Puntuali come un orologio svizzero Polpenazze e la Valtenesi si apprestano a vivere, e convivere, uno dei momenti più importanti della propria realtà: la «Festa del vino».

Festa o Sagra? Il protagonista rimane sempre il vino

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Di Luca Delpozzo
Luigi Del Pozzo

Pun­tu­ali come un orolo­gio svizze­ro Polpe­nazze e la Valte­n­e­si si apprestano a vivere, e con­vi­vere, uno dei momen­ti più impor­tan­ti del­la pro­pria realtà: la «Fes­ta del vino». In questo 2000, salu­ta­to da tut­ti come data stor­i­ca e ric­ca di poteri evoca­tivi, la fes­ta di pri­mav­era com­pie i suoi 51 anni di pre­sen­za nel panora­ma enoico garde­sano anche se va sot­to­lin­eato che da qualche tem­po la fes­ta stes­sa ha vis­to trasfor­mare anche la sua iniziale denom­i­nazione in «Fiera del Vino Doc Gar­da Clas­si­co». Un avven­i­men­to, quest’appuntamento garde­sano, che è capace di trasfor­mare ques­ta pic­co­la local­ità in un paese di dimen­sioni decisa­mente mag­giori, anche se per la ver­ità sola­mente per alcu­ni pochi giorni. Quat­tro infat­ti sono le gior­nate in cui la macchi­na espos­i­ti­va gir­erà a pieno regime sen­za las­cia­re nul­la al caso, nul­la all’improvvisazione e soprat­tut­to nul­la al caos. Tut­to sot­to con­trol­lo quin­di anche se per la ver­ità nelle due gior­nate clou, oggi e domani, sarà assai dif­fi­cile evitare tut­ti quegli incon­ve­ni­en­ti, ora­mai abi­tu­di­nari e di dif­fi­cile elim­i­nazione, che una fiera, in tutte le par­ti e di qual­si­asi tipolo­gia la si real­izzi, com­por­ta. Il vino si sa, nettare di Bac­co, di nor­ma va degus­ta­to (sola­mente l’acqua o qualche bibi­ta edul­co­ra­ta si beve). Una buona bevu­ta per la ver­ità non ha mai fat­to male a nes­suno, ma la par­si­mo­nia deve sem­pre reg­nare per la pro­pria ed altrui inco­lu­mità. Polpe­nazze inseg­na, che, come accade­va alcu­ni anni fa, gli ecces­si por­ta­vano a met­tere in serio peri­co­lo il tran­quil­lo passeg­gia­re di per­sone, cop­pie e famiglie oltre che all con­tin­u­azione per gli anni a venire del­la stes­sa man­i­fes­tazione. Mag­giori con­trol­li e mag­giori lim­i­tazioni nel­la mesci­ta han­no saputo miglio­rare l’insieme del­la man­i­fes­tazione. Oggi la Fiera del Vino di Polpe­nazze è una man­i­fes­tazione espos­i­ti­va in cui era pos­si­bile non solo degustare la qua­si total­ità dei vini del Gar­da bres­ciano, ma godere anche d’un momen­to di aggregazione rilas­sante. I vis­i­ta­tori pos­sono infat­ti acco­modar­si ad uno di quei lunghi tavoloni pre­dis­posti nel­la zona ris­toro, ed assag­gia­re dell’ottimo spiedo o altre lec­cornie tipiche, nell’assoluta tran­quil­lità ed immer­si in quel­la indefini­bile atmos­fera che una sagra, o fes­ta di paese, può dare. Nota di mer­i­to a tut­ti quan­ti in questi giorni, ed in quel­li che han­no pre­ce­du­to l’avvio del­la Fiera, han­no lavo­ra­to con quel­lo spir­i­to di volon­tari­a­to, che ben dif­fi­cil­mente si tro­va in altri luoghi. I com­po­nen­ti del grup­po fol­cloris­ti­co de «La Cara­ta», ad esem­pio, che con i loro cos­tu­mi si prodigano in tut­to e per tut­to. C’è pio il comi­ta­to diret­ti­vo, pre­siedu­to da Giuseppe Tur­ri­na e coor­di­na­to da Francesco Bottarel­li, da diver­si mesi al lavoro nel dif­fi­cile com­pi­to di pre­dis­porre ogni pic­co­lo avven­i­men­to. Bisogna ricor­dare anche i vari grup­pi e com­mis­sioni pre­sen­ti ed oper­an­ti in tutte quelle man­sioni dif­fi­cil­mente del­e­ga­bili ad altri. Insom­ma un lavoro di équipe che negli ulti­mi anni, dopo un peri­o­do dif­fi­cile coin­ciso con la perdi­ta di inter­esse da parte pro­prio degli stes­si pro­dut­tori ha por­ta­to la nell’olimpo degli appun­ta­men­ti più atte­si.

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