Tante adesioni alla tradizionale tavolata sul ponte visconteo. Martedì mattina la scelta se farla all’aperto

Festa del Nodo d’amorenelle mani del bel tempo

Di Luca Delpozzo
Alessandro Foroni

La quindices­i­ma «Fes­ta del Nodo d’Amore» con la megatavola­ta sul ponte vis­con­teo (4100 con­vi­tati), ded­i­ca­ta al tortelli­no, sta facen­do i con­ti con la mete­o­rolo­gia. La vari­abil­ità di questi giorni infat­ti costringe i ris­tora­tori a con­tin­uare con l’organizzazione con­sue­ta dell’evento, ma, con­tem­po­ranea­mente, a delin­eare un piano di ris­er­va nel caso le per­tur­bazioni con­tin­u­assero. A dir­lo è il seg­re­tario dell’Associazione ris­tora­tori valeg­giani (Arv), Gian­ni Verone­si, che allarga le brac­cia: «Con­tinuiamo a guardare il cielo e a ten­er d’occhio le pre­vi­sioni meteo che non sono mai state così scor­ag­gianti, anche se non è la pri­ma vol­ta che il tem­po è per­tur­ba­to e all’ultimo momen­to si sis­tema e rius­ci­amo a svol­gere la man­i­fes­tazione. Nei prece­den­ti 14 appun­ta­men­ti solo cinque volte siamo sta­ti asso­lu­ta­mente tran­quil­li». «Le altre volte c’erano rischi», aggiunge Verone­si, «una vol­ta c’è sta­to uno scroscio ed un’altra vol­ta ce la siamo pro­prio pre­sa. Pec­ca­to per quest’anno che ave­va­mo in pro­gram­ma un’edizione spe­ciale». Così la macchi­na orga­niz­za­ti­va è par­ti­ta e sono sta­ti col­lo­cati i gaze­bo sul ponte vis­con­teo per ospitare gli oper­a­tori dei vari ris­toran­ti. Poi il ponte sarà chiu­so al traf­fi­co fino a mer­coledì pomerig­gio. «Allo­ra chi­amerò l’Arpav», con­tin­ua Verone­si, «che è in gra­do di dar­ci una pre­vi­sione di questo tipo e decider­e­mo se iniziare o meno a met­ter giù i tavoli. Una deci­sione defin­i­ti­va però potrebbe anche ess­er pre­sa entro mart­edì mat­ti­na. Intan­to ho avvisato i col­leghi dei vari ris­toran­ti coin­volti di preparar­si ad accogliere nei loro locali soltan­to gli ospi­ti pagan­ti, all’incirca 3400–3500 sui 4100 totali». Su ogni bigli­et­to c’è infat­ti il nome del locale e gli invi­tati non pagan­ti, in questo caso, non potran­no parte­ci­pare. «Su even­tu­ali ecce­den­ze», con­tin­ua Verone­si, «nel caso non si svolgesse la man­i­fes­tazione e vis­to che è brut­to but­tar via roba buona (nel menù oltre ai tortelli­ni e al monte veronese, la tro­ta in sal­sa, il roast beef e la tor­ta delle rose), si potrebbe pen­sare di riv­ol­ger­si a qualche ospizio od isti­tuzione car­i­tat­ev­ole. È prob­a­bile anche che riman­ga qualche utile, mag­a­ri per i fuochi d’artificio saltati, e penser­e­mo a chi dar­li». E pen­sare che nem­meno lo spareg­gio tra Italia e Fran­cia ave­va cre­ato prob­le­mi: «Lo sape­va­mo da mesi», dice Verone­si, «che l’Italia avrebbe gio­ca­to, ma non ci siamo pre­oc­cu­pati e, in effet­ti, arrivano anco­ra richi­este, ma pochissime rin­unce. Del resto ave­va­mo pre­vis­to di inter­val­lare sui max­is­cher­mi la visione del­la par­ti­ta ai comu­ni­cati del­la fes­ta».