17-18 ottobre 2009 presso Musei Mazzucchelli

Festival del Vino Bresciano

Di Luca Delpozzo

L’Asses­sore Gian Fran­co Toma­soni: “Una grande oppor­tu­nità per portare i con­suma­tori ad un con­fron­to diret­to con l’enolo­gia e la viti­coltura bres­ciana”. “I prodot­ti eno­logi­ci rap­p­re­sen­tano una tradizione impor­tante per il sis­tema di eccel­len­ze del­l’a­gri­coltura del­la provin­cia di Bres­cia: ben ven­ga quin­di ques­ta inizia­ti­va che pun­ta a cel­e­brare e tute­lare adeguata­mente questo grande pat­ri­mo­nio di iden­tità e tradizioni”. L’Asses­so­ra­to all’ Agri­coltura del­la Provin­cia di Bres­cia parte­ci­pa e sostiene questo Fes­ti­val che cel­e­bra i vini bres­ciani, non solo sot­to l’aspet­to eno­logi­co e produttivo,ma anche da un pun­to di vista del­la pro­mozione, del­la comu­ni­cazione, del mar­chio e del pack­ag­ing all’in­ter­no di una strut­tura pres­ti­giosa come i di Maz­zano. L’Asses­so­ra­to all’A­gri­coltura ha del resto fra i pro­pri prin­ci­pali obi­et­tivi la pro­mozione dei prodot­ti agroal­i­men­ta­ri sia sui mer­cati nazion­ali che inter­nazion­ali : for­tu­nata­mente a Bres­cia si è anda­ta cos­tituen­do una rete di inizia­tive gra­zie alle quali i pro­dut­tori han­no l’oc­ca­sione di entrare sem­pre più fre­quente­mente in con­tat­to con il cliente finale sem­pre più atten­to alle orig­i­ni dei prodot­ti, alla fil­iera e alla sicurez­za ali­menta­re. “La rasseg­na — spie­ga l’Asses­sore all’A­gri­coltura Gian Fran­co Toma­soni — si pone l’o­bi­et­ti­vo di edu­care al gus­to per riconoscere e preser­vare le qual­ità degli ali­men­ti e dei prodot­ti del ter­ri­to­rio bres­ciano. Occorre guardare al cibo come cul­tura non solo per sta­bilire lega­mi con il pas­sato, ma per preparare il futuro, trasmet­ten­do ai gio­vani una cor­ret­ta edu­cazione ali­menta­re”. I Musei Maz­zuc­chel­li e il Cen­tro Vitivini­co­lo Provin­ciale di Bres­cia pre­sen­tano la terza edi­zione del Fes­ti­val del Bres­ciano, quest’an­no ispi­ra­to al tema Bac­co e Venereo Per la pri­ma vol­ta riu­nite in un’u­ni­ca man­i­fes­tazione, le più eccel­len­ti aziende vitivini­cole e agroal­i­men­ta­ri del­la Provin­cia di Bres­cia offrono la pos­si­bil­ità di degustare i più pregevoli vini e altri bres­ciani, tra cui olio, salu­mi e for­mag­gi DOP SABATO 17 E DOMENICA 18 OTTOBRE 2009 (DALLE 14 ALLE 21): • BANCHI DI DEGUSTAZIONE DEI VINI BRESCIANI • ESPOSIZIONE E DEGUSTAZIONE DI PRODOTTI ENOGASTRONOMICI DEL TERRITORIO • BACCO E VENERE, MOSTRA DI CAVATAPPI, INCISIONI E TASTE-VIN. Ingres­so e orari: dalle 14.00 alle 21.00; ingres­so € 5,00 (degus­tazioni incluse). BACCO E VENERE­Fin dal­l’an­ti­chità Bac­co e Venere sono sta­ti rap­p­re­sen­tati insieme nel ten­ta­ti­vo di dare for­ma all’atavi­co con­nu­bio di ebbrez­za emo­ti­va e deside­rio. La pul­sione sen­suale tro­va spes­so nel­l’eb­brez­za dei sen­si la sua orig­ine e la sua ampli­fi­cazione. Il deside­rio può esplic­i­tar­si però in forme e attiv­ità non diret­ta­mente con­nesse al suo appaga­men­to con­cre­to, ovvero medi­ante l’im­mag­i­nazione o la fan­ta­sia. In questi casi esso può con­cretiz­zarsi in veri e pro­pri prodot­ti artis­ti­ci. Traen­do ispi­razione dai mate­ri­ali con­ser­vati pres­so il Museo del Vino e del Cavat­ap­pi nasce l’e­s­po­sizione Bac­co e Venere che riu­nisce alcune delle più pregevoli inci­sioni del fon­do grafi­co e dei più curiosi cavat­ap­pi e taste-vin artis­ti­ci. Le inci­sioni esposte sono data­bili tra il XVI e il XIX sec­o­lo e si ricon­ducono a due temi icono­grafi­ci: sogget­ti mito­logi­ci e momen­ti di intim­ità rubati tra le mura domes­tiche. Bac­co e Venere sono pro­tag­o­nisti del­l’in­ci­sione di Hubert Goltz­ius del 1560 ca., ritrat­ti accan­to a Cerere con l’e­s­plic­i­to sot­toti­to­lo Sine Cerere et Bac­cho friget Venus (Sen­za Cerere e Bac­co si raf­fred­da Venere) (inv. 192). Seg­na il pas­sag­gio del tema dal­l’am­bito mito­logi­co a quel­lo let­ter­ario l’in­ci­sione di William Satch­well Leney del 1795 che trae spun­to dal­l’­opera Enri­co IV di Shake­speare e ritrae il cor­pu­len­to Sir John Fal­staff che corteggia Alice Ford (inv. 258). Tra i numerosi interni di abitazioni e can­tine, in cui sono raf­fig­u­rati uomi­ni e donne che furtiva­mente si scam­biano tenerezze, si seg­nala un’in­ci­sione di John Smith deriva­ta da un dip­in­to del fiammin­go Adri­aen Jan­szoon van Ostade (inv. 157). Più recen­ti sono invece i cavat­ap­pi fig­u­ra­tivi che si svilup­pano a par­tire dal XIX sec­o­lo. Sono qua­si tut­ti esem­plari del tipo sem­plice, in ottone, bron­zo o argen­to. I france­si real­iz­zano gambe fem­minili con gia­r­ret­tiere e maschili con calzi­ni. I tedeschi cre­ano sirene dalle forme arro­ton­date oppure jambes de dames, mod­el­lo fab­bri­ca­to da Graef e Schmidt che rap­p­re­sen­ta gambe fem­minili con calze rigate in cel­lu­loide e sti­valet­ti in nichel. Si datano alla fine del XIX sec­o­lo e sono chia­mati anche French can-can per­ché evo­cano il famoso bal­lo in voga a Pari­gi in quegli anni. Anche in Inghilter­ra si trovano cavat­ap­pi eroti­ci con impug­natu­ra a for­ma di gam­ba fem­minile o di sire­na. Anche nel fon­do dei taste-vins si ritrovano scene fig­u­ra­tive. Nei pri­mi anni del XX sec­o­lo poi in segui­to alle nuove ten­den­ze artis­tiche imposte dal­l’Art Nou­veau pri­ma e dall’ Art Déco assis­ti­amo a un’e­s­plo­sione del tema fig­u­ra­ti­vo nel­la real­iz­zazione di nuovi cavat­ap­pi. L’ele­men­to fun­zionale diven­ta un acces­so­rio di sec­on­daria impor­tan­za. Si può dire che la cre­ativ­ità e la fan­ta­sia degli arti­giani-artisti prende il sopravven­to sul­la pratic­ità del­l’ogget­to. Si cre­ano sta­tu­ine, vere e pro­prie scul­ture che rap­p­re­sen­tano tut­ti i per­son­ag­gi del­la soci­età: vig­naiuoli, poliziot­ti, frati, spaz­za­cami­ni, mar­mi ecc.