Il primo progetto riguarda una serie di lavori di salvaguardia della chiesetta di Sant’Anna della Rocca. Terme e «Comunità bresciana» per gli interventi sul territorio

Fondi per salvare Sirmione

14/10/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

L’undices­i­mo fon­do cos­ti­tu­ito dal­la Fon­dazione Comu­nità Bres­ciana inter­esserà il ter­ri­to­rio di Sirmione. In par­ti­co­lare il prog­et­to di risana­men­to del­la chieset­ta di San­t’An­na del­la Roc­ca, sit­u­a­ta all’in­gres­so di piaz­za Castel­lo. E’ ques­ta la pri­ma inizia­ti­va del neona­to fon­do che ha come part­ner la Soci­età Terme la quale ha già stanzi­a­to una dotazione iniziale di 50 mila euro ai quali si sono aggiun­ti già 9 mila euro rac­colti gra­zie anche all’in­ter­ven­to delle asso­ci­azioni Alber­ga­tori e Com­mer­cianti. Entro fine anno, spera mons. Eveli­no Dal Bon, par­ro­co di S.Maria del­la Neve da cui dipende la chieset­ta, i lavori di restau­ro e di con­sol­i­da­men­to dovreb­bero pot­er finire. Al più tar­di entro i pri­mi mesi del 2005, sal­vo intop­pi. Ma la notizia del giorno è appun­to quel­la del­la nasci­ta del fon­do ter­ri­to­ri­ale «che per­me­t­terà — ha det­to il pres­i­dente delle Terme, Fil­ip­po Fer­né — di indi­vid­uare quelle pri­or­ità di inter­ven­ti così da canal­iz­zare le risorse finanziarie e gli impeg­ni di altri inter­locu­tori». Dopo l’in­ter­ven­to del pres­i­dente del­la Fon­dazione Comu­nità Bres­ciana, Gia­co­mo Gnut­ti, è sta­to il suo “vice” Felice Scalvi­ni a sot­to­lin­eare «l’o­rig­i­nal­ità di questo fon­do locale che com­prende una sezione pat­ri­mo­ni­ale, le cui ren­dite si strat­i­ficher­an­no in pre­vi­sione di inizia­tive di util­ità sociale, ed una sezione cor­rente final­iz­za­ta a sostenere speci­fi­ci prog­et­ti». Come quel­lo del restau­ro del­la chiesa sirmionese. A lato di questo notev­ole e lode­v­ole impeg­no, va det­to che da agos­to ad oggi si è reg­is­tra­to una vas­ta mobil­i­tazione a Sirmione con la cam­pagna bat­tez­za­ta «Un euro, un grande dono» che, alla fine come si dice­va, ha per­me­s­so di met­tere nel sal­vadanaio oltre 9 mila euro. Il “gri­do di dolore” lan­ci­a­to un anno fa da mons. Dal Bon non è quin­di rimas­to inascolta­to. E si deve al sac­er­dote se è rius­ci­to ad indi­vid­uare e coin­vol­gere i giusti part­ner. O meglio quel­li più sen­si­bili, come la soci­età Terme che cer­ta­mente non è nuo­va a queste azioni nei con­fron­ti del­la sua cit­tà. Ma è gius­to guardare anche oltre. La Comu­nità Bres­ciana ha, infat­ti, avvi­a­to undi­ci fon­di con quel­lo di Sirmione. In tre anni ha esam­i­na­to ben 1065 prog­et­ti, dei quali 340 han­no rice­vu­to un finanzi­a­men­to. Le erogazioni delib­er­ate sono state di qua­si 4 mil­ioni e 350 mila euro. Anco­ra più sig­ni­fica­ti­va l’at­tiv­ità di rac­col­ta dal gen­naio 2002 ad ieri. Il val­ore del pat­ri­mo­nio dona­to e del fon­do di riva­l­u­tazione è pari a 2.273.877 euro con un pat­ri­mo­nio net­to che sfio­ra i 10 mil­ioni di euro. Insom­ma, il pres­i­dente Gia­co­mo Gnut­ti ha saputo sicu­ra­mente, assieme al suo staff, imprimere una decisa accel­er­azione al fon­do bres­ciano. Non è del­l’ul­ti­ma ora, inoltre, il suo amore per Sirmione, per­ché suo padre, l’indi­men­ti­ca­to cav­a­liere Fran­co Gnut­ti scom­par­so pochi mesi fa, ha las­ci­a­to un seg­no indelebile nel­la sto­ria e nel­la cresci­ta delle Terme e del­la stes­sa Sirmione. Alla pre­sen­tazione del­l’inizia­ti­va, svoltasi al , han­no pre­sen­zi­a­to inoltre il sin­da­co Mau­r­izio Fer­rari, gli asses­sori Luisa Lavel­li e Gior­dano Sig­nori, quin­di Mario Arduino, i par­ro­ci del­la cit­tad­i­na e i pres­i­den­ti degli alber­ga­tori e dei com­mer­cianti.

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