Nella cartiera di Toscolano Maderno si è svolto il tradizionale incontro di fine anno

Festa della Cartiera: la famiglia Marchi conferma l’impegno dopo l’aff

31/12/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Toscolano Maderno

Nel­la cartiera di Toscolano Mader­no si è svolto il tradizionale incon­tro di fine anno tra i pro­pri­etari (il pres­i­dente Aldo Marchi e il figlio, Giro­lamo, ammin­is­tra­tore del­e­ga­to), i diri­gen­ti (Fran­co Sane­si, respon­s­abile del­l’in­tero grup­po, Piero Armelli­ni, che gui­da lo sta­bil­i­men­to garde­sano) e i con­siglieri del­la Asso­ci­azione lavo­ra­tori anziani (Gior­gio Bom­bardieri e c.). E’ sta­to fat­to il pun­to del­l’at­tiv­ità svol­ta nel 2002 (la fes­ta del 1 mag­gio con gli stu­den­ti delle scuole medie, ormai diven­ta­ta un appun­ta­men­to clas­si­co, l’in­au­gu­razione del del­la car­ta, in valle, e l’ac­qui­sizione di attrez­za­ture per il salone di fisioter­apia del­la casa di riposo, il coi col­leghi del Vene­to), con la sper­an­za che il 2003 sia un anno altret­tan­to pos­i­ti­vo. Da parte loro i Marchi han­no con­fer­ma­to l’im­peg­no per l’u­nità pro­dut­ti­va di Toscolano Mader­no che, con cir­ca 400 dipen­den­ti e un fat­tura­to 2001 di 136 mil­ioni di euro, cos­ti­tu­isce la strut­tura più ril­e­vante del­la spon­da bres­ciana del lago. In questi giorni la famiglia vicenti­na è balza­ta agli onori del­la cronaca per la posizione assun­ta all’in­ter­no del­la Bur­go. Dopo avere acquis­ta­to da Mon­e­gasque de Banque il 15,36% delle azioni, ha com­per­a­to un altro 7,60% dal­la Fiat, diven­tan­do (col 22,96%) il socio numero 1 di Bur­go. Addirit­tura meglio di Cap­i­talia (ex Ban­co di Roma) e Medioban­ca, che possiedono un 21 per cen­to a tes­ta, di Gen­er­ali e Ital­im­mo­bil­iare-Pesen­ti (15%). «Il prog­et­to di inte­grazione va avan­ti — ha dichiara­to il pres­i­dente, dot­tor Aldo -. Il pri­mo pas­so è sta­ta la nom­i­na degli advi­sor: la Popo­lare di Verona & Novara, la Ernst & Joung e la Jp Mor­gan per Bur­go. Potremo acquisire ulte­ri­ori quote se ci saran­no altri dis­posti a vendere». I Marchi sono pro­pri­etari di due imp­rese car­totec­niche (la «Pal­la­dio Indus­trie Gra­fiche», a Thiene e a Dueville) e quat­tro cartiere (Valchi­ampo, nata nel 1960, Sarego, atti­va dal ’71, Toscolano, ril­e­va­ta nell’89, e Vil­lor­ba, in provin­cia di Tre­vi­so, acquisi­ta nel ’98). Ven­dono per 400 mil­ioni di euro, e dalle loro fab­briche escono 500 mila ton­nel­late di car­ta. Han­no chiu­so il 2001 con un cash flow (utile net­to più ammor­ta­men­ti) di 42 mil­ioni di euro, un guadag­no al net­to delle imposte di 19,4 mil­ioni e un Roe (la red­di­tiv­ità del cap­i­tale) del 26%, dopo avere effet­tua­to inves­ti­men­ti nel tri­en­nio per 80 mil­ioni. Occu­pano 1.143 addet­ti. Adesso entra­no a vele spie­gate nel grup­po più impor­tante d’I­talia, la Bur­go, che possiede dieci sta­bil­i­men­ti (Car­bon­era di Tre­vi­so, con una capac­ità pro­dut­ti­va di 65 mila ton­nel­late, Marz­abot­to, 70 mila, Lugo di Vicen­za, 75 mila, Chi­eti, 145 mila, Man­to­va, 150 mila, Tolmez­zo, 160 mila, Avez­zano, 245 mila, Verzuo­lo di Cuneo, 260 mila, Sora, 270 mila, Duino di Tri­este, 430 mila), oltre a quel­lo in Bel­gio, a Vir­ton, con una capac­ità di 325 mila ton­nel­late. Il fat­tura­to è di 1.800 mil­ioni di euro, la pro­duzione di car­ta di due mil­ioni di ton­nel­late. I Marchi ven­gono con­siderati «ami­ci» di Medioban­ca. A sosteg­no del­la pro­pria attiv­ità, nel 2000 han­no rice­vu­to un grosso finanzi­a­men­to da parte di Vin­cen­zo Maranghi. Il fat­tura­to com­p­lessi­vo del­la nuo­va realtà dovrebbe super­are i 2.000 mil­ioni di euro, con una capac­ità pro­dut­ti­va di cir­ca 3 mil­ioni di ton­nel­late di car­ta e un organ­i­co di oltre 6.000 dipen­den­ti. Qual­cuno, però, teme tagli e ristrutturazioni.