Lo sbarramento di elementi di gomma morbida scende fino ad una profondità di 2 metri e mezzo sotto il pelo dell'acqua. Positivi i risultati dei primi 40 giorni di sperimentazione dell'Enel

Fermate le schiume dalla nuova barriera

18/06/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
gl.m.

Mag­a­ri sot­tovoce, a tito­lo scara­man­ti­co, ma bisogna ammet­tere che la nuo­va bar­ri­era posizion­a­ta dal­l’Enel davan­ti agli scarichi del­la cen­trale del Ponale, sta svol­gen­do egre­gia­mente il suo com­pi­to: quel­lo di impedire che le schi­ume prodotte dal­la cen­trifugazione delle alghe ledren­si nel­la tur­bine, fuori­es­cano a lor­dare l’az­zur­ro del lago davan­ti al porto.Nella mat­ti­na­ta di ieri addos­so allo sbar­ra­men­to s’era con­den­sa­ta una chi­az­za non par­ti­co­lar­mente este­sa e spes­sa una venti­na di cen­timetri di schi­u­ma bian­chissi­ma. Appe­na all’ester­no del­la bar­ri­era un’al­tra chi­az­za, di col­ore più ver­das­tro. Nel pri­mo pomerig­gio sono entrati in fun­zione i get­ti d’ac­qua, instal­lati provvi­so­ri­a­mente lun­go la spal­let­ta del pas­sag­gio pedonale e la quan­tità di schi­u­ma s’è ulte­ri­or­mente ridot­ta, qua­si fino a scom­par­ire. L’ingeg­n­er Spina­to, respon­s­abile del­la pro­duzione del­l’Enel di Tren­to, ha assi­cu­ra­to che la cen­trale sta fun­zio­nan­do nor­mal­mente, dopo l’in­ter­ruzione qua­si totale nelle set­ti­mane, intorno alla metà di aprile, in cui è sta­ta posizion­a­to il nuo­vo sbar­ra­men­to. Sic­come gli appor­ti nat­u­rali sono molto scar­si in ques­ta sta­gione, l’ac­qua uti­liz­za­ta per pro­durre ener­gia elet­tri­ca è pri­ma pom­pa­ta all’in­sù dal Gar­da al lago di Ledro. Il con­sumo di ener­gia fa reg­is­trare, in certe ore del­la gior­na­ta, pic­chi con­sid­erevoli del­la doman­da, che costringono ad aumentare fino al mas­si­mo pos­si­bile la pro­duzione del­la cen­trale rivana. Dunque il calo delle schi­ume non si può moti­vare, sec­on­do quan­to dichiara l’in­gener Spina­to, con una riduzione nel­l’u­ti­liz­zo del­la cen­trale. Sic­come ormai la tem­per­atu­ra è sali­ta con­sid­erevol­mente fino a provo­care la fior­it­u­ra del­l’al­ga nel lago di Ledro respon­s­abile delle schi­ume, non res­ta che con­clud­ere che la nuo­va bar­ri­era sta fun­zio­nan­do. Si trat­ta, spie­ga sem­pre il respon­s­abile del­l’Enel, di una striscia di gom­ma alta tre metri: per una cinquan­ti­na di cen­timetri emerge dal­l’ac­qua, per gli altri due e mez­zo rimane imm­er­sa, ed in quel modo riesce ad impedire la fuo­rius­ci­ta nel lago del­la schi­u­ma. Il sis­tema di ugel­li che schiz­zano acqua sul­la schi­u­ma rac­col­ta, scioglien­dola qua­si del tut­to, non è quel­lo defin­i­ti­vo, che dovrebbe rius­cire anche ad ind­i­riz­zare le schi­ume gal­leg­gianti in direzione sud lun­go un cor­ri­doio cop­er­to dal­la solet­ta del futuro lun­go­la­go dis­per­den­dole pro­gres­si­va­mente. La sper­i­men­tazione con­cor­da­ta con la provin­cia e col comune nel pro­to­col­lo sot­to­scrit­to nel mag­gio 2002, sem­bra avvi­a­ta a dare risul­tati pos­i­tivi. Incro­cian­do le dita, bisogna sper­are che duri.