Il «Natale tra gli olivi» entra nel vivo e propone un Capodanno pirotecnico che si annuncia con il tutto esaurito. Due discoteche all’aperto e l’Hostaria del Po per festeggiare il nuovo anno

Fuochi sull’acqua di mezzanotte

30/12/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

Tut­ti in piaz­za il 31 dicem­bre, aspet­tan­do la mez­zan­otte. Con la musi­ca e il bal­lo. E all’ora fatidi­ca, via allo spet­ta­co­lo di fuochi d’artificio. Tor­na anche quest’ultimo dell’anno lo show pirotec­ni­co di Gar­da. Nelle edi­zioni pas­sate l’afflusso di pub­bli­co è sta­to enorme. Tan­ta gente così sul lun­go­la­go non la si vede forse nep­pure la sera del palio delle con­trade, a fer­ragos­to. Un anno fa il traf­fi­co è rimas­to qua­si par­al­iz­za­to, con mac­chine parcheg­giate ovunque. È questo il vero momen­to clou del Natale tra gli olivi, la lun­ga ker­messe volu­ta dal Comune. Atten­den­do la mez­zan­otte, ci si può scal­dare con le danze. Due i pun­ti d’animazione. Il pri­mo è in piaz­za Cat­ul­lo, di fronte al por­to. Lì si com­in­cia alle 22.30 con Rino y su Salsero & Dj Kacim­boo, che pro­pon­gono sound lati­no amer­i­cano e musi­ca dis­co. Un paio di centi­na­ia di metri più in là, nel­la piaz­za del munici­pio, alle 23 è invece in pro­gram­ma un altro genere di intrat­ten­i­men­to musi­cale: qui c’è l’orchestra Fabio Car­rera, che pro­pone un reper­to­rio di lis­cio e can­zoni anni Ses­san­ta. A mez­zan­otte stop agli ampli­fi­ca­tori e spazio alle luci e ai bot­ti dei fuochi d’artificio sul lago. L’anno scor­so i razzi trac­cia­rono scie fra acqua e cielo per mezz’ora. Per chi vuole (e ha preno­ta­to) c’è la pos­si­bil­ità di cenare sot­to il ten­done ris­torante del Natale tra gli olivi, trasfor­ma­to nell’Hostaria del Po da parte del­la comu­nità man­to­vana di Ostiglia, ormai ospite con­sol­i­da­ta alla man­i­fes­tazione garde­sana. Un po’ infor­male, ovvi­a­mente, l’allestimento, coi tavoloni e le panche, ma invi­tante il menù, nel­la più schi­et­ta tradizione man­to­vana. Si va in tavola alle 19. Dalle cucine arrivano, nell’ordine, le schi­ac­cia­tine con le grep­pole di maiale e il salame («Gius­to per com­in­cia­re», dicono gli ospi­ti ostigliesi), la cre­ma di zuc­ca in agrodolce e il paté di fegatel­li con cros­ti­ni come antipas­to, gli agno­li in bro­do di cap­pone e le cre­spelle cam­pag­nole per pri­mo, e poi, come sec­on­di, il cotechi­no con le lentic­chie, il man­zo e la lin­gua salmis­tra­ta con la mostar­da man­to­vana, il grana in ace­to bal­sam­i­co e alla fine, per chi­ud­ere in bellez­za con un’altra bel­la bot­ta di calo­rie, il salame di cioc­co­la­to con la pan­na, il tut­to accom­pa­g­na­to, in una sor­ta di ide­ale fratel­lan­za vir­giliano-riv­ieras­ca, da bot­tiglie di Lam­br­us­co man­to­vano e di rosso Bar­dolino. L’abbuffata cos­ta 30 euro, e coi tem­pi che cor­rono è una cifra piut­tosto invi­tante. Per preno­tare ci si può riv­ol­gere alla caset­ta dei man­to­vani, al mer­cati­no di Natale, oppure è pos­si­bile tele­fonare al numero 038.632.151.

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