Anche per quest’anno l’Amministrazione comunale di Desenzano ha organizzato la celebrazione della ricorrenza del 4 novembre

Festa dell’Unità d’Italia celebrazioni e filmati a Desenzano del Gar

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Di Luca Delpozzo

Anche per quest’anno l’Amministrazione comu­nale di Desen­zano ha orga­niz­za­to la cel­e­brazione del­la ricor­ren­za del 4 novem­bre, fes­ta del­l’ e delle Forze Armate, in col­lab­o­razione con le famiglie dei cadu­ti, le asso­ci­azioni dei com­bat­ten­ti e reduci, le asso­ci­azioni d’ar­ma e la soci­età di Solferi­no e San Martino.La man­i­fes­tazione cit­tad­i­na si svol­gerà domeni­ca 5 novem­bre a San Mar­ti­no del­la Battaglia con ritro­vo alle ore 9.45 davan­ti alla Chieset­ta del­l’Os­sario. Alle 10 si ter­rà la cel­e­brazione del­la San­ta Mes­sa e la suc­ces­si­va depo­sizione del­la Corona.Alle ore 11 il cor­teo si sposterà poi dal­la Chieset­ta al del­la Torre con con­seguente com­mem­o­razione. Tut­ta la man­i­fes­tazione vedrà la pre­sen­za del­la ban­da cit­tad­i­na e per l’oc­ca­sione durante la mat­ti­na­ta il par­co mon­u­men­tale resterà aper­to al pubblico.Sabato 4 novem­bre alle ore 21 al Teatro Pao­lo VI di Desen­zano, in col­lab­o­razione con il cir­co­lo Il Cine­fo­rum , ver­rà proi­et­ta­to il film Joyeux Noel del reg­ista francese Chris­t­ian Car­i­on. L’in­gres­so è gratuito.Il film è ispi­ra­to alla frat­er­niz­zazione tra le opposte trincee avvenu­ta la vig­ilia di del 1914 sul fronte fran­co-tedesco. La vicen­da si con­cen­tra, in par­ti­co­lare, sulle trincee del reg­g­i­men­to fran­co-scozzese da una parte e del reg­g­i­men­to tedesco dal­l’al­tra che in quel­la notte arrestarono per qualche ora la vio­len­za e, scam­bian­dosi dei regali, brindarono all’an­no nuo­vo con la sper­an­za che fos­se migliore: la Sto­ria ci inseg­na che ques­ta rimar­rà una pic­co­la illu­sione all’in­ter­no del­la Grande Illusione.Il film, che trat­ta di un episo­dio qua­si igno­ra­to dal­la sto­ri­ografia uffi­ciale ma riesuma­to adesso sul­la base di una doc­u­men­tazione scop­er­ta pro­prio dal reg­ista francese, invi­ta a riflet­tere sui moltepli­ci episo­di di irriducibili odii che molte par­ti del mon­do anco­ra oggi vivono e sul­l’or­mai attuale impor­tan­za di una lib­ertà che, a fat­i­ca, ha la meglio nel­lo scon­tro con un ter­ror­is­mo spi­eta­to e dis­umano di cui tut­ti ci sen­ti­amo vittime.

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