Nei periodi delle festività si è riaffacciata la clientela tedesca ma non gli italiani. Gli albergatori:«Per l’estate bisognerà giocare sulle offerte»

Fiato al turismo con i ponti

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Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

Da sem­pre le fes­tiv­ità reli­giose di pri­mav­era met­tono in movi­men­to il set­tore tur­is­ti­co tan­to da risultare un toc­casana in par­ti­co­lare per l’intero ter­ri­to­rio bena­cense. Con la fes­tiv­ità del Cor­pus Domi­ni si con­clude il trit­ti­co, quin­di dei pon­ti di vacan­za, avvi­a­to nel­la terza decade di mag­gio con l’Ascensione e poi pros­e­gui­to con la Pen­te­coste. Una venti­na di giorni che han­no vis­to una forte affluen­za, sulle rive del , del­la fedele clien­tela dell’area tedesca. Una pre­sen­za supe­ri­ore o meno a quel­la del­lo scor­so anno che non è sta­ta sicu­ra­mente una sta­gione delle vac­che grasse? Non è facile sta­bilir­lo, anche per il fat­to che da tem­po non ci sono dati sta­tis­ti­ci uffi­ciali ai quali affi­dar­ci. Non fun­ziona purtrop­po il Sirt, ovvero quel sis­tema tur­is­ti­co infor­ma­ti­vo regionale, con le Province impos­si­bil­i­tate all’inserimento dei dati rel­a­tivi al movi­men­to tur­is­ti­co. Prob­le­ma che toc­ca anche i cosid­det­ti uten­ti esterni e le oltre 500 strut­ture ricettive che da tut­to il Vene­to inserivano dati via inter­net. Non resterà, a questo pun­to, per conoscere come van­no sul lago la sta­gione tur­is­ti­ca, che affi­dar­ci alle indi­cazioni che arrivano dai rap­p­re­sen­tan­ti delle cat­e­gorie degli oper­a­tori tur­is­ti­ci che restano pur sem­pre sogget­tive. «Per adesso rius­ci­amo a man­tenere le posizioni», è il pen­siero di Giuseppe Loren­zi­ni dell’Unione garde­sana alber­ga­tori verone­si, «anche se l’afflusso che reg­is­tri­amo dei tur­isti non è sicu­ra­mente stra­bigliante. Comunque fino a metà giug­no siamo abbas­tan­za a pos­to». E dopo? «Bisogn­erà stare molto atten­ti», fa pre­sente Loren­zi­ni, «anche per­ché ci sono cinquan­ta giorni per arrivare al clou del­la sta­gione tur­is­ti­ca e non ci sono fes­tiv­ità e nem­meno even­ti che pos­sano offrire lo spun­to per una vacan­za mor­di e fug­gi. Quin­di sarà gio­co­forza agire sui prezzi». Ovvero? «Quest’anno da metà giug­no al 20 luglio scen­der­an­no e questo con­trari­a­mente al pas­sato che invece grad­ual­mente sali­vano per andare a cul­minare con quel­li dell’alta sta­gione. Ma non sarà suf­fi­ciente», ammette il pres­i­dente dell’Ugav. «Sarà nec­es­sario, per bat­tere la crisi, offrire qualche cosa in più al cliente». In par­ti­co­lare? «Inclu­den­do nel prez­zo del­la pen­sione o mez­za pen­sione mag­a­ri un’escursione, una ser­a­ta in Are­na, oppure una gita in bat­tel­lo sul lago o una risali­ta in funi­via sul . Non è in fon­do che manchi­no i tur­isti», pun­tu­al­iz­za Loren­zi­ni, «è che spendono poco negli extra, nei negozi nei ris­toran­ti». E che i tur­isti stranieri risulti­no in aumen­to, men­tre lati­tano gli ital­iani, è l’opinione anche di Rober­to Cam­pag­nari che fa parte del diret­ti­vo dei ris­tora­tori di Lazise. «Non man­cano le preno­tazioni», sot­to­lin­ea Cam­pag­nari che è anche alber­ga­tore. Ottimista ma mod­er­ata­mente Mar­co Zaninel­li del campeg­gio La Quer­cia: «I pon­ti sono sta­ti un toc­casana ma c’è l’assenza del­la clien­tela tedesca». A luglio scat­ta il peri­o­do delle vacanze per gli olan­desi, cli­en­ti abit­u­ali del camp­ing del Gar­da. «Dipen­derà anche da loro», dice Zaninel­li, «se la sta­gione alla fine sarà più o meno pos­i­ti­va». Un barometro per il movi­men­to tur­is­ti­co è anche l’impianto di risali­ta del­la funi­via di Mal­ce­sine. «La sta­gione sta andan­do bene», pre­cisa il pres­i­dente Giuseppe Ven­turi­ni, «anche se nei mesi di mar­zo e aprile, causa il tem­po, abbi­amo reg­is­tra­to una fles­sione. In questi giorni sono 2000 le per­sone che medi­a­mente sal­go­no in funi­via e ques­ta mat­ti­na è sta­ta aper­ta anche la seg­giovia di Prà Alpesina che lo scor­so anno ha reg­is­tra­to un notev­ole suc­ces­so». Ma è il modo diver­so di fare tur­is­mo che spi­az­za gli hote­lier. «La preno­tazione last minute, i sog­giorni bre­vi 3 o 4 giorni ma ripetu­ti», è opin­ione di Anto­nio Pasot­ti pres­i­dente del con­sorzio di pro­mozione «Lago di Gar­da è», van­no inter­pre­tati e fan­no parte dei nuovi criteri.

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