L’anniversario. Domani pomeriggio si riuniscono le corporazioni di pescatori di Torri e Garda con due sacerdoti Ma all’appello manca Sirmione che nel 1764 decise di annullare l’accordo

Festa sulla motonave per i 550 originari

21/09/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Garda

Fu cor­ag­gio, impren­di­to­ri­al­ità, orgoglio? Oppure neces­sità, dis­per­azione, insop­por­tazione? Nes­suno prob­a­bil­mente sarà mai in gra­do di dirci davvero che cos’è che nel 1452 spinse le famiglie dei pesca­tori di Gar­da, Tor­ri del Bena­co e Sirmione a met­tere insieme, con sac­ri­fi­cio enorme, i denari per l’acquisto del­la cosid­det­ta Peschiera di San Vig­ilio dai nobili Becel­li di Coster­mano. Sta di fat­to che, con l’acquisizione dei dirit­ti su alcune delle migliori aree di pesca del lago, le tre comu­nità fecero cor­po­razione. Poi Sirmione si tirò indi­etro. Ma anco­ra oggi nei due cen­tri del­la riv­iera vene­ta del lago esistono le cor­po­razioni degli antichi orig­i­nari, delle quali fan­no parte i dis­cen­den­ti dei fonda­tori. E ogni anno a Gar­da e a Tor­ri si met­tono all’asta le «rive», col rica­va­to poi dis­tribuito fra i soci sec­on­do regole arcaiche. O meglio, con cri­teri antichi, ma di recente mod­ern­iz­za­ti, vis­to che final­mente, dopo cinque sec­oli e mez­zo, anche le donne han­no avu­to dirit­to di voto, di paro­la e di elargizioni di danaro. Ora gli Orig­i­nari di Tor­ri e Gar­da fes­teggiano se stes­si e i cinquecentocinquant’anni di vita delle loro cor­po­razioni. E lo fan­no in cinque­cen­tocinquan­ta: tan­ti sono infat­ti i posti preno­tati sul­la stor­i­ca, mit­i­ca moton­ave Italia, per la cer­i­mo­nia cel­e­bra­ti­va che si svol­gerà domeni­ca 22 set­tem­bre. Per­ché non c’era dub­bio che la fes­ta dovesse ess­er fat­ta sul lago. O meglio, al Pal del Vò, il sim­bo­lo delle due cor­po­razioni, il palo che esce dalle acque a seg­nalare la vet­ta del monte som­mer­so del Vò, dove si face­vano le grandiose bat­tute di pesca alla sardé­na. Il Pal anco­ra oggi divi­so fra Gar­da e Tor­ri: una notte toc­ca a una comu­nità, una notte all’altra. Già, e Sirmione? I sirmione­si, come abbi­amo det­to, a un cer­to pun­to fecero dietrofront: era il 1764. Gar­da e Tor­ri dovet­tero cer­car subito di met­tere insieme i quat­tri­ni per com­prare la parte dei vec­chi soci. A Tor­ri ci si fece sovven­zionare dal comune, che di fat­to oggi è il deten­tore di parte dei dirit­ti di pesca (è il sin­da­co a con­durre l’asta). A Gar­da invece le spose vendet­tero tut­ti i loro ori pur di farcela. Ma sta­vol­ta, per lo stori­co anniver­sario, sarebbe sta­to bel­lo che anche i bres­ciani fos­sero del­la par­ti­ta. «A dire il vero», spie­ga Fabio Gag­gia, pres­i­dente del­la cor­po­razione di Gar­da, « noi abbi­amo invi­ta­to anche il comune di Sirmione, ma sino ad oggi non ci han­no dato rispos­ta». Quan­to all’idea di aut­ofesteggia­r­si in pieno lago, sul piroscafo, quel­la è del Tràc, al sec­o­lo Gior­gio Con­soli­ni, capo degli orig­i­nari di Tor­ri. Per­ché il tut­to sia anco­ra più deg­no, le cor­po­razioni si porter­an­no dietro pure due preti: don Sante Mon­ese, orig­i­nario di Gar­da e par­ro­co a Cal­masi­no, e don Adeli­no Sala, garde­sano anch’egli. E poi ci sarà la dis­tribuzione di un libret­to con la sto­ria delle due cor­po­razioni: l’hanno fir­ma­to Gag­gia e Gior­gio Vedovel­li, orig­i­nario tor­re­sano, pres­i­dente del del castel­lo scaligero. Si par­tirà alle 15 d al molo di Tor­ri e alle 15,30 dal por­to di Gar­da. Ritorno a Tor­ri alle 18,30 e a Gar­da alle 19. Inutile tentare di preno­tare: tut­to esauri­to da giorni.

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