Fieragricola di Montichiari- Convegno Cow Comfort 4/2

Fiera Nazionale Zootecnica di Montichiari (Brescia)

03/02/2006 in Fiere
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Di Luca Delpozzo

La Fiera del­l’A­gri­coltura di Mon­tichiari, da 78 anni a ques­ta parte, non ha mai tra­di­to il suo manda­to orig­i­nario: quel­lo di essere una grande vet­ri­na su un com­par­to in lin­ea con la pro­pria tradizione ma capace di guardare al futuro con grande con­vinzione e capac­ità impren­di­to­ri­ale. Ques­ta man­i­fes­tazione è lo spec­chio ide­ale di un set­tore eco­nom­i­co che ha nel ter­ri­to­rio Bres­ciano la provin­cia leader a liv­el­lo nazionale. Ed è con par­ti­co­lare piacere che l’Asses­so­ra­to all’A­gri­coltura del­la Provin­cia di Bres­cia ha accetta­to di inter­venire nel­la pro­gram­mazione di ques­ta edi­zione 2006 con alcune pro­poste di par­ti­co­lare ril­e­van­za come il con­veg­no di ques­ta mat­ti­na: l’ar­go­men­to è quel benessere ani­male che negli ulti­mi tem­pi, dopo il ciclone di muc­ca paz­za, è entra­to nel vocabo­lario del­l’a­gri­coltura non solo bres­ciana. Una nuo­va prospet­ti­va che in qualche modo è sta­ta con­sol­i­da­ta appieno anche dagli ind­i­rizzi delle politiche comu­ni­tarie, in par­ti­co­lar modo dal­la nuo­va Pac che con­diziona la dis­tribuzione dei con­tribu­ti agri­coli anche nel rispet­to di norme chiare e pre­cise in mate­ria di benessere delle man­drie. Pro­prio per questo pun­to di vista il nos­tro Asses­so­ra­to ha scel­to di trattare l’argomento di “cow com­fort” in ter­mi­ni di red­di­tu­al­ità eco­nom­i­ca. Un aspet­to inno­v­a­ti­vo è pro­prio il benessere ani­male non è più un lus­so, o peg­gio la biz­zarria del­l’ul­ti­mo estrem­ista ambi­en­tal­ista, ma una scelta lungimi­rante ed obbli­ga­ta per un’a­gri­coltura, come quel­la bres­ciana, che sul­la bov­ina basa gran parte delle pro­prie risorse eco­nomiche. Oggi l’a­gri­coltura bres­ciana è un sis­tema dove tradizione e dinamis­mo impren­di­to­ri­ale sono uni­ti in una sol­i­da dimen­sione eco­nom­i­ca costru­i­ta dal lavoro di oltre 17 mila aziende, che lavo­ra­no una super­fi­cie totale pari ad oltre 175 mila ettari. La media provin­ciale è pari a poco più di 10 ettari ad azien­da, e la prevalen­za del set­tore zootec­ni­co è net­ta: apparten­gono a questo com­par­to il 51% delle aziende, per un numero totale di 8800 di cui cir­ca la metà in pia­nu­ra. L’al­l­e­va­men­to di bovi­ni, sia da lat­te che da carne, è il set­tore di mag­giore impor­tan­za: sono oltre 5000 le aziende impeg­nate in questo ambito, per un pat­ri­mo­nio totale di 480 mila capi (bufali­ni com­pre­si). La provin­cia bres­ciana è anche un impor­tante polo suini­co­lo, gra­zie a 2300 aziende nelle quali sono all­e­vati 1,2 mil­ioni di capi: da Bres­cia arrivano cir­ca il 13% delle cosce uti­liz­zate per la pro­duzione del Pro­sciut­to di Par­ma Dop. Il lat­te è comunque il set­tore eco­nom­i­co preva­lente: le aziende in questo cam­po sono oltre 2000, il pat­ri­mo­nio di bovine da lat­te in pro­duzione ammon­ta a 162 mila capi, e la pro­duzione, cir­ca 10,5 mil­ioni di quin­tali, rap­p­re­sen­ta all’in­cir­ca il 10% del­la pro­duzione totale nazionale. La metà di questo lat­te, che van­ta para­metri igien­i­co-san­i­tari e qual­i­ta­tivi imbat­tuti a liv­el­lo europeo, è des­ti­na­to alla pro­duzione di Grana Padano, il più impor­tante prodot­to Dop del mon­do che ha in Bres­cia il suo sec­on­do baci­no pro­dut­ti­vo (dopo Man­to­va). Altri for­mag­gi tipi­ci Dop prodot­ti nel Bres­ciano sono il Pro­volone Val­padana, il Taleg­gio e il Gor­gonzo­la. Ad essi si unisce un paniere di stra­or­di­nari for­mag­gi tipi­ci di mon­tagna, alcu­ni già in odore di Dop, come il Nos­tra­no Val­trompia, il Bagoss, il Sil­ter e il Sab­bio. Il 19% del lat­te è des­ti­na­to all’u­so ali­menta­re e, gra­zie ai suoi para­metri qual­i­ta­tivi stra­or­di­nari, entra di dirit­to nel cir­cuito del­l’Al­ta Qual­ità. Con questi numeri Bres­cia si tro­va in vet­ta alla grad­u­a­to­ria nazionale, la pre­dom­i­nan­za del­la zootec­nia nel­la cos­ti­tuzione del­la Pro­duzione Lor­da Vendibile bres­ciana è net­ta, rap­p­re­sen­ta una quo­ta pari all’87% di un val­ore alla pro­duzione che si aggi­ra intorno ai 940 mil­ioni di euro.Questa la di un set­tore vin­cente, che tut­tavia negli ulti­mi anni ha dovu­to con­frontar­si con una dinam­i­ca di mer­ca­to tut­ta nuo­va, quel­la del­la glob­al­iz­zazione: una prospet­ti­va ben conosci­u­ta dai nos­tri pro­dut­tori con il ris­chio di appi­at­tire il val­ore aggiun­to qual­i­ta­ti­vo delle nos­tre pro­duzioni sul­la com­pe­tizione agguer­ri­ta per imporre il prez­zo nelle strate­gie del­la dis­tribuzione mod­er­na. Noi cre­di­amo tut­tavia che la zootec­nia bres­ciana non pos­sa far­si trascinare in questo gio­co: la via è quel­la del­la qual­ità, che non può asso­lu­ta­mente essere abban­do­na­ta. E ques­ta via pas­sa anche per scelte impeg­na­tive come ad esem­pio quel­la che riguar­da il benessere ani­male. Una scelta che può inizial­mente com­portare inves­ti­men­ti impor­tan­ti, quan­do non addirit­tura un rin­no­va­men­to del­l’im­postazione di molte aziende, ma alla fine con­sente di ridurre impor­tan­ti costi di ges­tione, di sicuro offre l’opportunità alle aziende di rimanere sul mer­ca­to. La zootec­nia mod­er­na si tro­va di fronte ad un biv­io, rap­p­re­sen­ta­to tra le altre cose anche dal­l’ap­pli­cazione del­la nuo­va PAC, che seguen­do opzioni come il benessere ani­male può sen­z’al­tro trasfor­mar­si in un’op­por­tu­nità impor­tante per lo svilup­po e la cresci­ta del set­tore. Siamo tut­tavia sicuri che sarà soprat­tut­to la cul­tura del lavoro, del­l’im­pren­di­to­ri­al­ità razionale ed effi­ciente a con­sen­tire all’a­gri­coltura bres­ciana di uscire vin­cente dalle sfide future.

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