Tempo di bilanci per lo «Jarno Trulli fan club Garda lake» che raggiunti i cento iscritti sta già lavorando alle iniziative del 2005. Prosegue con successo l’attività benefica promossa nel ricordo di un baby-sostenitore morto a 8 anni

Formula uno, stavolta i campioni sono i fans

30/12/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Nicola Alberti

Lo «Jarno Trul­li fan club Gar­da lake», asso­ci­azione sen­za scopo di lucro con sede a Sirmione in via Colom­bare 114, ha rag­giun­to i cen­to iscrit­ti nel 2004 e con­ta di bis­sare il suc­ces­so l’an­no prossi­mo. Il seg­re­to di un così vas­to numero di ade­sioni lo si deve prob­a­bil­mente allo spir­i­to del sodal­izio che si rispec­chia fedel­mente negli orga­niz­za­tori, per­sone che han­no fat­to del­la gen­erosità uno stile di vita. Sul­la tessera numero uno del club, così come nei cuori degli asso­ciati, c’è scrit­to un nome indelebile. Si trat­ta di Loren­zo Per­olfi, numero uno del club, un bim­bo di otto anni tifoso di Jarno e del­la Fer­rari che se ne anda­to trop­po presto. Ma la sua breve esisten­za è diven­ta­ta un esem­pio di cor­ag­gio. Loren­zo era mala­to, ma ha saputo affrontare con forza le sof­feren­ze legate alla sper­an­za del­la gua­ri­gione, una luce che purtrop­po si è spen­ta lo scor­so anno. Nes­suno dimen­ticherà Loren­zo. Non c’è inizia­ti­va del­lo Jarno Trul­li fan club in cui non ven­ga ricorda­to, non c’è iscrit­to a cui non ven­ga un grop­po alla gola pen­san­do a quel baby-tifoso che ama­va le auto, la Fer­rari e Jarno. Il sor­riso di quel ragazz­i­no che sfog­gia­va con orgoglio il cap­pelli­no del club, auto­grafa­to da Trul­li in per­sona, coc­co­la­to da mam­ma e papà e dal­la sua sorel­li­na, è anco­ra tra i suoi ami­ci, quel­li che tifano Jarno ed han­no un cuore da cam­pi­one. Così come gli «jar­nisti» ave­vano promes­so a mag­gio, i proven­ti delle numerose attiv­ità orga­niz­zate dal club sono andati all’as­so­ci­azione Abeo, una onlus che cer­ca di lenire quel­l’in­fini­to dolore delle famiglie con bim­bi emopati­ci ed onco­pati­ci. Non ser­vono solo gli indis­pens­abili let­ti e le cure con macchi­nari medici avan­za­ti e quin­di tan­to cos­tosi, quan­to preziosi, ma anche sale per i giochi e scuole in cui i bim­bi non si sen­tano soli, così come ser­vono per­sone qual­ifi­cate che sap­pi­ano ascoltare la sof­feren­za di famiglie cor­ag­giose in cui il dolore è il pane quo­tid­i­ano. Lo Jarno Trul­li fan club ha saputo toc­care il cuore di molti non rin­un­cian­do ad un dinamis­mo orga­niz­za­ti­vo che ha por­ta­to gli iscrit­ti a vis­itare la gal­le­ria Fer­rari a Maranel­lo, ad alle­stire in due diverse occa­sioni un pro­prio stand all’in­ter­no del­la fiera di Mon­tichiari, ad essere ospi­ti Rai in con­comi­tan­za con il Gran Pre­mio di Indi­anapo­lis, ad orga­niz­zare le cene sociali e a con­tribuire in maniera preziosa all’alles­ti­men­to di «Arte e Motori», man­i­fes­tazione di suc­ces­so tenu­tasi nel mese di agos­to a Colom­bare. Jarno sa e apprez­za, non dimen­ti­can­dosi di citare il club e Loren­zo davan­ti alle tele­camere o ai tac­cui­ni dei gior­nal­isti, ma, per una vol­ta, è gius­to ricor­dare che i veri cam­pi­oni, almeno in gen­erosità, sono pro­prio loro: gli «jar­nisti sirmionesi».