Si è concluso con un caloroso applauso del pubblico il concerto di ieri sera in piazza a Castiglione, ad apertura del Mantova Jazz Festival.

Folla e applausi in piazza per il concerto dei Cubanismo

Di Luca Delpozzo
Elia Botturi Elia Botturi

Si è con­clu­so con un caloroso applau­so del pub­bli­co il con­cer­to di ieri sera in piaz­za a Cas­tiglione, ad aper­tu­ra del Man­to­va Jazz Fes­ti­val. Sul pal­cosceni­co il grup­po ‘Cuban­is­mo’, ossia quat­tordi­ci ele­men­ti gui­dati dal grande Jesùs Ale­many, gio­vane e bril­lante trom­bet­tista: l’orches­tra è reduce da suc­ces­si inter­nazion­ali di rilie­vo, nei jazz fes­ti­val di New Orleans, Lon­dra, Lugano e Mon­tre­al. E ieri sera ha fat­to bal­lare una piaz­za gremi­ta a rit­mo di rumba.Nel 1996 la band ha pub­bli­ca­to l’omon­i­mo album ‘Cuban­is­mo’, che è entra­to nel­la top ten del­la clas­si­fi­ca di sal­sa. Ieri, con un pro­gram­ma ric­co e movi­men­ta­to, il grup­po ha coin­volto gli spet­ta­tori cas­tiglione­si nei travol­gen­ti rit­mi cubani, con musiche come la rum­ba, il cha-cha-cha, il son, e le meno conosciute dan­zon e pàca rhytms. Tutte can­zoni com­poste ed arran­giate con grande forza espres­si­va dal­la band di Ale­many: sono ese­gui­te attra­ver­so la tradizionale ‘descar­ga’ svilup­pa­ta dai musicisti cubani di jazz degli anni Quar­an­ta. Il grup­po, oltre ad avere un cele­bre diret­tore, può vantare la pre­sen­za di Tata Gines, rino­ma­to suona­tore di con­ga, di Alfre­do Rodriguez, uno dei migliori pianisti ‘lati­ni’, e di altre star del fir­ma­men­to musi­cale di Cuba. Pro­prio l’iso­la caraibi­ca è sta­ta l’ispi­ra­trice del­la ser­a­ta inau­gu­rale cas­tiglionese del Man­to­va Jazz Fes­ti­val: ‘Cuban­is­mo’, come sug­gerisce il nome, ha prodot­to rit­mi e suoni esclu­si­va­mente del­la tradizione cubana, da non con­fondere con il genere conosci­u­to con la denom­i­nazione di Latin jazz. L’orches­tra ha cel­e­bra­to l’im­por­tan­za del­la musi­ca e delle danze del­l’iso­la caraibi­ca, in modo par­ti­co­lare il son, nato alla fine del­l’Ot­to­cen­to, orig­ine di un genere che ha oggi diverse sfac­cettature a sec­on­da del­l’ap­pro­do geografi­co: si va quin­di dal souk­ous del­l’Africa alla sal­sa di New York. L’a­bil­ità del grup­po, il rit­mo delle musiche e la sen­su­al­ità delle danze han­no cre­ato un’at­mos­fera molto cal­da e gioiosa in piaz­za, dove il folto pub­bli­co pre­sente non ha potu­to fare a meno di accom­pa­gnare le note cubane con il bat­ti­to delle mani e il movi­men­to del corpo.Dopo la ser­a­ta inau­gu­rale, ques­ta sera alle 21.30 in piaz­za Castel­lo il Man­to­va Jazz Fes­ti­val appro­da in cit­tà con Zawinul.