Le analisi sono in corso

Gabbiani uccisi da un virus o dal gelo polare

29/01/2006 in Attualità
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
(s.b.)

Sono quat­tro le car­casse di gab­biano avvis­tate nei pres­si del por­to nuo­vo. Lo stes­so dove sono sta­ti rin­venu­ti i resti dei volatili recu­perati la scor­sa set­ti­mana dal­la polizia provin­ciale e dai vig­ili urbani di Lazise. Tre sono spar­si sulle pietre che fun­gono da frangi­flut­to ester­no al por­to, men­tre un bell’esemplare, che sem­bra dece­du­to da poco, è ada­gia­to sul­la cop­er­ti­na in plas­ti­ca che pro­tegge la penul­ti­ma bar­ca ormeg­gia­ta nel por­to, i cui resti sono ben con­ser­vati ed irrigidi­ti dal ghi­ac­cio. Per il momen­to, invece, non sono sta­ti rin­venute car­casse o resti di ana­tre o folaghe che con­vivono numerose con i gab­biani. Questi ulti­mi di soli­to si alzano in volo quo­tid­i­ana­mente, di pri­mo mat­ti­no per migrare ver­so le dis­cariche o ver­so l’Adige, per procu­rar­si cibo. Pri­ma del tra­mon­to ritor­nano sulle rive del lago per pas­sare la notte. «I resti rac­colti dal­la polizia provin­ciale sono sta­ti con­seg­nati al lab­o­ra­to­rio dell’Istituto di zoopro­fi­las­si del Vene­to», spie­ga il coman­dante dei vig­ili urbani Azzoli­ni, «ma dai dati rac­colti dal­la polizia provin­ciale con ogni prob­a­bil­ità sarà dif­fi­cile dare un respon­so chiaro per una even­tuale infezione aviaria. Ser­vono cor­pi di volatili mor­ti non oltre le 24 ore. E quel­li rac­colti era­no dece­du­ti ben pri­ma. C’è comunque da aspettare il respon­so dei tec­ni­ci pri­ma di esprimer­si com­pi­u­ta­mente. Sono in cor­so comunque le indagi­ni per far luce su questi deces­si». Lo con­fer­ma anche il dot­tore Poz­za­to dell’Istituto in ques­tione: «Gli esem­plari rac­colti, sul­la scor­ta di quan­to con­fer­mato­mi dal col­le­ga che ne ha segui­to l’iter, date le con­dizioni di putre­fazione non pos­sono offrire dati sig­ni­fi­cati. In par­ti­co­lare per quan­to attiene l’influenza aviaria, comunque di sicuro neg­a­ti­va». Sec­on­do i pochi pesca­tori pro­fes­sion­isti che anco­ra sono rimasti in attiv­ità le cause del­la morìa di gab­biani potreb­bero ricer­car­si fra gli ali­men­ti che i volatili ingur­gi­tano nel­la gior­na­ta, ma anche per i rig­ori dell’inverno. I sogget­ti più deboli o anziani, dato il gelo di queste set­ti­mane, sono des­ti­nati a perire. Ven­erdì sono giun­ti sul pos­to nuo­va­mente gli agen­ti del­la polizia provin­ciale per il recu­pero dei gab­biani. Recu­pero che non è sta­to del tut­to pos­si­bile pro­prio per la grande quan­tità di neve cadu­ta nel­la ser­a­ta di giove­di. Non appe­na la zona sarà per­lus­tra­bile, gli agen­ti provved­er­an­no alla rimozione delle carcasse.

Parole chiave: