Il restauro delle «vasche» inaugurato ieri con una coreografia dei tempi andati

Fontanone doc con le brave lavandaie

19/05/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Arco

L’af­fol­la­ta inau­gu­razione di ieri pomerig­gio del restau­ra­to anti­co fontanone di Stran­forio, è avvenu­ta con una core­ografia risalente agli inizi del sec­o­lo. L’ap­prez­za­to tuffo nel pas­sato, ideato dal­l’asses­sore alla cul­tura, Rug­gero Moran­di, ha mostra­to uno spac­ca­to di vita d’al­tri tem­pi. Allo­ra nel rione l’ac­qua arriva­va solo al fontanone, sud­di­vi­so in due vasche, che rap­p­re­sen­ta­va il pun­to d’in­con­tro delle varie realtà locali. Una vas­ca ser­vi­va per abbev­er­are muc­che, buoi e cav­al­li dei numerosi con­ta­di­ni del­la zona. L’al­tra, assai ampia, era un lava­toio fre­quen­ta­to dalle mas­saie di Stran­forio per lavare i pan­ni di casa. Ieri pomerig­gio un grup­pet­to di donne, indos­sati gli abiti delle nonne e bis­nonne con le imman­ca­bili gonne alle calcagna ed il foulard sul capo, han­no ani­ma­to una segui­ta scenet­ta dei tem­pi che fu. Si sono messe attorno al lava­toio a lavare, con i meto­di del pas­sato, sapone e «bruschi­no», numerosi indu­men­ti anch’es­si con­fezionati come quel­li usati dai loro avi. Si trat­ta­va, tra l’al­tro, dei clas­si­ci lunghi mutan­doni fem­minili, orlati di piz­zo, dei cam­i­cioni bianchi da notte e dei «gilet» da lavoro che i con­ta­di­ni indos­sa­vano in ogni sta­gione. Il buca­to è sta­to mes­so ad asci­u­gare sul­l’im­man­ca­bile filo di fer­ro sostenu­to da due canne. Il lava­toio, per tradizione, era il luo­go dep­u­ta­to ai pet­te­golezzi, ani­ma­to dai «si dice» delle mas­saie e le maldicen­ze riguar­da­vano gli abi­tan­ti del rione. La sce­na è sta­ta rispolver­a­ta ieri pomerig­gio e, per l’in­ter­esse riscos­so, l’asses­sore Moran­di è sta­to costret­to a richiedere il bis alle improvvisate comparse.