La Fiera ha chiuso la sua 62esima edizione la sera di lunedì 30 maggio all’insegna di un grande successo di pubblico: oltre 30 mila presenze in 4 giorni. Assegnata al professor Giorgio Calabrese la quinta edizione del premio giornalistico El Torcol: dal convegno su etilometro e cultura del vino l’invito a sposare l’etica di un consumo moderato e ragionato senza rinunciare ad un alimento cardine della cultura alimentare mediterranea.

Fiera di Polpenazze, a Giorgio Calabrese il premio “El torcol”

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Di Luca Delpozzo

Chi ha pau­ra dell’etilometro? Ques­ta la doman­da sul­la quale si è con­clusa lunedì sera, 30 mag­gio, la 62esima edi­zione del­la Fiera del Gar­da Clas­si­co Doc di Polpe­nazze.  E la rispos­ta del pro­fes­sor Gior­gio Cal­abrese, insigne figu­ra di scien­zi­a­to e di medico nutrizion­ista oltre che pres­i­dente nazionale dell’Onav, non si è fat­ta atten­dere: l’etilometro non deve far pau­ra a chi persegue l’etica di un con­sumo mod­er­a­to e ragion­a­to di vino, e non deve essere moti­vo di rin­un­cia ad un ali­men­to car­dine del­la cul­tura ali­menta­re ital­iana che, assun­to nelle giuste dosi, può avere effet­ti molto pos­i­tivi nel­la pre­ven­zione di numerose patolo­gie. Questo il mes­sag­gio emer­so dal­la ser­a­ta con­clu­si­va del­la Fiera del Vino Gar­da Clas­si­co Doc di Polpe­nazze, che ha chiu­so all’insegna di un vero e pro­prio boom di pre­sen­ze (oltre 30 mila i vis­i­ta­tori in 4 giorni), e sot­to il seg­no del “tor­col”: all’antico stru­men­to di lavoro dei vig­naioli è infat­ti ded­i­ca­to il pre­mio gior­nal­is­ti­co lan­ci­a­to dall’amministrazione comu­nale e dal Comi­ta­to Fiera. La quin­ta edi­zione è sta­ta attribui­ta per l’appunto a Gior­gio Cal­abrese, grande divul­ga­tore tele­vi­si­vo del­la cor­ret­ta e respon­s­abile cul­tura ali­menta­re, a coro­n­a­men­to di un talk show che ha riguarda­to gli effet­ti del del “giro di vite” che a par­tire dal 2008 ha carat­ter­iz­za­to il codice del­la stra­da nel­la sezione che con­cerne il rap­por­to tra gui­da ed assun­zione di alcool. Una tem­at­i­ca di par­ti­co­lare ril­e­van­za sul­la quale si sono con­frontati, oltre a Cal­abrese, il pres­i­dente di Bres­ci­a­tourism e Fed­er­al­berghi Lom­bar­dia Pao­lo Rossi, il diret­tore del mag­a­zine gas­tro­nom­i­co Italia a Tavola Alber­to Lupi­ni, il con­sigliere Gar­da Clas­si­co e pro­dut­tore vitivini­co­lo Alessan­dro Redael­li De Zinis e il coman­dante del­la com­pag­nia dei di Salò Lui­gi Lubel­lo. Aspre le critiche riv­olte dal diret­tore Lupi­ni alla legge che ha dras­ti­ca­mente lim­i­ta­to il con­sumo di alcool per chi gui­da, di fronte alla quale, come ricorda­to da Rossi e Redael­li, i con­suma­tori si stan­no ormai adat­tan­do, cam­bian­do abi­tu­di­ni e chieden­do mag­a­ri più vino a bic­chiere e meno in bot­tiglia. Dal coman­dante Lubel­lo la dis­am­i­na di una nor­ma­ti­va che pun­ta alla pre­ven­zione, e che sec­on­do Cal­abrese può essere rispet­ta­ta sen­za sac­ri­fi­care trop­po il gus­to del­la social­ità e soprat­tut­to sep­a­ran­do net­ta­mente il con­cet­to di alcool da quel­lo del vino. “L’acqua si beve, il vino si man­gia per­ché è un ali­men­to – ha ricorda­to il pro­fes­sore -. Le prove non man­cano: il lim­ite del tas­so alcolemi­co a 0,5 può essere rispet­ta­to anche beven­do due bic­chieri di buon vino a pas­to”. Con­dan­na sen­za appel­lo invece per l’alcool di bas­sa qual­ità, alla base del­la cosid­det­ta cul­tura del­lo sbal­lo tra i gio­vanis­si­mi. “Mai, mai l’alcool pri­ma dei 17 anni – ha ammoni­to il pro­fes­sore -. Il con­sumo pre­coce non può che pro­durre cat­tivi con­suma­tori che in età adul­ta saran­no costret­ti a pri­var­si anche del vino”.

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