Fusione fra Centro Vitivinicolo provinciale di Brescia e Fondazione Minoprio Pavia

16/04/2014 in Attualità
Di Luigi Del Pozzo

Il Cen­tro vitivini­co­lo provin­ciale ha siglato un accor­do di fusione con la Fon­dazione Mino­prio di Pavia, leader nel set­tore floro­vi­vais­ti­co. A causa delle regole imposte dal Pat­to di Sta­bil­ità l’Ente bres­ciano sem­bra­va infat­ti des­ti­na­to a morire, e con lui il lavoro di for­mazione por­ta­to avan­ti in questi anni, prezioso per tut­to il com­par­to vitivini­co­lo. Solo un anno fa, aziende france­si era­no state in visi­ta al Cen­tro per conoscere il modo di colti­vare la vite e le tec­niche uti­liz­zate per la loro tutela. Il Cen­tro ha sem­pre offer­to una grande oppor­tu­nità alle aziende bres­ciane e ai viti­coltori, che aderivano a cor­si di for­mazione, di aggior­na­men­to, a viag­gi stu­dio in Eur­po­ra, utili al con­fron­to con le altre realtà del com­par­to vitivini­co­lo. Oggi, gra­zie alla fir­ma con la Fon­dazione Min­prio, si apre così un nuo­vo capi­to­lo che con­sen­tirà al Cen­tro Vitivini­co­lo di con­tin­uare a sostenere i viti­coltori, diven­tan­do un impor­tante polo lom­bar­do, sostenu­to dal­la : «La Fon­dazione Mino­prio — ha dichiara­to in mer­i­to , Asses­sore Regionale all’Agricoltura — sarà sem­pre più cen­trale e questo allarga­men­to dei servizi ne è la dimostrazione . Mi piac­erebbe, entro la fine del manda­to, razion­al­iz­zare i servizi sul ter­ri­to­rio regionale, per­ché trop­pa gente fa le stesse cose. Ques­ta strut­tura regge per­ché è in gra­do di sostenere i costi e di fun­zionare. Diven­terà cer­ta­mente un polo di eccel­len­za dei servizi lom­bar­di al floro­vi­vais­mo e alla for­mazione pro­fes­sion­ale e si allargherà a un com­par­to che in questo momen­to vive una fase stra­or­di­nar­ia». Il prog­et­to ha lo scopo di dare una mar­cia in più ai com­par­ti del­la Fon­dazione, che, con il “dis­tac­ca­men­to bres­ciano” potran­no arric­chir­si nel set­tore del­la sper­i­men­tazione e del­la ricer­ca in un set­tore, quel­lo dei vini, che vede la Lom­bar­dia leader dell’export rispet­to alle altre regioni ital­iane: « Siamo di fronte a un pas­sag­gio del­i­ca­to che si inserisce nel­la rifor­ma degli enti provin­ciali e che ci sti­mo­la a trovare soluzioni logiche per sogget­ti che fino a oggi grav­i­ta­vano attorno alle province, pur operan­do in autono­mia» ha ricorda­to il vice pres­i­dente del Cen­tro Vitivini­co­lo, Mau­ro Tog­no­li – Non pos­si­amo buttare all’aria anni di lavoro, di sper­i­men­tazione, di for­mazione, che han­no sem­pre con­trad­dis­tin­to il nos­tro com­par­to e che sono un impor­tante pun­to di rifer­i­men­to per i nos­tri pro­dut­tori.»

Tra i sogget­ti ide­ali, la Fon­dazione Mino­prio, ha sot­to­lin­eato l’Assessore Fava, si pre­sen­ta­va con le carte in rego­la per effi­cien­za e capac­ità di auto­ges­tione. Un mod­el­lo pos­i­ti­vo per miglio­rare il panora­ma agri­co­lo lom­bar­do».

La Fon­dazione Mino­prio assumerà dunque la ges­tione del Cen­tro, assor­ben­done il per­son­ale e garan­ten­done l’occupazione. «Se siamo l’unica regione che cresce a due cifre in agri­coltura è in par­ti­co­lare gra­zie al Bres­ciano e alle sue pro­duzioni — ha chiosato l’Assessore Fava — un mer­ca­to in cresci­ta non pote­va che essere aiu­ta­to sot­to il pro­fi­lo del­la spe­cial­iz­zazione tec­ni­ca con prog­et­ti che arriver­an­no, gra­zie a ques­ta inte­sa, da un cen­tro di eccel­len­za come il vitivini­co­lo bres­ciano. Abbi­amo bisog­no di pro­to­col­li qual­i­fi­cati e di sup­por­to tec­ni­co come risposte alla richi­es­ta di qual­ità e pro­fes­sion­al­ità che i mer­cati stranieri ci chiedono. Su questo ver­sante la Fon­dazione Mino­prio insieme con il Cen­tro bres­ciano non potran­no che diventare pro­tag­o­nisti».