Verso la seconda conferenza con il ministro Maroni: al centro viabilità e cemento, con l’allarme sulle «seconde case camuffate da residence». La Comunità del Garda: «Necessità di sicurezza» Pasotti, per gli albergatori: «Sistemare le vie esistenti»

Frau: «Gardesana senza i Tir per tutto l’anno»

Di Luca Delpozzo
G.M.

È in fase di orga­niz­zazione la sec­on­da «Con­feren­za inter­re­gionale sul­la sicurez­za del Gar­da». Lo ave­va pre­an­nun­ci­a­to a Gar­da, il 31 otto­bre, il min­istro dell’Interno, . E la , ente ter­ri­to­ri­ale inter­re­gionale, gli ha già fat­to per­venire, come ai Prefet­ti, una pro­pos­ta oper­a­ti­va in tema di sicurez­za in acqua.Il pres­i­dente, Aventi­no Frau, ha por­ta­to all’attenzione del dicas­t­ero, però, anche un altro prob­le­ma, che inter­es­sa res­i­den­ti e ospi­ti: il tran­si­to dei Tir sul­la Garde­sana ori­en­tale. «È ormai tem­po», affer­ma, «che, dopo cir­ca 20 anni di divi­eti a singhioz­zo e lim­i­tati ai mesi estivi, si giun­ga all’interdizione per­ma­nente e per tut­to l’anno al tran­si­to dei mezzi pesan­ti lun­go la Garde­sana ori­en­tale, esclu­den­do solo quel­li per cari­co e scari­co e per i res­i­den­ti. È un prob­le­ma di sicurez­za nel­la vera e com­ple­ta accezione del ter­mine: per gli attra­ver­sa­men­ti pedonali, il traf­fi­co, l’inquinamento acus­ti­co e da idro­car­buri, la sta­tic­ità degli edi­fi­ci a ridos­so del­la stra­da ma soprat­tut­to per la tutela ambi­en­tale del lago».Sono decisa­mente tan­ti, trop­pi, i mezzi pesan­ti che quo­tid­i­ana­mente cir­colano lun­go la Garde­sana, sec­on­do una recente indagine svol­ta nel Comune di Nago-Tor­bole dal Servizio strade del­la Provin­cia autono­ma di Tren­to. «E cosa accadrebbe», chiede Frau, «se per un inci­dente un cari­co inquinante o infi­amma­bile cadesse nelle acque del lago, in con­sid­er­azione anche del lentis­si­mo ricam­bio di queste?»A giudizio del­la Comu­nità del Gar­da, che con forza ha chiesto al min­istro Maroni il «divi­eto asso­lu­to ai Tir», questo prob­le­ma non può non essere affronta­to e risolto pro­prio dal «Pat­to per la sicurez­za» che sarà siglato da Maroni e dagli enti bena­cen­si nel cor­so del prossi­mo incontro.Anche il pres­i­dente dell’Ugav (Unione garde­sana alber­ga­tori verone­si), Anto­nio Pasot­ti, nell’assemblea sociale a Castel­let­to di Bren­zone, ave­va toc­ca­to il nodo del­la via­bil­ità. «Tra­mon­ta­ta la Affi- Pai res­ta chiaro che la via­bil­ità di acces­so al com­pren­so­rio garde­sano non è più adegua­ta, va trop­po spes­so in sof­feren­za. Le nos­tre pro­poste riguardano il poten­zi­a­men­to del­la via­bil­ità attra­ver­so col­lega­men­ti stradali più scor­revoli a monte del­la Garde­sana, sis­temazione e ampli­a­men­to di per­cor­si alter­na­tivi esisten­ti con uscite a pet­tine sui cen­tri lacus­tri, una tan­gen­ziale a Bus­solen­go per agevolare il tran­si­to da e per Verona, col­lega­men­ti tra spon­da veronese e bres­ciana, ampli­a­men­to da due a tre cor­sie dell’AutoBrennero».Sulla via­bil­ità, gli alber­ga­tori han­no anche lamen­ta­to, nei con­fron­ti del­la parte polit­i­ca, «parec­chi vizi, su tut­ti quel­lo di non aver aper­to un con­fron­to con la nos­tra cat­e­go­ria per sapere come la pen­sa­vano». Anche per­ché «l’U­gav ave­va chiesto di pren­dere parte al tavo­lo provin­ciale di con­fron­to che dove­va decidere in mate­ria di via­bil­ità». E invece, «da quel tavo­lo, è rimas­ta fuori».Pasotti lan­cia anche un appel­lo con­tro il cemen­to. «Bas­ta res­i­dence e sec­onde case real­iz­zate sot­to le men­tite spoglie di nuovi alberghi». E stop a «nuove costruzioni o spec­u­lazioni edilizie che con­sumano solo il ter­ri­to­rio, sen­za apportare nes­sun van­tag­gio né ai res­i­den­ti né alle comunità».Riferendosi alla lite, anche legale, che tiene in bal­lo al Tar Vene­to il Comune di Tor­ri e la Coop­er­a­ti­va Azzur­ra di Verona che ad Albisano vor­rebbe costru­ire un res­i­dence tur­is­ti­co- alberghiero, ha tuona­to: «Ci auguri­amo che finis­ca presto l’escalation di inves­ti­men­ti spec­u­la­tivi, che non devono più avere pater­nità sul lago di Gar­da. Abbi­amo fin troppe sec­onde case e alberghi».