Con mezz’ora di ritardo sull’orario previsto è stato dato il fuoco alle polveri e il cielo si è illuminato a giorno

Fuochi d’artificio da otto piattaforme

08/04/2003 in Manifestazioni
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Di Luca Delpozzo
(s.b.)

Con mezz’ora di ritar­do sull’orario pre­vis­to è sta­to dato il fuo­co alle polveri e il cielo si è illu­mi­na­to a giorno. A fare capoli­no, in mez­zo a tan­ti col­oratis­si­mi bagliori la luna. Gremi­tis­si­mo, come fos­se sta­to il mese di luglio, il lun­go­la­go Mar­coni, dal por­to vec­chio fino al por­tic­ci­o­lo che con­fi­na con la passeg­gia­ta a Vil­la Per­golana. Nonos­tante la ser­a­ta fred­da e ven­tosa la gente non è rimas­ta insen­si­bile al richi­amo del­lo spet­ta­co­lo pirotec­ni­co. Otto piattaforme al largo, di fronte alla stor­i­ca , oltre 250 can­nonci­ni, tut­ti gui­dati elet­tron­i­ca­mente, han­no spara­to uno spet­ta­co­lo davvero sen­za eguali. Gli applausi sono sta­ti lunghi e calorosi. «Siamo sod­dis­fat­ti del­la parte­ci­pazione del­la gente», ha spie­ga­to il pres­i­dente nazionale del­la cat­e­go­ria Cono Set­taro, «e del gradi­men­to del­lo spet­ta­co­lo. Lo sce­nario è mer­av­iglioso e l’ospitalità di Lazise com­movente. Il nos­tro inten­to era solo quel­lo di far­ci conoscere, non cer­to di portare divi­sione e polem­i­ca fra pae­si». «Siamo feli­ci di aver ospi­ta­to i pro­dut­tori dei fuochi d’artificio nel nos­tro ter­ri­to­rio per­ché rite­ni­amo che anche ques­ta man­i­fes­tazione pos­sa portare sul lago molti tur­isti. E la pre­sen­za di così tan­ta gente stasera», spie­ga il sin­da­co Luca Sebas­tiano, «ne è la dimostrazione. Non è cer­to estate, c’è fred­do, eppure la gente si è accal­ca­ta sul­la riva per gustare lo spet­ta­co­lo. E devo dire, sen­za tema di smen­ti­ta, che è vera­mente bel­lo. Cre­do che pos­sa eguagliare quel­lo di Venezia». «Siamo venu­ti a Lazise a vedere lo spet­ta­co­lo» spie­ga Gio­van­ni Cam­postri­ni del­la Valpo­li­cel­la, «per­ché lo abbi­amo let­to sul gior­nale. Non cre­do che la guer­ra pos­sa intral­cia­re questo spet­ta­co­lo. Ci sono spari, sì, ma per la fes­ta e non per la guer­ra». «Era una man­i­fes­tazione in pro­gram­ma da tem­po» spie­ga Clau­dio Par­ente di Melara, «e se la guer­ra in Iraq è nel frat­tem­po scop­pi­a­ta non vedo per­ché noi dovrem­mo aver bloc­ca­to lo spet­ta­co­lo». «Ad aprile non ho mai vis­to così tan­ta gente sul lun­go­la­go», inter­viene Sante Pasquali, pres­i­dente dei Ris­tora­tori di Lazise, «e solo per vedere dei fuochi d’artificio. E non c’è sta­to un grande battage pub­blic­i­tario per­ché era­no des­ti­nati a Peschiera, com’è noto. Vuole dire che Lazise è conosci­u­ta e ama­ta dai tur­isti. Ne abbi­amo avu­to la pro­va».

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