Per i 40 anni della «Regina della Valtenesi»

Festa al santuariodel Carmine

Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Luglio è il mese del­la Madon­na del Carmine, procla­ma­ta 40 anni fa «regi­na e patrona del­la Valte­n­e­si». Una deci­na di giorni fa sono iniziati i pel­le­gri­nag­gi ser­ali al san­tu­ario di S.Felice del Bena­co. Gli ulti­mi fedeli arriver­an­no stasera da Moni­ga, Vil­la di Salò, Prevalle e Poz­zolen­go; domani da Polpe­nazze, Sab­bio Chiese, S.Giovanni Anti­da di Bres­cia, Mot­teggiana e Sailet­to (Mn).Il clou saba­to 21, alle ore 21, con la pro­ces­sione solenne dal san­tu­ario alla chiesa par­roc­chiale. In tes­ta la ban­da Sinus Felix, del mae­stro Gior­gio Gia­co­mi­ni. La stat­ua del­la Madon­na ver­rà trasporta­ta in spal­la. Il giorno suc­ces­si­vo, domeni­ca, pro­gram­mate numerose messe. Quel­la solenne, alle 10, vedrà la parte­ci­pazione del­la corale del­la Raf­fa (mae­stro Vale­rio Bertolot­ti); alle 18 invece il grup­po di Mus­co­l­ine (Lui­gi Podavi­ni). Alle ore 21 il cor­teo in sen­so inver­so, con mons. Andrea Veg­gio. Lunedì 23 la gior­na­ta del ringrazi­a­men­to, per i bene­fat­tori vivi e defun­ti (alle 21 la cel­e­brazione col par­ro­co Bruno Rossi e la corale diret­ta da Rinal­do Turra).Il san­tu­ario di S.Felice venne eret­to nel 1452. Al nome di «San­ta Maria delle Gra­zie» più tar­di fu aggiun­to quel­lo di «Madon­na del Carmine», per la pre­sen­za dei Carmeli­tani scalzi. A liv­el­lo popo­lare la chia­ma­vano «Maria delle Cis­terne», per il luo­go ric­co di sor­gen­ti. I tan­ti ex voto e gli affres­chi del 1400 fan­no pen­sare che il moti­vo del­la costruzione siano state le guerre di inva­sione, le lotte tra sig­norot­ti, con peste e carestie. Questo spiegherebbe la pre­sen­za delle fig­ure di san­ti invo­cati con­tro le malat­tie infet­tive: Sebas­tiano, Roc­co, Anto­nio abate, Bia­gio ecc. Accan­to alla chiesa, il con­ven­to. I Gon­za­ga di Man­to­va (il principe Ludovi­co II e il figlio Francesco, car­di­nale a soli 17 anni) furono i mag­giori sostenitori.Nel set­tem­bre del 1970 il car­di­nal Anto­nio Samoré benedì la pri­ma pietra del­la «Casa di accoglien­za il Carmine». Il vec­chio con­ven­to venne demoli­to, non sen­za polemiche, e costru­ito un nuo­vo chiostro, con affres­chi di Oscar di Prata.