Gli impianti attivi nella nostra provincia portano Brescia ad essere in testa, per potenza prodotta, alle altre zone della Lombardia da Milano a Como

Fotovoltaico. Garda al top

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Di Luca Delpozzo
N.S.

Il sole scal­da più sul Gar­da che a Napoli. Sem­bra un para­dos­so ma in fat­to di ener­gia foto­voltaica Bres­cia è la provin­cia ital­iana che van­ta il mag­gior numero di impianti attivi: cen­tot­tan­ta­quat­tro, per la pre­ci­sione, in gra­do di svilup­pare com­p­lessi­va­mente attorno ai 1500 chilowat­to­ra. Una quan­tità pari al 38% del poten­ziale del­la Lom­bar­dia che con sei­cen­to strut­ture foto­voltaiche oper­a­tive e 4 mila chilowat­to­ra si pone ai ver­ti­ci del­la grad­u­a­to­ria nazionale. LA SICILIA con­ta 146 impianti che pro­ducono soltan­to 897 chilowat­to­ra. La sola Desen­zano, con i suoi 12 “pac­chet­ti” di pan­nel­li foto­voltaici pari a 114,5 kwh, vale qua­si un ter­zo del­l’en­er­gia solare prodot­ta nel­l’in­tera Cal­abria dove il con­trib­u­to com­p­lessi­vo dei 41 impianti cer­ti­fi­cati si fer­ma a 354 kwh. Maglia nera nazionale l’as­so­la­ta Sardeg­na dove la risor­sa sole svilup­pa la mis­e­ria di 354 kwh attra­ver­so 69 strut­ture di cap­tazione. Bres­cia è comunque un pas­so avan­ti anche rispet­to alle altre province lom­barde: si fer­ma a 81 impianti, segui­ta da Como e Lec­co con 41. IN CODA SONDRIO con 10 e Lec­co con 7. Il 30 per cen­to degli impianti foto­voltaici del­la provin­cia si con­cen­tra sul Gar­da: alle spalle di Desen­zano, la cit­tà più riscal­da­ta dal sole ci sono Salò, ma anche pic­coli cen­tri come Padenghe e Poz­zolen­go. Nel­l’e­len­co dei pae­si che si sono con­ver­ti­ti al foto­voltaico spic­cano per rap­por­to fra abi­tan­ti e impianti, Berlin­go, Maleg­no e Cal­vagese come sor­prende l’assen­za di Comu­ni impor­tan­ti come Orz­in­uovi e Ghe­di. C’E PANNELLO E PANNELLO. Bisogna subito pre­cis­are una cosa: pan­nel­li solari e cel­lule foto­voltaiche, a base di sili­cio le più comu­ni, non sono la stes­sa cosa. I pri­mi pro­ducono calore che viene imp­ie­ga­to per il riscal­da­men­to del­l’ac­qua per usi domes­ti­ci. Le cel­lule, invece, pro­ducono ener­gia non accu­mu­la­bile se non per mez­zo di bat­terie. La con­ve­nien­za del foto­voltaico sta nel­la pos­si­bil­ità di vendere l’en­er­gia prodot­ta in ecces­so rispet­to al fab­bisog­no del­la casa. IL BUSINESS. Il cres­cente inter­esse per il foto­voltaico nel Bres­ciano è deter­mi­na­to da diver­si fat­tori. «Innanzi tut­to — spie­ga Giambat­tista Gob­bi con­sulente del­la soci­età di ricerche delle fonti rin­nov­abili Sol­Gem -, pesa la cres­cente coscien­za ambi­en­tale del­la gente che si è man­i­fes­ta­ta anche nel­la mobil­i­tazione con­tro le cen­trali a tur­bo­gas inserite, sen­za alcun fon­da­men­to sci­en­tifi­co, fra le fonti rin­nov­abili con­sid­er­a­to che il metano non è un prodot­to eter­no. Anche la deci­sione del Gov­er­no di inserire incen­tivi speci­fi­ci per chi decide di pro­durre ener­gia puli­ta ha dato una spin­ta impor­tante in una provin­cia già di per se stes­so stori­ca­mente atten­ta al prob­le­ma». AFFARI ECOLOGICI. I van­tag­gi del foto­voltaico sono evi­den­ti: si può instal­lare ovunque ci sia luce solare anche se la resa dipende molto dalle con­dizioni ambi­en­tali. Per questo moti­vo è buona nor­ma affi­dar­si a ditte spe­cial­iz­zate anche per­chè il con­trib­u­to statale prevede appun­to la cer­ti­fi­cazione del­l’impianto da parte di tec­ni­ci iscrit­ti all’al­bo. Per chi abi­ta in una zona poco soleg­gia­ta o in mon­tagna diven­ta indis­pens­abile un prog­et­to di fat­tibil­ità che stu­di l’an­go­lo di irra­gia­men­to solore del­la casa in modo da posizionare al meglio le cel­lule cat­tura sole. Ma anche la posizione geografi­ca del­l’impianto è diven­ta­ta un det­taglio se si guardano ai 7 impianti foto­voltaici attivi a Maleg­no o ai 14, 984 kwh prodot­ti a Dar­fo. L’OSTACOLO BUROCRAZIA. Tut­to facile allo­ra? Nem­meno per sog­no. L’en­er­gia solare da te ha un grande nemi­co: la buro­crazia. Anche per chi è arma­to di buone inten­zioni e con in tas­ca un prog­et­to vali­do, l’iter ammin­is­tra­ti­vo sem­bra fat­to appos­ta per scor­ag­gia­re l’au­tono­mia ener­get­i­ca. I doc­u­men­ti da pre­sentare al Gse per ottenere l’in­cen­ti­vazione sono tan­ti e com­p­lessi. Di soli­to del­la doman­da se ne occu­pano diret­ta­mente le ditte instal­la­tri­ci che in questo modo cer­ti­f­i­cano anche la loro affid­abil­ità. FINANZIAMENTI. Anche i mutui rive­stono un aspet­to fon­da­men­tale per le famiglie che si affi­dano al foto­voltaico. L’in­ves­ti­men­to domes­ti­co si aggi­ra dai 20 ai 30 mila euro. Gli impianti stan­dard con­nes­si alla rete costano in media dai 5.500 ai 7 mila euro per chilowat­to­ra di poten­za. Ci sono banche che sot­to­scrit­to con­ven­zioni speci­fiche con il gestore per cui incam­er­a­no diret­ta­mente il con­trib­u­to offren­do al cliente con­dizioni di mutuo agevola­to. L’ULTIMA FRONTIERA. Dal­la casa ai capan­noni zootec­ni­ci il pas­so è sta­to davvero breve per gli impianti foto­voltaici. Nel Bres­ciano, una provin­cia ad alta den­sità di all­e­va­men­ti si stan­no svilup­pan­do forme di accor­do fra soci­età pri­vate e impren­di­tori agri­coli per l’in­stal­lazione attra­ver­so con­sorzi di cel­lule foto­voltaiche su capan­noni avi­coli e suini­coli. L’in­ves­ti­men­to è qua­si sem­pre intera­mente a cari­co delle soci­età di trad­ing elet­tri­co che oltre a fornire ener­gia gra­tui­ta garan­ti­ran­no agli all­e­va­tori una per­centuale sug­li utili derivan­ti dal­la ven­di­ta dei khw prodotti.

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