Da lunedì

Fare San Michele a base di formaggio

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Di Luca Delpozzo
a.p.

Anche Slow Food cel­e­bra i riti gas­tro­nomi­ci di San Michele. In occa­sione del­la tradizionale fiera del bes­ti­ame di Pra­da, la con­dot­ta garde­sana del movi­men­to inter­nazionale con­trasseg­na­to dal­la chioc­ci­o­la, d’intesa con l’associazione «I Ghiot­toni» di Tor­ri del Bena­co, pro­pone infat­ti da lunedì la terza edi­zione di «Far San Michél: i for­mag­gi», una rasseg­na gas­tro­nom­i­ca che mira a val­oriz­zare la cuci­na di qual­ità basa­ta sull’elaborazione delle pro­duzioni casearie. Pro­tag­o­nisti del­la man­i­fes­tazione, che si pro­trar­rà sino al 17 di otto­bre, sono due ris­toran­ti di San Zeno di Mon­tagna, la tav­er­na Kus e il Diana. Nelle due deca­di pro­gram­mate pro­por­ran­no menù e degus­tazioni intera­mente ded­i­cati al for­mag­gio. Di sce­na, ci sono piat­ti come l’antica polen­ta car­bonèra, por­ta­ta in ter­ra baldense dai car­bonai delle val­li bres­ciane che ven­nero a col­o­niz­zare la mon­tagna, la fon­du­ta di for­mag­gi del con cros­toni al lar­do, gli gnoc­chi di polen­ta con funghi e vezzena oppure quel­li di pata­ta rip­i­eni di taleg­gio e poi grati­nati al forno, i boc­conci­ni di coniglio con cuore di pecori­no e prugne accom­pa­g­nati dal­la sal­sa all’, la crème brulée con for­mag­gio di capra al pro­fu­mo di vaniglia. Il tut­to sarà abbina­to da vini selezionati attra­ver­so il ter­ri­to­rio nazionale: il Nord est è rap­p­re­sen­ta­to dal Valpo­li­cel­la clas­si­co supe­ri­ore Solane del­la San­ti, il Nord ovest dal Val­tel­li­na Quadrio del­la Nino Negri, il Cen­tro dal Sar­tiano, un san­giovese del­la Bigi, il Sud dal Nuhar, fusione di nero d’Avola e pinot nero delle tenute Rap­i­talà.

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