Palacongressi chiede stanze per oltre 2000 uomini in divisa e irrita gli albergatori

Forze di polizia al posto dei turisti? No grazie

15/06/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

A set­tem­bre, per il sum­mit dei min­istri degli esteri, giunger­an­no a Riva oltre 2000 uomi­ni delle . Dove ospitare questo pic­co­lo eserci­to? Pala­con­gres­si ha invi­a­to agli alber­ga­tori una let­tera chieden­do loro di met­tere a dis­po­sizione le pro­prie camere dal pri­mo all’8 set­tem­bre, ma ha impos­to tut­ti i prezzi, fis­sato gli orari d’aper­tu­ra delle cucine e sta­bil­i­ti anche le modal­ità di paga­men­to. Gli oper­a­tori non han­no affat­to gra­di­to: molti han­no ces­ti­na­to l’in­vi­to, altri han­no rispos­to stizziti.La richi­es­ta è scrit­ta su car­ta intes­ta­ta di Pala­con­gres­si, ma è for­mu­la­ta da un’a­gen­zia tur­is­ti­ca rivana che, come si legge, «è sta­ta incar­i­ca­ta dal­la Ques­tu­ra di Tren­to di reperire un grosso con­tin­gente di stanze per ospitare le forze del­l’or­dine pre­sen­ti a Riva in occa­sione del ver­tice». Le reazioni alla let­tera con­fer­mano ciò che già era chiaro: ai rivani, alber­ga­tori e com­mer­cianti com­pre­si, l’idea del sum­mit non piace affat­to. Innanz­i­tut­to non han­no gra­di­to che la deci­sione di ospitare il con­veg­no sia sta­ta pre­sa sen­za la min­i­ma con­sul­tazione con i rap­p­re­sen­tan­ti delle realtà tur­is­tiche ed eco­nomiche del­la zona. Tut­ti guardano con pre­oc­cu­pazione ad un avven­i­men­to su cui le notizie sono poche, non uffi­ciali e tut­t’al­tro che tran­quil­liz­zan­ti e nes­suno, pur sforzan­dosi, riesce ad intuire quali pos­sano essere i van­tag­gi derivan­ti dal­l’ospitare un avven­i­men­to sim­i­le che, pur sen­za allarmis­mi, promette una cit­tà blin­da­ta per giorni e dis­a­gi per tut­ti, res­i­den­ti o tur­isti che siano. E ora arri­va anche ques­ta “strana” richi­es­ta che fis­sa il prez­zo per per­sona in 27 euro al giorno per bed & break­fast, in 12 euro il pas­to, in 5 euro l’even­tuale sup­ple­men­to per una sin­go­la e via così con una serie di altri rigi­di palet­ti. «Con Pala­con­gres­si ho sem­pre lavo­ra­to bene — spie­ga un alber­ga­tore che, anche per questo, preferisce non esporsi — ma ques­ta let­tera è a dir poco assur­da, sia nei con­tenu­ti che nei meto­di». Ma non si trat­ta di malu­mori iso­lati. «Han­no scel­to di far venire i min­istri a Riva? — si chiede un altro alber­ga­tore — Ci han­no forse chiesto un parere? No, ci han­no mes­si di fronte al fat­to com­pi­u­to. Evi­den­te­mente ave­vano fat­to i loro cal­coli, ma era­no tut­ti sbagliati. E ora dovrem­mo essere noi a pagare, a man­dar via la nos­tra clien­tela, in molti casi affezion­a­ta, per venire incon­tro a chi s’è accor­to solo adesso che esis­ti­amo?» Parole che si riferiscono sen­za dub­bio ad un pas­sag­gio del­la mis­si­va che anziché tran­quil­liz­zare, ha irri­ta­to non poco gli oper­a­tori: «Immag­ini­amo — si legge — le dif­fi­coltà che gli alberghi pos­sono avere nel lib­er­are stanze già prece­den­te­mente offerte ad altri oper­a­tori e/o cli­en­ti pri­vati. A tal fine, ci ren­di­amo disponi­bili a sup­port­are le strut­ture alberghiere nel­la stesura di un even­tuale doc­u­men­to da inviare ai rispet­tivi cli­en­ti nel quale si illus­tr­erà l’even­to che Riva del Gar­da si appres­ta ad ospitare e la neces­sità del­l’or­ga­niz­zazione di reperire un numero eccezionale di stanze per far fronte al meglio a tut­ti gli aspet­ti orga­niz­za­tivi». Elo­quente il com­men­to di un oper­a­tore: «Ma questi dove vivono?»

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