Rossaro propone a Riva un centro studi sulle parlate «minori»

Floriani: il cuore parla ancora in dialetto

16/12/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Lui­gi Mari­no e Rug­gero Morghen, tito­lari del­la cul­tura a Riva e ad Arco, han­no tenu­to a bat­tes­i­mo ieri mat­ti­na l’an­tolo­gia trilingue dei vinci­tori delle prime sei edi­zioni del pre­mio di dialet­tale inti­to­la­to a Gia­co­mo Flo­ri­ani. 25 autori, 49 liriche, l’in­tera col­lana dei dialet­ti , dal ren­de­nese al friu­lano, dal gen­ovese al fran­co proven­za­le, dal­l’e­mil­iano al tre­vi­giano, le «traduzioni» pri­ma in ital­iano e poi in inglese, tes­ti­mo­ni­an­za d’un inter­esse sovran­nazionale per le par­late locali: d’u­na ricer­ca delle radi­ci nel­l’e­poca del­la glob­al­iz­zazione totale. Enri­co Rossaro, cura­tore del­l’an­tolo­gia, nel suo inter­ven­to ha lan­ci­a­to due pro­poste con cui l’am­min­is­trazione comu­nale dovrà con­frontar­si: aprire a Riva un cen­tro inter­nazionale di stu­di dialet­tali, par­tendo dal mate­ri­ale del pre­mio Flo­ri­ani e dal grup­po di ami­ci, appas­sion­ati e stu­diosi che vi si muove intorno; ed un con­veg­no sui sis­te­mi lin­guis­ti­ci «minori» di cui ormai s’avverte il bisog­no nelle di tut­to il mondo.

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