Fine settimana speciale per la località del Garda veronese: va in scena la 73esima edizione della fortunata rassegna enogastronomica

Festa dell’uva e del vino, Bardolino brinda per la «Docg»

04/10/2002 in Enogastronomia
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Di Luca Delpozzo
Bardolino

A , sul­la spon­da veronese del lago, si svolge (fino a domeni­ca) la 73ª Fes­ta del­l’u­va e del . Le can­tine han­no col­lo­ca­to gli stand sul lun­go­la­go, e i vis­i­ta­tori si aggi­ra­no feli­ci, coi cali­ci al col­lo. Numerosi gli assag­gi del mosto con pro­pri­età ter­apeu­tiche e le inizia­tive di con­torno. Domani, ad esem­pio, ci sarà la dei gior­nal­isti. Con decre­to 1 agos­to 2001 è sta­ta attribui­ta la Denom­i­nazione di orig­ine con­trol­la­ta e garan­ti­ta al Bar­dolino Supe­ri­ore, pri­mo e uni­co rosso del Vene­to a fre­gia­r­si di tale riconosci­men­to. Che, in un cer­to sen­so, pre­mia l’o­rig­i­nal­ità eco­log­i­ca del­l’am­bi­ente garde­sano e la sua vocazione viti­co­la, il lavoro agri­co­lo di scelta e selezione di vari­età locali, l’at­ten­zione e il rig­ore pro­fes­sion­ale in vigna e in can­ti­na, la ricer­ca eno­log­i­ca vol­ta a con­ser­vare e far risaltare le poten­zial­ità insite nelle uve, affinchè si trasferiscano al meglio nel vino. La Docg è quin­di la som­ma di una viti­coltura, un’enolo­gia, una cul­tura e una com­mer­cial­iz­zazione che con­vivono in un prog­et­to coer­ente, coor­di­na­to dal Con­sorzio di tutela, imper­ni­a­to su pre­cisi con­cetti: ogni grap­po­lo delle vigne selezion­ate deve essere ben maturo, in modo da ottenere aro­mi frut­tati, speziati e mor­bi­di. Per ottenere a lun­go ter­mine l’e­qui­lib­rio tra il peso del­l’u­va e la super­fi­cie di foglie esposte al sole, bisogna com­bina­re la scelta di ter­reni a bas­sa fer­til­ità, una den­sità suf­fi­ciente di pianta per ettaro, una potatu­ra adat­ta­ta dei cep­pi e un con­trol­lo rego­lare (oltre alle anal­isi chimiche di rou­tine) attra­ver­so l’as­sag­gio. Il Bar­dolino Supe­ri­ore Docg si ottiene dal­la Corv­ina veronese in una per­centuale com­pre­sa fra il 35 e il 65% (è ammes­so nel­la misura del 10% il Corvi­none), dal­la Rondinel­la 10–40%, da Moli­nara, Rossig­no­la, Bar­bera, San­giovese, Marzemi­no, Mer­lot, Caber­net, Sauvi­gnon (da sole o con­giun­ta­mente, per un mas­si­mo del 20%). La zona di pro­duzione com­prende in tut­to o in parte i ter­ri­tori di 16 comu­ni del­la spon­da ori­en­tale: Bar­dolino, Gar­da, Lazise, Affi, Coster­mano, Cavaion, Tor­ri del Bena­co, Capri­no, Riv­o­li Veronese, Pas­tren­go, Bus­solen­go, Sona, Som­macam­pagna, Castel­n­uo­vo del Gar­da, Peschiera, Valeg­gio. La pro­duzione mas­si­ma di uva non deve essere supe­ri­ore a 9 ton­nel­late per ettaro di vigne­to in coltura spe­cial­iz­za­ta. Resa mas­si­ma di uva in vino: 70%. Peri­o­do di affi­na­men­to: almeno un anno. Dal prossi­mo novem­bre saran­no in com­mer­cio le prime bot­tiglie con fascetta Docg. La gradazione è di 12°. Al di là del nubifra­gio del­lo scor­so agos­to, è ques­ta la sod­dis­fazione maggiore.

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