È la novità dell'edizione 2011 de “I Suoni delle Dolomiti”: due appuntamenti per raccontare storia, caratteristiche e tradizioni delle montagne inserite dall'UNESCO fra i patrimoni dell'umanità. Protagonista del primo incontro in Val di Fassa, venerdì 22 luglio alle ore 14, è Fausto de Stefani

Fausto de Stefani e “Il racconto delle Dolomiti”

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Di Luca Delpozzo

Non guar­da solo alla musi­ca o al teatro I Suoni delle Dolomi­ti, ma anche alle sto­rie.  E infat­ti la novità del­la dici­as­settes­i­ma edi­zione del fes­ti­val di musi­ca in quo­ta pro­pone l’in­con­tro con alpin­isti di fama mon­di­ale, che rac­con­ter­an­no vicende, tradizioni e iden­tità delle mon­tagne insignite dal­l’UNESCO del­la qual­i­fi­ca di pat­ri­mo­nio nat­u­rale del­l’u­man­ità.
A fare da sce­nario a questi pri­mi appun­ta­men­ti de “Il rac­con­to delle Dolomi­ti” sono i Mon­ti Pal­li­di, ossia le Dolomi­ti del­la Val di Fas­sa con due tappe: il 22 luglio al Rifu­gio Roda di Vael e il 29 luglio al Rifu­gio Vajo­let. Pro­tag­o­nisti degli incon­tri saran­no rispet­ti­va­mente Faus­to de Ste­fani e Rein­hold Mess­ner. Inutile dire che ci tro­vi­amo di fronte a roc­cia­tori e uomi­ni di mon­tagna di asso­lu­to val­ore, conosciu­ti in tut­to il mon­do non solo per le imp­rese sportive e le ascen­sioni, ma anche per un modo per­son­ale di inten­dere il rap­por­to con la natu­ra, le vette e gli uomi­ni. Cosa sig­nifi­ca avven­tu­rar­si nelle Dolomi­ti? Per­ché gli uomi­ni sen­tirono il bisog­no di esplo­rare queste roc­ce? E chi lo fece? E anco­ra, cosa res­ta oggi del­lo spir­i­to avven­tur­oso di allo­ra? Noi uomi­ni del­l’era dig­i­tale come pos­si­amo rap­portar­ci a ques­ta natu­ra sen­za tem­po? Cosa ci inseg­na anco­ra? Sono molte le domande che sus­ci­tano le mon­tagne, ma quest’ul­time e il modo di salir­le e di rap­portar­cisi sono anche spec­chio del­la sen­si­bil­ità del tem­po. Ecco allo­ra che l’in­con­tro con Faus­to De Ste­fani, dal tito­lo molto evoca­ti­vo “Un ambi­ente da rispettare, una sol­i­da­ri­età da costru­ire”, ci rac­con­ta come sulle Dolomi­ti sia anco­ra pos­si­bile fare esplo­razione (anche di se stes­si) e costru­ire nuove sen­si­bil­ità. Il forte alpin­ista ital­iano, classe 1952, ce lo inseg­na con la sua stes­sa vita. Nel suo cur­ricu­lum ci sono tante ascen­sioni e soprat­tut­to quelle degli ottomi­la himalayani. È sta­to il sec­on­do alpin­ista ital­iano dopo Rein­hold Mess­ner ed il ses­to al mon­do ad aver sca­la­to tutte le quat­tordi­ci vette supe­ri­ori agli 8000 metri.
La mon­tagna per De Ste­fani, però, non è solo un ter­reno di con­quista, ma anche di impeg­no: nel 1988 è tra soci fon­dan­ti del­l’as­so­ci­azione inter­nazionale “Moun­tain Wilder­ness”, del­la quale dal 1993 è garante inter­nazionale e con cui ha orga­niz­za­to la spedi­zione inter­nazionale “Free K2” per la pulizia del monte dai quin­tali di rifiu­ti accu­mu­lati in anni dalle prece­den­ti spedi­zioni; numerose sono le sue inizia­tive uman­i­tarie in Nepal e in altre zone. All’alpin­is­mo ha affi­an­ca­to nel tem­po anche l’at­tiv­ità di fotografo. Il rifu­gio Roda di Vael è rag­giun­gi­bile dal Pas­so Costalun­ga lun­go il sen­tiero 548 in ore 1.45 di cam­mi­no oppure con la seg­giovia Paoli­na (orari 8.00 – 12.15 e 13.30 – 18.00 fonte www.fassa.com) e 1 ora di cam­mi­no. In caso di mal­tem­po l’even­to ver­rà recu­per­a­to alle ore 17.30 al Padiglione Man­i­fes­tazioni a Poz­za di Fas­sa. Sem­pre nei pres­si del rifu­gio Roda di Vael, l’in­do­mani saba­to 23 luglio sarà Mar­co Paoli­ni ad esi­bir­si all’al­ba (ore 6) men­tre da pro­gram­ma avrebbe dovu­to essere pre­sente Enri­co Bertoli­no, che è sta­to obbli­ga­to a mal­in­cuore a rin­un­cia­re alla sua parte­ci­pazione al Fes­ti­val per motivi per­son­ali. Ami­co di lun­ga data dei Suoni delle Dolomi­ti, ospite di varie edi­zioni, pro­tag­o­nista di spet­ta­coli indi­men­ti­ca­bili tra le mon­tagne tren­tine, Paoli­ni ha deciso di ritornare ad incon­trare il pub­bli­co anco­ra una vol­ta sot­to le cime illu­mi­nate del Cati­nac­cio.

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