Sul Benaco il fine settimana più importante della stagione turistica si annuncia in tono dimesso a causa della crisi. Unica eccezione la Navigarda: nelle ultime ore un vero boom di clienti

Ferragosto? Di bello solo il tempo

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Il bas­so gar­da bres­ciano vivrà un Fer­ragos­to in tono dimes­so, sicu­ra­mente un lon­tano par­ente di quel­li d’oro, nei tem­pi, scom­par­si, in cui le preno­tazioni alberghiere era­no già chiuse da almeno un mese. Un ulte­ri­ore seg­nale, chiaris­si­mo, di una crisi vera del set­tore ricetti­vo. Piangono gli alber­ga­tori, che con­tano parec­chie camere anco­ra libere, e i com­mer­cianti, che lamen­tano un calo di ven­dite gen­er­al­iz­za­to. E di cer­to non sor­ri­dono i gestori di sta­bil­i­men­ti bal­n­eari e di natan­ti. L’unica realtà dal­la quale arrivano com­men­ti pos­i­tivi è la , che in soli due giorni ha con­ta­to 11 mila passeg­geri in più rispet­to alle stesse gior­nate del 2003: un aumen­to del 30 per cen­to. L’unica nota pos­i­ti­va è rel­a­ti­va al cielo: le pre­vi­sioni annun­ciano bel tem­po; anzi, otti­mo. Lo affer­mano sen­za esi­tazioni negli uffi­ci di MeteoG­a­r­da. Sec­on­do Diego Bianchi ci attende infat­ti un Fer­ragos­to ampia­mente soleg­gia­to; avre­mo sia domani sia domeni­ca cielo per lo più sereno. E la buona ven­ti­lazione in quo­ta garan­tirà un’atmosfera ter­sa e limp­i­da e tem­per­a­ture nelle medie sta­gion­ali con val­ori mas­si­mi che non super­eran­no i 30° e niente afa. Ma tor­ni­amo ai com­men­ti degli impren­di­tori. «I nos­tri alberghi si riem­pi­ran­no forse in questi 3 o 4 giorni, ma è tut­ta la sta­gione che è nel seg­no neg­a­ti­vo — ril­e­va Dino Barel­li, pres­i­dente degli alber­ga­tori sirmione­si -. Gli ital­iani sono in numero mag­giore e sono qua­si scom­par­si i tedeschi; in com­pen­so ci sono più ingle­si». «Siamo in disce­sa — denun­cia il pres­i­dente dei com­mer­cianti Raoul Negri -: van­no bene solo pizzerie e bar. La clien­tela acquista gli arti­coli a prez­zo bas­so, men­tre quel­li medio-alti restano negli scaf­fali. C’è sicu­ra­mente una con­trazione di ven­dite, e siamo a Fer­ragos­to. Inoltre, sono già ripar­ti­ti olan­desi e tedeschi». Al cantiere-rimes­sag­gio Bisoli, invece, «si riten­gono «sod­dis­fat­ti dal­la pro­pria clien­tela che non tradisce»: insom­ma, la bar­ca tiene sem­pre. Ottimis­mo anche nelle parole di Mar­cel­lo Cop­po­la, diret­tore d’esercizio del­la Nav­i­gar­da: «Dopo un inizio di sta­gione non pro­prio bril­lante, nel­la set­ti­mana di Fer­ragos­to l’azienda di pub­bli­ca ha inanel­la­to un paio di pri­mati». In due sole gior­nate, dice­va­mo, gli alis­cafi e le moton­avi da crociera han­no trasporta­to qual­cosa come 11 mila per­sone in più rispet­to alla stes­sa frazione gior­naliera del 2003. E per Fer­ragos­to si preve­dono corse stra­or­di­nar­ie. Il più get­to­na­to? L’aliscafo, per­chè per­me­tte al tur­ista di muover­si in mezz’ora da una spon­da all’altra. Cosa che con l’auto sarebbe sem­plice­mente utopis­ti­ca. Non va così bene, invece, ai noleg­gia­tori del Gar­da (tranne alcune eccezioni): lo sostiene il pres­i­dente Alber­to Per­inel­li. «Purtrop­po, molti degli asso­ciati notano un cer­to calo di tur­isti tedeschi, specie in questi giorni: noi ci auguri­amo che non si trat­ti di una fuga ver­so altri lidi, altri­men­ti bisogn­erà cam­biare da subito strate­gia per atti­rare nuovi flus­si tur­is­ti­ci». Si sof­fre anche nelle strut­ture all’aria aper­ta, come i campeg­gi. Se ne fa por­tav­oce Ric­car­do Soar­di alla gui­da, con sua moglie, di uno dei più gran­di camp­ing del bas­so Gar­da. «Sono in aumen­to gli arrivi ma non le pre­sen­ze. I tur­isti sostano due o tre giorni, ment re anni fa la loro per­ma­nen­za media si aggi­ra­va sul­la set­ti­mana piena. Inoltre spendono molto meno, al bar, al ris­torante e nel min­i­mar­ket». Appro­di­amo a Desen­zano, dove tro­vi­amo il vicepres­i­dente del Con­sorzio alber­ga­tori, Vit­to­rio Ceri­ni, il quale rib­adisce che «ci sono poche richi­este, gli alberghi han­no anco­ra diverse camere libere (si par­la dell’8 per cen­to), cosa ques­ta che, fino a qualche anno fa, era impens­abile. E pur di riem­pir­le — com­men­ta — abbi­amo da tem­po fat­to offerte pro­mozion­ali con prezzi infe­ri­ori al 2002». Il locale stori­co nel cen­tro di Desen­zano è sicu­ra­mente il «Caf­fè Italia», che ha aggiun­to alla pro­pria offer­ta anche un ris­torante. Dice Gigi Tremoli­ni: «Purtrop­po denun­ci­amo una forte fles­sione, i nos­tri cli­en­ti sono per esem­pio anco­ra qui a Desen­zano, ma di stranieri ne vedi­amo pochissi­mi. Insom­ma, non c’è ricam­bio. Le ragioni? Man­cano inizia­tive di grande spes­sore cul­tur­ale e artis­ti­co che pos­sano richia­mare i tur­isti, e poi delle buone e attrez­zate spiagge».

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