La Festa dell’Uvamanda il segnale:la qualità vince

Funziona il piano di sicurezza

07/10/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Va in archiv­io con sod­dis­fazione l’edizione numero 78 del­la Fes­ta dell’Uva e del . La man­i­fes­tazione ha reg­is­tra­to un afflus­so di cir­ca 40 mila per­sone: dati estrap­o­lati da cal­coli incro­ciati e dal­la quan­tità di bic­chieri in vetro ven­du­ti nei cinque giorni di kermesse.«Quanto a pre­sen­ze e giro d’affari, siamo in lin­ea con la prece­dente edi­zione», spie­ga l’assessore al tur­is­mo Gabriele Zorzi, annun­cian­do per il prossi­mo anno l’appuntamento dal 2 al 6 otto­bre. Data scelta anche per inglo­bare la ricor­ren­za del­la riu­nifi­cazione delle due Ger­manie, fes­tiv­ità nazionale in ter­ri­to­rio teutonico.«Dopo l’avvio a rilen­to, per con­dizioni meteo avverse, c’è sta­ta un’ottima ripresa nel fine set­ti­mana. Anche nel­la ser­a­ta di lunedì abbi­amo reg­is­tra­to numeri impor­tan­ti a dimostrazione che si trat­ta di un’appendice di grande richi­amo soprat­tut­to per i res­i­den­ti liberi da impeg­ni», sostiene Zorzi che indi­ca nel doppio appun­ta­men­to del saba­to, a vil­la Car­rara con il grup­po Le Ombre e nel­la par­roc­chiale con , la «sin­te­si» del­la festa.Successo anche per il piano di sicurez­za. «Gra­zie alla col­lab­o­razione tra le forze dell’ordine e all’aumento dei vig­ili in cam­po è sta­to attua­ta una disc­re­ta pre­ven­zione e gli orari di chiusura dei chioschi, a parte qualche iniziale incom­pren­sione, sono sta­ti rispet­tati dalle asso­ci­azioni. Dimi­nu­iti di molto i prob­le­mi con la gente ubri­a­ca ed non è vero, a dis­pet­to delle voci, che siano state riti­rate parec­chie paten­ti». Con­fer­mano il coman­dante del­la locale polizia stradale e l’Arma dei . A fare da deter­rente anche la pos­si­bil­ità di mis­urare il tas­so alcol­i­co con l’etilometro a dis­po­sizione in uno stand. In un paio di cir­costanze il 118 ha invece por­ta­to in ospedale due minoren­ni sull’orlo del coma etilico.«Da uno scam­bio d’in­for­mazioni con più di un’associazione», con­clude Zorzi, «è emer­so come rispet­to alle prece­den­ti edi­zioni sia sta­to ven­du­to meno vino e tra le tipolo­gie di Bar­dolino in ven­di­ta è aumen­ta­to quel­lo con mar­chio d’origine con­trol­la­ta e garan­ti­ta, il più cor­poso, con più alta gradazione e migliore qualità».