Questa nuova rassegna, che raccoglie l’eredità degli Itinerari musicali

Festival di Musica Antica di Tremosine “Felice Luscia”

25/06/2002 in Manifestazioni
Di Luca Delpozzo
Tremosine

Di fes­ti­val musi­cali è pieno il mon­do. E’ piena l’Italia, soprat­tut­to. C’era bisog­no anche del Fes­ti­val di Tremo­sine? Alla luce di una rif­les­sione seria e non sola­mente spec­u­la­ti­va, la rispos­ta non può che essere “sì”. Sen­za dub­bio “sì”. Ques­ta nuo­va rasseg­na, che rac­coglie l’eredità degli Itin­er­ari musi­cali a Tremo­sine – pos­i­ti­va espe­rien­za che in cinque edi­zioni ha svolto un prezioso lavoro di sem­i­na, for­ag­gian­do il ter­reno e cre­an­do un humus favorev­ole – nasce infat­ti allo scopo di isti­tuzion­al­iz­zare, o meglio, di ren­dere più organ­i­ca, ragion­a­ta e aggrap­pa­ta alla cul­tura locale la prece­dente man­i­fes­tazione. Trop­po spes­so i fes­ti­val si fon­dano su prin­cipi pretes­tu­osi, arti­fi­ciosi, oppure si basano su vin­coli tem­ati­ci tal­mente stret­ti da stroz­zare le pos­si­bil­ità di svilup­po del prog­et­to. In tal caso si è ritenu­to oppor­tuno pro­cedere lun­go il sol­co trac­cia­to dagli Itin­er­ari, quel­lo del­la musi­ca anti­ca, legan­do però il fes­ti­val a un per­son­ag­gio lega­to a Tremo­sine che si è fat­to onore a liv­el­lo inter­nazionale tan­to da diventare un capo-scuo­la. Si trat­ta del vio­lon­cel­lista Felice Lus­cia, musicista che ha coni­u­ga­to l’eccezionale tal­en­to artis­ti­co con il rig­ore, la sever­ità (con se stes­so e con gli altri) e il prag­ma­tismo. A lui è inti­to­la­ta la rasseg­na, che da ora in avan­ti si pro­pone una sig­ni­fica­ti­va pre­sen­za del vio­lon­cel­lo (in tutte le sue forme ed espres­sioni) nel pro­prio cartel­lone. Una pre­sen­za comunque gar­ba­ta, non tale da rap­p­re­sentare un cap­pio per una man­i­fes­tazione che intende riaf­fer­mare il prin­ci­pio del­la lib­ertà nell’arte come il bene più prezioso e più alto. D’altro can­to, rac­coglien­do anche in tal caso l’esperienza degli Itin­er­ari, il fes­ti­val si pone come obi­et­ti­vo la val­oriz­zazione di una col­lana di preziose architet­ture sacre, chiese e san­tu­ari che for­mano un pat­ri­mo­nio d’arte e cul­tura deg­no di dif­fu­sione. Questi spazi, essendo il ter­ri­to­rio sprovvis­to di teatri o di appo­site sale da con­cer­to, diven­tano ide­ali con­teni­tori di musi­ca purché le scelte, stilis­tiche e di reper­to­rio, siano per­ti­nen­ti al luo­go. Anche in ragione di ciò la musi­ca anti­ca rap­p­re­sen­ta un’ottima oppor­tu­nità ma le scelte speci­fiche sono state oper­ate anche alla luce delle carat­ter­is­tiche fisi­co-acus­tiche delle sin­gole strut­ture e dei sus­si­di pre­sen­ti nelle stesse. A quest’ultima cat­e­go­ria appar­tiene il delizioso organo Cal­li­do del­la par­roc­chiale di Vesio, che nel con­cer­to inau­gu­rale sposerà la sua voce con quelle di sopra­no e tenore. La famosa voce del sopranista Achille Man­zot­ti si dipan­erà invece sot­to le volte del­la chiesa di Sant’Ercolano a Cam­pi­one, men­tre si grande sug­ges­tione si pre­an­nun­cia la pro­pos­ta delle Canti­gas de Sanc­ta Maria, abbinate a Lau­di ital­iane del Tre­cen­to, nell’eremo di San Michele. E per­fet­ta dovrebbe riv­e­lar­si l’acustica delle par­roc­chiali di Volti­no e di Pieve per ospitare i due grup­pi stru­men­tali che chi­udono la rasseg­na. Un per­cor­so che, sfrut­tan­do la mer­av­igliosa sin­er­gia tra architet­tura e musi­ca, con­sente a Tremo­sine di qual­i­fi­car­si e rap­p­re­sen­tar­si al meglio anche ver­so quel pub­bli­co di tur­isti che sceglie ques­ta incan­tevoli local­ità per il pro­prio relax e godi­men­to per­son­ale.