Si scatena un nubifragio e una valanga di terra si abbatte sul piazzale dell’hotel «Panorama»: nessuna vittima. La «Gardesana» è transitabile, a rischio la distribuzione dell’acqua.

Frana sul parcheggio, sepolte dieci auto

20/07/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Di nuo­vo sfio­ra­ta la trage­dia sul­la 45 bis. E’ bas­ta­to un acquaz­zone di vio­len­ta inten­sità a provo­care grossi guai. Dalle pareti sopra Limone, l’al­tra notte, sono scivolati a valle 12–13 mila metri cubi di ter­ric­cio e sab­bia. Metà trat­tenu­ti dalle bar­riere (i così det­ti «ombrel­li») costru­ite in questi anni, metà sce­si fino a lam­bire la stra­da statale. Han­no sepolto una deci­na di auto­mo­bili parcheg­giate nel piaz­za­le del­l’ho­tel «Panora­ma». Anco­ra pochi metri, e sarebbe sta­ta invasa la car­reg­gia­ta del­la «». Alle «Limon­aie», un cen­tro vacanze con numerosi appar­ta­men­ti, briv­i­do per un paio di tur­isti stranieri. I detri­ti han­no por­ta­to via il ter­razz­i­no del­l’ap­par­ta­men­to in cui sog­gior­na­vano. In un pri­mo tem­po sem­bra­va che i pom­pieri volessero emet­tere un’or­di­nan­za di sgombero. Poi il pro­pri­etario, Alessan­dro Chincheri­ni, è rius­ci­to a con­vin­cer­li che si trat­ta di un dan­no lim­i­ta­to, e non esiste­vano ulte­ri­ori prob­le­mi. Ma l’e­mer­gen­za non era fini­ta. Due frane, nel­la valle del Sin­gol, cadute a dis­tan­za di 10 ore una dal­l’al­tra nel tor­rente San Gio­van­ni, han­no imped­i­to l’af­flus­so di acqua nel ser­ba­toio che ali­men­ta la rete idri­ca del­l’in­tero paese. Col ris­chio che la popo­lazione e le migli­a­ia di tur­isti rimanessero coi rubi­net­ti a sec­co. Il sin­da­co Gian Bat­tista Mar­tinel­li e gli operai sta­vano facen­do la spo­la, dalle tre di notte. Han­no lavo­ra­to in molti, ieri: i Volon­tari del luo­go, i vig­ili del fuo­co di Salò e di Bres­cia, gli uomi­ni del­l’Anas, gui­dati da Ren­zo Cam­pani, la polizia munic­i­pale, i camion­isti del­la dit­ta Girar­di, che han­no effet­tua­to numerosi viag­gi per rac­cogliere il mate­ri­ale e trasportar­lo in una dis­car­i­ca. A Limone è com­in­ci­a­to a pio­vere intorno alle 21, a inter­mit­ten­za. Dopo mez­zan­otte si è scate­na­to un aut­en­ti­co nubifra­gio. E la mon­tagna ha com­in­ci­a­to a franare. «Abbi­amo chiam­a­to i cli­en­ti nelle loro stanze, invi­tan­doli a spostare in fret­ta le auto­mo­bili — spie­ga Fabi­ano Fava, diret­tore del­l’ho­tel Panora­ma -. Qual­cuno è sce­so, e ha sgomber­a­to. Altri, forse frain­ten­den­do la tele­fona­ta, sono rimasti a dormire». In pochi minu­ti il dis­as­tro. Sul­la 45 bis, soltan­to un po’ di fanghiglia, subito tol­ta. Tan­to che il traf­fi­co non ha subito inter­ruzioni. Ma avrebbe potu­to andare molto peg­gio. Le auto­mo­bili sepolte (Ford Scor­pio, Opel Astra, Audi, Mer­cedes, Bmw, un fur­gon­ci­no Volk­swa­gen) appartenevano tutte a cli­en­ti tedeschi e bel­gi. Un’Al­fa Romeo era invece di Alessan­dro Bon, un trenti­no del­la Val di Non, cuo­co del­l’al­ber­go: ha prova­to a saltar den­tro, ma non c’è rius­ci­to. Si pen­sa­va che un ragaz­zo e una ragaz­za dormis­sero nel fur­gon­ci­no, così i pri­mi soc­cor­ri­tori han­no rot­to il vetro, tiran­do un sospiro di sol­lie­vo. Un paio di auto­mo­bili sono state recu­per­ate all’al­ba, le altre sette-otto nel cor­so del­la gior­na­ta. Il «Panora­ma», come del resto lo «Splen­did», «La Per­go­la» e «Le Palme», appar­tiene a una soci­età for­ma­ta da quat­tro fratel­li Risat­ti, due maschi e due fem­mine, imparentati con Franceschi­no «Chic­co» del Roy­al Impe­r­i­al, pres­i­dente del Con­sorzio Riv­iera dei limoni. «Il parcheg­gio è assi­cu­ra­to — pros­egue Fava -. Ora se la vedran­no le com­pag­nie. Da parte nos­tra abbi­amo garan­ti­to ogni assis­ten­za ai cli­en­ti: il trasporto all’aero­por­to o alla stazione fer­roviaria, il per­not­ta­men­to gra­tu­ito per chi avrebbe dovu­to par­tire già in mat­ti­na­ta, i con­tat­ti tele­foni­ci o via fax. Purtrop­po vivi­amo sem­pre in sta­to di affan­no. L’ingeg­n­er Coz­za­glio, quan­do prog­et­tò la Garde­sana, disse: non toc­catela, effet­tuate solo manuten­zioni e rim­boschi­men­to. Adesso vedo che, in alcu­ni trat­ti, tagliano le piante per met­tere le reti. Non mi sem­bra il caso». Chiarisce Gian Bat­tista Mar­tinel­li, il pri­mo cit­tadi­no limonese: «Il comune e il Genio civile han­no mes­so in cam­po un mil­iar­do e mez­zo per Capo Reamol, facen­do col­lo­care una serie di bar­riere, brevet­tate da un’im­pre­sa trenti­na (ven­gono uti­liz­za­ti anche sulle piste di sci, per fer­mare le slavine, ndr). Nel canalone sopra il Panora­ma, ave­va­mo pre­vis­to invece un inter­ven­to con la spe­sa di un mil­iar­do e 300 mil­ioni. Ma non c’er­a­no tut­ti i sol­di, per cui abbi­amo potu­to costru­ire le bar­riere fino a tre quar­ti. La frana è par­ti­ta dal­la parte supe­ri­ore». Sta­mane arriver­an­no i tec­ni­ci del Genio civile per val­utare la situ­azione e decidere il da far­si. Il sin­da­co non ha mol­ta voglia di par­lare. Lo incon­tri­amo all’us­ci­ta del munici­pio. Deve recar­si in fret­ta nel­la zona del ser­ba­toio. «Due smot­ta­men­ti, uno di notte e l’al­tro nel pomerig­gio, han­no intor­bid­i­to l’ac­qua del tor­rente San Gio­van­ni, nel­la valle del Sin­gol, sul monte, a sud del paese — dice Mar­tinel­li -. L’at­trez­zatu­ra per la pota­bi­liz­zazione è bloc­ca­ta e, al momen­to, nel ser­ba­toio non entra più nul­la. Spe­ri­amo che la situ­azione si nor­mal­izzi in fret­ta, altri­men­ti rischi­amo di ritrovar­ci con i rubi­net­ti sec­chi. Limone ha bisog­no di 60 litri di acqua al sec­on­do». Sem­bra qua­si che il ter­ri­to­rio voglia ven­di­car­si degli sfre­gi subiti nel tem­po. I geolo­gi definis­cono la parete sopras­tante Limone un conoide di deiezione che, ogni tan­to, ha bisog­no di scari­car­si. L’in­cen­dio del­la pri­mav­era ’97 e la frana dei giorni suc­ces­sivi, sia lì (un paio di chilometri a nord del paese) che a Capo Reamol (anco­ra più avan­ti, ver­so Riva), ave­vano costret­to a effet­tuare una serie di inter­ven­ti, non anco­ra com­ple­tati. Nes­sun prob­le­ma, invece, per la Garde­sana, intera­mente tran­sitabile da Gargnano a Riva, vis­to che anche i lavori a For­bisi­cle e Nanzel sono sta­ti ultimati.

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