Il passato di Nago-Torbole rivela progetti e storie rivisitate e valorizzate dagli storici locali

Fortezze, capre e trenini

22/07/2000 in Storia
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Di Luca Delpozzo
r.s.

Le for­ti­fi­cazioni tedesche del­la sec­on­da guer­ra mon­di­ale, le umili capre come fon­da­men­tale risor­sa eco­nom­i­ca del pas­sato, e anche del­l’al­tro anco­ra. Sono i prin­ci­pali argo­men­ti dell’ ulti­mo numero del­la Giuris­dizione di Pénede, il 14º quader­no del­la serie edi­ta dal Grup­po Cul­tur­ale di Nago-Tor­bole. È l’ingeg­n­er Gior­gio Coc­concel­li che si occu­pa delle opere di dife­sa nel­l’Al­to Gar­da. Parte del­la Blaue Lin­ie, costru­i­ta per ordine di Hitler nel’44.E si trat­ta di quel­la serie di postazioni e di rifu­gi anti­aerei, cam­mi­na­men­ti, in parte riu­ti­liz­zan­do quan­to rimane anco­ra delle linee difen­sive costru­ite nel­la prece­dente grande guer­ra, e di cui sono rimaste tut­to­ra trac­ce evi­den­ti lun­go tut­ta la spon­da nord del . Fer­di­nan­do Mar­tinel­li, invece si occu­pa del­la sto­ria di un prog­et­to mai real­iz­za­to: quel­lo del­la fer­rovia garde­sana. Dove­va con­giun­gere Verona a Riva. Se ne com­in­ciò a dis­cutere a fine sec­o­lo scor­so e anche la si prog­et­tò, ma non se ne fece mai nul­la per motivi politi­ci. C’era allo­ra anco­ra un con­fine di mez­zo fra Trenti­no e Italia. Par­ti­co­lar­mente inter­es­sante e al tem­po stes­so curiosa la ricostruzione stor­i­ca del­l’e­popea del­la capra. L’ha scrit­ta Gio­van­ni Berti e ricor­da con dovizia di par­ti­co­lari, ben noti agli anziani, di quan­do l’an­i­male abbon­da­va a Tor­bole ma soprat­tut­to a Nago. Un ani­male che meriterebbe un mon­u­men­to, sec­on­do chi ha vis­su­to in quei tem­pi e ben sa, quan­to esso sia sta­to fon­da­men­tale, spes­so uni­ca risor­sa per tante famiglie dis­agiate. A pre­scindere dal­la sua fama d’an­i­male dan­noso alla veg­e­tazione. Ci sono anche pagine ded­i­cate ai ricor­di: quel­li (tan­ti) di Elfriede (aus­tri­a­ca con ascen­den­ze tor­bolane) e di Gia­co­mo Nones. Ricor­di, quel­li di Nones, che rie­vo­cano la figu­ra del padre, mae­stro di gen­er­azioni di sco­lari. Con­cludono i ritrova­men­ti arche­o­logi­ci di fram­men­ti di vasel­lame, di Tul­lio Pasquali, e il restau­ro del­la chiesa di S. Andrea, di Aldo Miorelli.

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