Stasera il Consiglio comunale ratificherà l’uscita dall’ente di Gardone dopo una adesione lunga 33 anni. Il presidente Frau scrive al sindaco Meschi: «Logica da piccolo contabile»

Fuori dalla Comunità, è polemica

28/11/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Ora è uffi­ciale. Nel Con­siglio comu­nale con­vo­ca­to per stasera alle 20,30 Bar­dolino rat­i­ficherà l’uscita dal­la . Tro­va quin­di con­fer­ma l’anticipazione dell’Arena sul­la clam­orosa deci­sione dell’amministrazione ret­ta da Pietro Meschi di abban­donare l’ente inter­re­gionale di stan­za nel bres­ciano, a Gar­done Riv­iera. Un gesto ecla­tante per­ché arri­va da un paese che da oltre trent’anni, esat­ta­mente dal 12 feb­braio 1973, aderisce alla Comu­nità. Il moti­vo del reces­so è moti­va­to da una serie di fat­tori pri­mo fra tut­ti la con­vinzione del sin­da­co Meschi che l’ente di Gar­done non con­sid­eri pre­m­i­nen­ti gli inter­es­si dei Comu­ni riv­ieraschi rispet­to a quel­li dell’entroterra. Alle spalle di ques­ta deci­sione rimane poi la fer­ma volon­tà di alcu­ni dei più impor­tan­ti pae­si che s’affacciano sul più grande lago d’Italia di unire tra loro le forze per dare vita ad un’opera di col­lab­o­razione atta a risol­vere prob­lem­atiche con­nesse alla speci­ficità ter­ri­to­ri­ale lacustre.Una deci­sione quel­la di Bar­dolino che non ha man­ca­to comunque di scatenare la reazione del pres­i­dente del­la Comu­nità del Gar­da Aventi­no Frau. L’ex sen­a­tore ha pre­so car­ta e pen­na e invi­a­to una lunghissi­ma mis­si­va al sin­da­co Meschi.«Non entro nel mer­i­to se sia meglio spendere alcune migli­a­ia di euro all’anno in una pic­co­la soci­età tur­is­ti­ca locale o nel­la parte­ci­pazione alla Comu­nità. È una scelta che per­al­tro i Comu­ni fan­no in piena lib­ertà». «I Comu­ni pos­sono scegliere di spendere il denaro in fuochi di arti­fi­cio, man­i­fes­tazioni d’intrattenimento, ser­ate popo­lari ben piut­tosto che occu­par­si di quan­to il lago si stia inquinan­do, di come porre lim­ite all’incedere impe­rioso delle sec­onde case e delle rel­a­tive con­seguen­ze ambi­en­tali, alla molti­pli­cazione sen­za ordine e sen­za un dis­eg­no gen­erale di scafi e moto­scafi sulle acque del lago per non par­lare di un min­i­mo di ordine ambi­en­tale per tut­to il Gar­da. Non pos­so però», con­tin­ua lo scrit­to di Frau, «assumere la respon­s­abil­ità di las­ciar abbat­tere — per quat­tro sol­di di quote che per­al­tro si pos­sono rivedere — la Comu­nità del Gar­da che ha oper­a­to cer­to con alcu­ni errori, ma pos­i­ti­va­mente (basti pen­sare alla depu­razione delle acque del lago) per cinque decen­ni. Del resto se un sin­da­co fa scelte sbagli­ate e dan­neg­gia la sua stes­sa col­let­tiv­ità gli elet­tori cam­biano il sin­da­co, non sop­p­ri­mono il sin­go­lo Comune». Frau, in mer­i­to alla richi­es­ta dei pae­si riv­ieraschi di con­tare di più all’interno dell’ente inter­re­gionale, non esi­ta a sot­to­lin­eare come il lago di Gar­da abbia bisog­no delle comu­nità dell’entroterra bena­cense per con­tare di più a liv­el­lo di regione garde­sana. È infat­ti dal­la som­ma­to­ria dei Comu­ni col­le­gati alla Comu­nità se la stes­sa ha ottenu­to mag­gior cred­i­to dal­lo Sta­to otte­nen­do, ulti­mo in ordine crono­logi­co, il servizio di Guardia costiera sul Gar­da, non solo per il peri­o­do esti­vo ma per tut­to l’arco dell’anno. Tut­to questo non vieta «che su temi più par­ti­co­lari i Comu­ni di spon­da siano più diret­ta­mente coin­volti». La lun­ga anal­isi di Frau non dimen­ti­ca di citare l’uscita, avvenu­ta l’anno scor­so, del­la Provin­cia di Verona sot­to­lin­e­an­do però che «la Comu­nità del Gar­da non può sui­ci­dar­si o essere uccisa da defezioni più o meno orga­niz­zate. Si trat­ta di un pat­ri­mo­nio di conoscen­ze, di espe­rien­ze, di sto­ria garde­sana, di rap­p­re­sen­ta­tiv­ità che altri laghi ci invid­i­ano. L’uscita di alcu­ni mem­bri ci costringerà cer­to a ridurre la strut­tura e a rin­un­cia­re al con­trib­u­to di lavoro di qualche col­lab­o­ra­tore inter­no ed ester­no. Ma la pre­sen­za di una mag­gio­ran­za suf­fi­ciente di ader­en­ti mi fa pen­sare», con­tin­ua l’ex sen­a­tore, «che il sen­so pos­i­ti­vo dell’unità del Gar­da non è un capric­cio o una illu­sione ma una neces­sità. La Comu­nità si trasformerà in con­sorzio per raf­forzarsi e servire il Gar­da nei suoi gran­di prob­le­mi». Con­cetti alti per arrivare alla stoc­ca­ta finale: «Cer­to, si vor­rebbe la pre­sen­za più ampia, la col­lab­o­razione più viva e tut­to questo non va scam­bi­a­to con le quote di ade­sione, con la log­i­ca di qualche pic­co­lo con­tabile trasfor­ma­to in uomo politi­co. Solo cosi la comu­nità potrà grat­i­fi­care, non con servizi ma con sta­bili suc­ces­si, col­oro che han­no saputo guardare avan­ti con fidu­cia». Pen­sieri e parole di Aventi­no Frau.

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