Fischio d’inizio per la campagna: “Un calcio alla violenza” con Hellas Verona Women

13/10/2018 in Attualità
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Di Redazione

Un cal­cio alla vio­len­za: fis­chio d’inizio per la cam­pagna che vede pro­tag­o­nisti Hel­las Verona Women, Cen­tro Com­mer­ciale e Tele­fono Rosa.

Sono sem­pre troppe le donne che subis­cono vio­len­ze, spe­cial­mente tra le mura domes­tiche. Il tema è emer­so negli ulti­mi anni, gra­zie all’attenzione del pub­bli­co e dei media, ma le asso­ci­azioni attive nel­la pre­ven­zione e nel sosteg­no alle vit­time di abusi sot­to­lin­eano l’esigenza di sen­si­bi­liz­zare la col­let­tiv­ità pro­muoven­do una cul­tura di rispet­to e di con­sapev­olez­za.

Per rispon­dere conc­re­ta­mente a questo appel­lo, il Cen­tro Com­mer­ciale La GrandeMela ha avvi­a­to una col­lab­o­razione con l’Hellas Verona Women, stor­i­ca e tito­la­ta squadra fem­minile di cal­cio, per la real­iz­zazione di una cam­pagna di sen­si­bi­liz­zazione denom­i­na­ta “un cal­cio alla vio­len­za”. Quali ambas­ci­atri­ci del­la cam­pagna, le gio­ca­tri­ci dell’Hellas Verona Women sono state ritrat­te, all’Olivieri Sta­di­um di via Sog­a­re e nel­la gal­le­ria del Cen­tro com­mer­ciale, in scat­ti fotografi­ci nei quali le azioni calcis­tiche ven­gono uti­liz­zate metafori­ca­mente per comu­ni­care mes­sag­gi antiv­i­o­len­za.

Le immag­i­ni sono state rac­colte in un cal­en­dario che sarà acquista­bile, a fronte di una lib­era offer­ta, nel Cen­tro Com­mer­ciale e nell’Hellas Store Are­na (via Cat­ta­neo 2). L’intero rica­va­to del­la ven­di­ta dei cal­en­dari sarà devo­lu­to a favore del Tele­fono Rosa, asso­ci­azione di volon­tari­a­to che da oltre vent’anni a Verona offre ascolto e sosteg­no alle donne vit­time di abusi. Il cal­en­dario sarà pre­sen­ta­to domeni­ca 28 otto­bre, in con­comi­tan­za con un défilé di moda all’interno de La GrandeMela, che vedrà le stesse gio­ca­tri­ci sfi­lare in passerel­la, con il com­men­to in diret­ta di Veron­i­ca Rug­geri e Chiara Squaglia, invi­ate di due note trasmis­sioni tele­vi­sive.

La sfi­la­ta sarà l’occasione per par­lare di moda, non esclu­si­va­mente incen­tra­ta sull’immagine, e per coin­vol­gere il pub­bli­co in un momen­to di intrat­ten­i­men­to e di rif­les­sione. Inoltre, nelle gior­nate del 13–14, 20–21 e 27 otto­bre nel­la piaz­za prin­ci­pale de La GrandeMela si svol­gerà un’iniziativa benefi­ca nell’ambito del­la quale i cli­en­ti saran­no invi­tati a “tirare un rig­ore” in una por­ta da cal­cio. I parte­ci­pan­ti ricev­er­an­no un pal­lone omag­gio bran­diz­za­to “Un cal­cio alla vio­len­za” e, per ogni rig­ore, il Cen­tro Com­mer­ciale don­erà 1,00 euro all’Associazione patroci­nante l’iniziativa.

Tele­fono Rosa sot­to­lin­ea come la vio­len­za con­tro le donne sia la pri­ma causa di morte per le donne in tut­to il mon­do (OMS) e nasca dalle dis­crim­i­nazioni che le donne subis­cono in tut­ti gli ambiti del­la soci­età. Il fenom­e­no è di dif­fi­cile mis­urazione per­ché si svilup­pa soprat­tut­to negli ambi­en­ti più famil­iari, dove una don­na dovrebbe sen­tir­si più sicu­ra e dove invece si tro­va sola ad affrontare una situ­azione di con­trasto con per­sone vicine. I dati uffi­ciali ril­e­vano, quin­di, solo una parte delle vio­len­ze real­mente accadute.

Nel cor­so del 2018 (sino a giug­no) il Tele­fono Rosa di Verona ha rice­vu­to 136 richi­este di aiu­to. Il 70% delle donne che ci han­no con­tat­tate sono di nazion­al­ità ital­iana e più del­la metà ha un’età com­pre­sa tra 30 e 50 anni ed ha una pro­pria fonte di red­di­to ed un’istruzione medio-alta, a dimostrazione che il fenom­e­no assume dimen­sioni trasver­sali e non inter­es­sa solo i nuclei famil­iari più dis­agiati. L’Istat ha sti­ma­to nel 2014 che 6 mil­ioni e 788 mila donne (qua­si 1 su 3 – 31,50%) han­no subito una qualche for­ma di vio­len­za fisi­ca o ses­suale (dal­lo strat­ton­a­men­to o moles­tia al ten­ta­ti­vo di stran­go­la­men­to o stupro). I dati sui fem­mini­ci­di sono costan­ti: 142 nel 2015; 150 nel 2016; 142 nel 2017; 69 nel 2018 (dati for­ni­ti dal TG3 e trat­ti dalle ril­e­vazioni di Dif­feren­za Don­na RM).

Il mon­do del­lo sport rap­p­re­sen­ta un impor­tante vei­co­lo per com­bat­tere la dis­crim­i­nazione e la vio­len­za con­tro le donne per l’immagine di don­na capace e forte in gra­do di affer­mare a liv­el­lo sociale quel­la par­ità tra generi affer­ma­ta nel­la Cos­ti­tuzione e nelle leg­gi del­lo Sta­to. La pro­fes­sion­al­ità, la forza e la deter­mi­nazione che le gio­vani atlete esp­ri­mono in cam­po sono esem­pio e mod­el­lo per tante gio­vani donne che pos­sono ispi­rar­si ad un immag­ine di don­na dove la bellez­za si sposa con la forza e l’autodeterminazione.

La soci­età ha bisog­no di pot­er­si con­frontare su di un immag­ine di don­na vir­tu­osa con­sapev­ole del­la pro­pria forza e capac­ità e per questo in gra­do di rag­giun­gere risul­tati impor­tan­ti. Ci auguri­amo che il mon­do del­lo sport pro­ce­da sen­za esi­tazioni all’inclusione, a tut­ti i liv­el­li delle atlete donne riconoscen­do loro l’accesso al pro­fes­sion­is­mo sporti­vo (loro nega­to dal­la L. 91/1981) anche quan­do lo sport è per loro la pri­ma fonte di red­di­to e il liv­el­lo tec­ni­co e ago­nis­ti­co sia molto ele­va­to, garan­ten­do loro tutele e red­di­ti adeguati alle capac­ità e ai risul­tati.

Un’importante pas­so avan­ti in ambito di tutela del­la mater­nità è sta­to rag­giun­to nel dicem­bre 2017 con la legge che prevede un fon­do a favore delle mamme atlete, tema a cui è sem­pre sta­to vici­no anche il mon­do del cal­cio fem­minile, pron­to a bat­ter­si per i pro­pri dirit­ti in ogni occa­sione. Le atlete delle varie dis­ci­pline e le cal­ci­atri­ci dell’Hellas Verona Women han­no dimostra­to di saper gio­care con altissi­ma pro­fes­sion­al­ità, rag­giun­gen­do risul­tati eccel­len­ti, scon­figgen­do così gli stereotipi che le con­sid­er­a­vano meno incli­ni a prati­care cer­ti sport con­siderati da uomi­ni e con­tribuen­do con il loro esem­pio e l’appoggio di donne e uomi­ni che han­no cre­du­to in loro a ridurre il gap di genere.

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