Ormai è psicosi furti. La gente, specie di notte, si barrica in casa, ricorrendo ai più svariati sistemi di sicurezza.

Furti, I sindaci assumono vigili «ma ancora non basta

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Di Luca Delpozzo

Ormai è psi­cosi fur­ti. La gente, specie di notte, si bar­ri­ca in casa, ricor­ren­do ai più svariati sis­te­mi di sicurez­za. Fan­no così affari d’oro costrut­tori, ven­di­tori e instal­la­tori di impianti d’al­larme, porte blin­date, infer­ri­ate e cate­nac­ci. I Comu­ni fonteggiano il dila­gante fenom­e­no amplian­do gli organi­ci del­la polizia munic­i­pale e alcu­ni sin­daci, sul­l’on­da del­l’e­sasper­azione dei cit­ta­di­ni, si pro­nun­ciano per la «toller­an­za zero», anche se poi lamen­tano di non poter­la con­cretiz­zare per l’i­nadeguatez­za delle leggi.Il sin­da­co di Por­to Man­to­vano Remo Pez­za­li chiederà in set­ti­mana un incon­tro col prefet­to per met­tere a pun­to un prog­et­to-sicurez­za a liv­el­lo di ‘Grande Man­to­va’. «Si può val­utare l’ipote­si — pre­cisa — di met­tere a pun­to, con il finanzi­a­men­to del­la Regione, un con­trol­lo di tipo visi­vo, con tele­camere, alles­ten­do una sala uni­ca oper­a­ti­va per tut­ti i Comu­ni inter­es­sati. Noi già da tem­po abbi­amo attua­to servizi ser­ali di vig­ili. Sti­amo aumen­tan­do il numero degli agen­ti di polizia munic­i­pale; ma più di tan­to non pos­si­amo fare. Il Comune non può sop­perire alle caren­ze del­lo Sta­to. E’ il Gov­er­no che deve inter­venire, facen­do del­la sicurez­za una pri­or­ità e quin­di incre­men­tan­do le ».Mau­ro Morsel­li di San Gior­gio è dis­pos­to a trovare soluzioni in azione coor­di­na­ta con altri Comu­ni. Cesare Rubi­ni ricor­da che a Cur­ta­tone è in arri­vo un ses­to agente e che già è sta­to isti­tu­ito un servizio not­turno in gra­do di fare un po’ da deterrente.Claudio Berto­la­so, vicesin­da­co di Goito, mette in evi­den­za la con­ven­zione con Marmiro­lo e Rodi­go per pat­tuglie not­turne di polizia munic­i­pale. «Ci ren­di­amo comunque con­to — aggiunge — che questo non risolve che min­i­ma­mente il prob­le­ma. Gli attuali con­trol­li sono inadeguati, anche per­chè sono rimes­si subito in lib­ertà i ladri che ven­gono bloc­cati. Oggi troppe per­sone, e tra queste anche dei clan­des­ti­ni, gira­no per le strade sen­za far niente. Bisogna chieder­si e ver­i­fi­care come vivono, adeguan­do le leggi».Anche Adri­ano Schi­avoni, vicesin­da­co di Rodi­go, giu­di­ca oppor­tu­na ma non suf­fi­ciente la con­ven­zione per i con­trol­li not­turni sul ter­ri­to­rio. «Ora — pros­egue — sti­amo val­u­tan­do la pro­pos­ta di ricor­rere alle guardie pri­vate degli isti­tu­ti di vig­i­lan­za. Ma è soprat­tut­to il leg­is­la­tore che deve intervenire».Secondo Giampiero Lig­a­bò di Cas­tel d’Ario gli attuali fur­ti sono alla «mor­di e fug­gi», per cui bisogna servir­si, più che degli impianti d’al­larme sofisti­cati che i ladri san­no met­tere facil­mente fuori uso, di robusti cate­nac­ci e di difese mec­ca­niche tradizion­ali, che riche­do­no da parte dei mal­viven­ti un lavoro più lun­go e fati­coso. «Questo — pun­tu­al­iz­za Lig­a­bò — è solo un con­siglio, non cer­to la soluzione defin­i­ti­va del problema».Claudio Calan­ca, pres­i­dente del­l’U­pa (che con­ta molti arti­giani che si occu­pano di sicurez­za), sot­to­lin­ea che il prob­le­ma va pre­so in con­sid­er­azione durante la costruzione del­la casa. «Ma la nos­tra soci­età — pros­egue — è purtrop­po imprepara­ta sul tema del­la sicurez­za e ora, sulle ali del­l’e­mo­tiv­ità e del­l’an­sia, corre ai ripari con sis­te­mi empiri­ci, che spes­so non dan­no i risul­tati sperati. L’anal­isi dei rischi anda­va fat­ta pri­ma. Invece, come si suol dire, si chi­ude la stal­la quan­do i buoi sono già fuggiti».

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