, 1953) è un gior­nal­ista ital­iano. Lau­rea in filosofia all’U­ni­ver­sità Statale di Milano, gior­nal­ista pro­fes­sion­ista dal 1981, ha inizia­to l’at­tiv­ità gior­nal­is­ti­ca pro­fes­sion­ale sul quo­tid­i­ano Bres­ciaog­gi, una coop­er­a­ti­va del­la quale è sta­to uno degli ammin­is­tra­tori. Poi a “Mon­do eco­nom­i­co”, set­ti­manale de il Sole 24 Ore. Dal 1986 al 2004 ha lavo­ra­to all’E­spres­so dov’è sta­to vicedi­ret­tore. Attual­mente è vicedi­ret­tore ad per­son­am del Cor­riere del­la Sera. Ha tenu­to cor­si di teo­ria e tec­ni­ca del lin­guag­gio gior­nal­is­ti­co allo Iulm di Milano. Nel novem­bre 2004 Muc­chet­ti (insieme a Colao e altri diri­gen­ti del Cor­riere del­la Sera) è sta­to vit­ti­ma di un ten­ta­ti­vo di intru­sione infor­mat­i­ca da parte di uno o più crack­er che, sec­on­do l’ac­cusa, sareb­bero legati al Tiger Team di Tele­com Italia.. Asso­ci­azione VivaValte­n­e­si • Via del­la Moia, 15 — 25010 San Felice del Bena­co BS • vivavaltenesi@gmail.com — www.vivavaltenesi.org 

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