Alla fine, quando ormai mezzo uditorio si era alzato in piedi per tornarsene a casa amareggiato, il primo cittadino di Riva Cesare Malossini ha finalmente dato la risposta che tutta la platea attendeva fin dal principio.

Forse ad un svolta il caso Pasina

01/03/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Claudio Chiarini

Alla fine, quan­do ormai mez­zo udi­to­rio si era alza­to in pie­di per tornarsene a casa amareg­gia­to, il pri­mo cit­tadi­no di Riva Cesare Mal­ossi­ni ha final­mente dato la rispos­ta che tut­ta la platea, oltre cen­to per­sone, atten­de­va fin dal prin­ci­pio: “In set­ti­mana riu­nirò la giun­ta per rivedere l’or­di­nan­za del mio pre­de­ces­sore”, il che sig­nifi­ca in sostan­za ricer­care la pos­si­bil­ità di tornare alla via­bil­ità Pasi­na prece­dente al ’95. Cinque anni fa per “alleg­gerire” il flus­so veico­lare pesante su viale Tren­to e di con­seguen­za su viale Rovere­to, vis­to lo sposta­men­to del­l’in­gres­so delle Cartiere del Car­da a nord, l’ex sin­da­co Clau­dio Moli­nari fir­mò l’or­di­nan­za di divi­eto al traf­fi­co pesante dal biv­io delle Gra­zie sul­la statale 45 bis. Risul­ta­to una soluzione “provvi­so­ria” per sei mesi, fu det­to, che dura da cinque anni. Di questo i cen­si­ti res­i­den­ti al Varone (trem­i­la) chiede­vano lumi alla giun­ta lunedì sera al cen­tro del Per­none. Una riu­nione-dibat­ti­to volu­ta dal Grup­po Inizia­tive Varone del pres­i­dente Gian­ni Zanol­li e sostenu­ta dai con­siglieri res­i­den­ti alla Pasi­na: Vig­ilie Bono­ra, Pietro Bertol­di, Giuseppe Ravanel­li e Ivo Gen­tili­ni. Dal­l’al­tra parte il sin­da­co Mal­ossi­ni, il vicesin­da­co Mat­teot­ti, e tut­ti gli asses­sori del­la squadra rivana. Uno spie­ga­men­to di forze notev­ole che però di fronte alle bor­date dei cit­ta­di­ni esasperati, non ha ret­to a lun­go. Un’assem­blea dai toni acce­si ma cor­ret­ti, almeno fino a quan­do un’us­ci­ta di Andreozzi ha scate­na­to la rispos­ta sec­ca­ta di Bono­ra e gli applausi del­la platea. Applausi che si sono mer­i­tati anche Munari e Ravanel­li, men­tre gli inter­ven­ti degli altri sono rimasti trop­po sul “politich­ese”, tan­to che ad un cer­to pun­to l’Ing. Lui­gi Zanoni, mod­er­a­tore, ha dovu­to “tradurre” una rispos­ta di Mosan­er. L’am­min­is­trazione ha cer­ca­to di spie­gare che via Pasi­na è di pro­pri­età del­la Provin­cia, che per inter­venire bisogna adeguar­si alla buro­crazia, che con le buone si ottiene tut­to, che il mar­ci­apiede potrebbe essere real­iz­za­to in sei mesi, che le paven­tate tele­camere inibireb­bero la veloc­ità, che i vig­ili o l’au­tovelox tara­to ai 30 all’o­ra servireb­bero. Insom­ma, la buona volon­tà non man­ca. Ma ai res­i­den­ti questo non bas­ta e lo han­no fat­to capire a chiare let­tere: “Togli­ete il traf­fi­co pesante da lì” è sta­to det­to, così non si vive più. Il resto sono solo chi­ac­chiere. Una matas­sa dif­fi­cile per la giun­ta, che comunque ha dimostra­to con la sua pre­sen­za di vol­er risol­vere il prob­le­ma, lega­to sicu­ra­mente alla real­iz­zazione del­la Comai-bis. La gente però delle lun­gag­gi­ni buro-cratiche è stu­fa, e qual­cuno è anche anda­to dal pri­mo cit­tadi­no di Arco a chiedere lumi sul divi­eto: “Riguar­da solo Riva — ha rispos­to Verone­si — noi non l’ab­bi­amo cer­to messo”.