4000 visitatori per la mostra sul Lorenzi, che sarà prorogata fino al 2 marzo

Franvesco Lorenzi — Un allievo di Tiepolo

10/01/2003 in Cultura
Di Luca Delpozzo

La figu­ra del Loren­zi, poliedri­co artista del ‘700, piace al pub­bli­co che ha pre­mi­a­to la mostra sull’allievo del Tiepo­lo, orga­niz­za­ta dall’Associazione Via Pos­tu­mia a Vil­la Vecel­li Cavri­ani di Mozze­cane, con un’affluenza di 4000 per­sone, tan­to da indurre gli orga­niz­za­tori a pro­rog­a­re la rasseg­na fino al prossi­mo due marzo.Secondo uno dei due cura­tori del­la mostra, Ismaele Chig­no­la (l’altro è Enri­co Maria Guz­zo), «la mostra piace per­ché offre la rara oppor­tu­nità di avvic­inare la tec­ni­ca espres­si­va di questo artista, i cui cap­ola­vori sono di dif­fi­cile acces­si­bil­ità: gli affres­chi apparten­gono spes­so a collezioni pri­vate, men­tre gli olii, con­sistono in mag­gio­ran­za pale d’altare di gran­di dimen­sioni, anche supe­ri­ori ai 5 metri».La figu­ra del Loren­zi è asso­lu­ta­mente inusuale per un fres­cante dell’epoca: eclet­ti­co nelle sue lavo­razioni artis­tiche, spazia dall’olio, all’affresco, a raf­fig­u­razioni per testi, al com­pon­i­men­to occa­sion­ale di can­zoni e poe­sie. E’ colto ed eru­di­to (edu­ca­to da pre­cet­tori pri­vati e pub­bli­ci fino a 19 anni, ha appro­fon­di­to in par­ti­co­lare filosofia, teolo­gia, matem­at­i­ca e architet­tura) e orga­niz­za con­feren­ze di sto­ria dell’arte. Fre­quen­ta le numerose accad­e­mie che ani­mano la vita intel­let­tuale dell’epoca. Questo spiegherebbe, la sua fama come fres­cante tra i nobili scaligeri e il suo rap­por­to con Sci­p­i­one Maf­fei: nel­la sola Verona, sono pre­sen­ti tre cicli com­pleti di affres­chi (a Palaz­zo Ver­ità Poeta, a Palaz­zo Giusti e a Palaz­zo For­ti) oltre a numerosi affres­chi un’altra deci­na di palazzi nobil­iari cit­ta­di­ni pri­vati, di enti (Isti­tu­to Pro­vo­lo) e dio­ce­si in (uno è di pro­pri­età del­la dio­ce­si di Verona e si tro­va nel­la Sacres­tia del Duo­mo, un altro è nel Con­ven­to di Clausura delle Serve di Maria). Il Loren­zi ha las­ci­a­to numerose tes­ti­mo­ni­anze anche provin­cia nelle chiese par­roc­chiali (Mozze­cane, San Pietro in Car­i­ano, Pas­tren­go, Fumane, Maz­zure­ga e altre) e nelle ville venete (Vil­la Vecel­li Cavri­ani di Mozze­cane, vil­la La Musel­la a San Mar­ti­no Bonalbergo).Frutto di un impo­nente lavoro di ricer­ca e cat­a­logazione, la rasseg­na pre­sen­ta l’opera omnia del Loren­zi: 16 olii, 4 quadri e 30 pale d’altare, di cui 12 orig­i­nali, il ciclo di affres­chi ripor­ta­to alla luce durante il recente restau­ro del­la Vil­la e 145 pan­nel­li fotografi­ci degli affres­chi che il Loren­zi ha real­iz­za­to nei palazzi nobil­iari di Verona, Vicen­za e Casale Mon­fer­ra­to, di cui almeno una cinquan­ti­na mai esposti al pub­bli­co. Sarà ded­i­ca­ta una sezione anche alle inci­sioni real­iz­zate su dis­eg­no del Loren­zi, che rac­coglie 22 lib­ri, più un paio recan­ti dis­eg­ni del Tiepo­lo e del Bri­da, i due maestri del pit­tore scaligero.